RODRIGUEZ: «NOI GREGARI, COLLANTE DI UNA SQUADRA E POI... SENZA CONTRATTO»

LETTERA APERTA | 11/10/2019 | 16:18
di Sergio Rodriguez

È una lettera aperta, quella di Sergio Rodriguez, che aiuta a capire il mondo dei gregari. Classe 1992, campione di Spagna Élite, Rodriguez è attualmente senza squadra per il 2020 a causa della chiusura del Team Euskadi Murias e ha deciso di affidare i suoi pensieri ai social attraverso questa lettera.


Ciao a tutti! Sono Sergio Rodriguez, ciclista del Team Euskadi-Murias nelle ultime due stagioni. Come molti di voi sapranno, alla fine del 2019 il team chiuderà i battenti. Un gran peccato per il ciclismo, per i tifosi e, certamente, per tutti noi che abbiamo fatto parte di questo splendido progetto. L’addio del Team Euskadi Murias, sommato alla sparizione di altre squadre in questa stagione, lascia molti ciclisti con l'incertezza del futuro, nonostante alcuni abbiano vinto gare o comunque siano andati a podio. Ma nel ciclismo non ci sono solo quelli che vincono.


Per fare in modo che i corridori che tutti conosciamo lottino per la gloria, i gregari fanno il lavoro sporco. La maggior parte delle volte senza telecamere, senza gloria. Svolgono un lavoro fondamentale per permettere che i loro leader raggiungano i propri obiettivi. Ma questo compito non trova spazio nel palmarès di un gregario. Quando un gregario si presenta per cercare una nuova squadra, purtroppo, il sacrificio fatto durante tutta la stagione non si evince con risultati tangibili. Dopo il triste annuncio del team, molti dei miei compagni sono già sistemati per la prossima stagione, ma alcuni di noi sono ancora alla ricerca di un posto.

Per chi non mi conosce, nel 2017 sono stato Campione di Spagna Elite. Quell’anno ho potuto disputare il Campionato Nazionale grazie alla Fundación Euskadi che mi ha permesso di svegliarmi dall’incubo dell’Equipo Bolivia. Questa vittoria mi ha permesso di diventare un professionista, un sogno che ho inseguito sin da quando ero un ragazzino. Una volta fatto il salto di categoria, ho sempre avuto chiaro in mente il fatto che era necessario trovarmi un ruolo all’interno della squadra. Sono sempre stato un grande sostenitore del gioco di squadra e le mie qualità fisiche mi hanno portato in questi anni ad essere uno dei gregari del Team Euskadi-Murias.

Sono state molte le occasioni nelle quali ho lavorato in testa al gruppo o sono entrato nelle fughe, come ad esempio nel GP Indurain o alla Tro Bro León. Un lavoro che è stato sempre apprezzato all’interno della squadra e che ho sempre svolto con impegno. Però il “lato oscuro” del gregario è la mancanza di risultati. Con il tuo lavoro sacrifichi i risultati personali per il bene della squadra e questo, quando devi cercare una nuova sistemazione, complica tutto.

Oltre a questo, è stato un anno duro per me, molto duro. All’inizio di giugno durante il Tour de Luxembourg, dopo aver disputato diverse tappe con un buono stato di forma, una caduta mi ha provocato un forte dolore al ginocchio. Quello che sembrava un normale incidente di gara mi ha costretto purtroppo ad un mese di riposo… con tutto quello che viene appresso. Dopo aver superato questo ostacolo, sono tornato ad allenarmi con la stessa voglia di quando ero juniores, ma una anemia sideropenica mi ha tagliato le gambe nel mese di agosto e potete immaginare la mia disperazione, visto che la Vuelta era dietro l’angolo…

Tutto quello che poteva andare male quest’anno è andato peggio. Praticamente da giugno a settembre non ho quasi mai corso e ho faticato ad allenarmi. Per fortuna è arrivato settembre e ora ottobre e stanno passando senza troppi contrattempi. Mi sono concentrato nello sfruttare al massimo queste ultime corse, visto che potrebbero essere le ultime della mia carriera sportiva.

La mia voglia è intatta, tale e quale a quella del primo giorno. La mia speranza è quella di poter continuare ad essere un ciclista, ad essere un buon gregario, come credo di essere stato fino ad oggi. Sento di avere ancora la forza per aiutare i miei compagni e la squadra. Per fare questo ho bisogno che mi arrivi una opportunità e sono fiducioso che arrivi. Noi gregari siamo il collante di una squadra. Il pezzo chiave che aiuta i compagni a vincere. Che aiuta la squadra a vincere.

Ora mi sto concentrando esclusivamente nel godere queste ultime settimane di competizione: ho disputato ieri la Paris-Bourges e con la mitica Paris-Tours e chiuderò la mia stagione. Voglio godermi questi giorni e gustare ogni chilometro di gara.

Vi ringrazio per l’attenzione e ringrazio tutti quelli che decideranno di condividere questo mio messaggio.

W i gregari e w la bicicletta!

Sergio Rodriguez

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COMMENTI
E quanti come lui..
12 ottobre 2019 03:18 Paracarro
Destinati a smettere

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