ARRIVA LA NUOVA RIFORMA. PROFESSIONAL A RISCHIO ESTINZIONE

POLITICA | 26/09/2018 | 07:17
di Paolo Broggi

Il Consiglio Direttivo dell’UCI e il Consiglio del Ciclismo Professionistico hanno approvato all’unanimità la riforma del ciclismo. Una riforma che muoverà i primi passi nel 2019 per diventare poi operativa in modo completo nel 2020 con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la posizione del ciclismo tra gli sport più grandi del mondo, di migliorare lo svolgimento della stagione agonistica e la stabilità del sistema, favorire l’arrivo di nuovi sponsor, migliorare la visibilità del ciclismo e sostenere il suo sviluppo.


Il calendario internazionale sarà diviso in tre divisioni: UCI WorldTour, UCI ProSeries e Circuiti Continentali UCI.
Dal 2020, l’UCI WorldTour sarà composto dalle tre grandi corse a tappe, le altre corse a tappe e le corse di un giorno, che saranno raggruppate nella nuova UCI Classics Series (i cui contorni devono ancora essere definiti) per un totale di circa 185 giorni e tutte queste gare godranno di una licenza triennale.


La nuova UCI ProSeries, che nascerà nel 2020, sarà formata da una selezione delle attuali corse di categoria HC classe 1 con un preciso cahier des charges per gli organizzatori. Infine ci saranno i Circuiti Continentali, quelli che il comunicato Uci definisce “pilastri del nostro sport”.

Anche le squadre continueranno ad esere divise in tre divisioni: UCI WorldTeams, UCI  ProTeams (al posto delle attuali Professional) e Team Continental. Ci saranno come oggi 18 UCI WorldTeams (che avranno da 27 a 30 corridori) che avranno licenza triennale, e un numero illimitato di UCI ProTeams e Team Continental.

Dal 2019 ci sarà una sola Classifica Mondiale, in base alla quale saranno stilate una Classifica per Nazioni e una Classifica a Squadre, tenendo conto dei risultati dei migliori 10 corridori di ogni squadra conquistati in tutte le gare del calendario.

Dalla fine della stagione 2019 18 formazioni riceveranno una licenza WorldTour triennale.
Il criterio sportivo sarà osservato per quel che riguarda i team di seconda divisione: i due migliori UCI ProTeams avranno il diritto di partecipare ai Grandi Giri, quindi sarà ridotto il numero di wildcard a disposizione degli organizzatori. E i tre migliori team avranno il diritto di partecipare alle prove in linea della Classics Series e agli altri avvenimenti dell’UCI WorldTour.

Ci sono ancora molti dettagli da definire nel corso del 2019 per rendere operativa la riforma a partire dal 1° gennaio 2020.

Il presidente dell’Uci David Lappartient commenta: «Sono orgoglioso che tutte le parti in causa abbiano dato il loro contributo per arrivare ad un risultato importante. Ora disponiamo di una base solida per far crescere ulteriormente il nostro sport: ringrazio in particolare Iwan Spekenbrink, presidente della AIGCP, Gianni Bugno, presidente del CPA e Christian Prudhomme dell’AIOCC per il contributo che hanno fornito. Insieme siamo più forti».

Fin qui il comunicato dell’Uci, che non aggiunge alcun altro particolare. E soprattutto non risponde alle molte perplessità che sorgono alla lettura.

SQUADRE. Intanto c’è da registrare il successo ottenuto dai team di WorldTour il cui numero resta a 18 mentre nella bozza stesa prima dell’estate si parlava di 16.

VALORE SPORTIVO. Nel comunicato non si parla del sistema di promozione e retrocessione di cui si favoleggia da anni, ma solo di premio per le prime due formazioni di seconda categoria che si potranno guadagnare il diritto di partecipare ai Grandi Giri. Ma a quanti Giri? Uno, due o tre in una stagione?

DIMENSIONI. Alla luce di quello che si legge, che organico devono avere le prime due squadre dell’Uci Pro Series? Almeno numericamente pari a quello di un WorldTeam senza godere dei privilegi di questi ultimi. Potranno rifiutare l'di partecipare (uno smacco per l'organizzatore...) e in tal caso chi prenderà il loro posto? Ci segue in classifica o ci sarà una wildcard in più? 

PUNTEGGI. Il comunicato parla di particolari da mettere a punto, ma si tratta di un eufemismo politichese. In particolare per la seconda categoria tutto rimane clamorosamente in alto mare: quali corse faranno effettivamente parte del calendario? quali organizzatori saranno disposti a soddisfare un "cahier des charges" molto esigente? come verranno calcolati i punti? e come farà una squadra invitata per esempio al Tour de France - dove evidentemente sarà più difficile fare punti causa l’alta concorrenza - a competere con le altre squadre della categoria?

WILD CARD. Due (o tre nelle corse in linea) squadre UCI ProSeries potranno conquistarsi il diritto di correre i grandi giri, quindi agli organizzatori resteranno due wildcard per i grandi giri e quattro per le classiche in linea. Possibilità di manovra decisamente ridotte, quindi, per gli orgaizzatori ma soprattutto situazione sempre più difficile per le formazioni di seconda categoria, il cui numero rischia clamorosamente di crollare. Per intenderci: quest’anno sono 27, ma tre (Aqua Blue Sport, Unitedhealthcare e Veranda’s Willems) spariranno sicuramente nel 2019 e per altre il futuro è in bilico. Poi, con buona pace del presidente Lappartient, nel 2020 ci sarà il tracollo.


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COMMENTI
Lappartient
26 settembre 2018 07:23 geom54
credo che questa formazione di rivoluzionari abbia a cuore, ma si deve leggere "a tasca", la propria, solo le monete degli SPONSOR;
auguri per gli SPONSOR ed in speciale modo per quelli ITALIANI, ma non credo riceveranno ciò come augurio.

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO
26 settembre 2018 07:44 ERIO
Confermo, la nebulosità' del nuovo regolamento stilato evidentemente da chi pensa che la bici abbia ruote quadrate, evidenzi la incapacità' dei soloni che pensano solo ai propri interessi

Fermatelo!!!
26 settembre 2018 08:25 Monti1970
Questo rovinerà definitivamente il ciclismo

Lappartient
26 settembre 2018 09:15 MARcNETT
Più che il nuovo che avanza qua vedo avanzare solo gli interessi del doblone......sto quasi rimpiangendo McQuaid......

Disastro
26 settembre 2018 11:23 max73
Se continuano su questa strada il ciclismo diventerà un carrozzone come la Formula 1. Solo soldi sponsor corse in mezzo mondo senza tradizione e passione x lo sport. Chi può dovrebbe opporsi a questo disastro

Calma
26 settembre 2018 13:32 bertu
Visto che al momento questa riforma non è ancora stata spiegata nei dettagli, mi sembra prematuro bocciarla in toto. Per esempio non credo sia una scelta disastrosa stabilire delle regole in base al merito sportivo per l'assegnazione delle wild card delle corse WT.
Alberto Vico

Per Bertu
26 settembre 2018 15:05 Monti1970
Per quanto riguarda le wild card, passeranno dalle attuali 7 a 3 . Per i grandi giri da 4 a 2 .
Quindi c’è poco da riflettere, è la fine delle professional

Per Monti
26 settembre 2018 16:54 bertu
Il numero di squadre professional presenti agli eventi WT rimane invariato, semplicemente si saprà con largo anticipo quali parteciperanno di diritto, evitando, almeno spero, le solite polemiche sull'opportunità di certi inviti.

P.S. per Monti
26 settembre 2018 16:58 bertu
Seguendo il suo ragionamento attualmente le wild card al Giro sono solo tre, in quanto la professional meglio piazzata alla Ciclismo Cup partecipa di diritto.

Cosa cambia per noi italiani?
26 settembre 2018 19:51 FrancoPersico
Sinceramente cosa ci cambia? Gli sponsor stanno ben lontani dal ciclismo, non per disamore degli atleti ma di alcuni manager che si definiscono tali ma non sanno gestire i soldi che hanno nel salvadanaio. Poi quale ciclismo professionisti è rimasto nel nostro paese? Ma ci vedete?

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