TOUR, 30.000 UOMINI PER LA SICUREZZA

SOCIETA' | 04/07/2018 | 17:45

Prima di tutto, la sicurezza. Ci saranno oltre 30.000 agenti schierati per proteggere i ciclisti durante il Tour de France. Lo hanno confermato gli organizzatori di Aso, dopo che il presidente dell'UCI ha chiesto un ambiente sicuro per il ciclista britannico Chris Froome.


La più grande corsa ciclistica del mondo inizia sabato, pochi giorni dopo che il quattro volte campione Froome è stato assolto dai sospetti di doping dalla Union Cycliste Internationale.


Sempre secondo le stime degli organizzatori, durante le tre settimane di corsa sono attesi dai 10 ai 12 milioni di tifosi lungo le strade francesi. Le autorità francesi dispiegheranno 23mila poliziotti e 6 mila vigili del fuoco.
Il capo della sicurezza del Tour Pierre-Yves Thouault ha detto all’agenzia AFP di condividere le preoccupazioni di Lappartient, ma che è pronto a scatenare un'enorme operazione di sicurezza per sorvegliare le strade ed evitare problemi per il comportamento di qualche male intenzionato.

Thouault ha detto che ci saranno anche migliaia di agenti di sicurezza privati. «Siamo preoccupati per le gli arrivi in montagna - ha detto -. La vetta dell'Alpe d'Huez avrà oltre 3.5 km di transenne su entrambi i lati», ha spiegato a proposito della storica salita che attira sempre un'enorme folla indisciplinata e dove negli anni scorsi sono stati lanciati pugni e anche urina sui concorrenti tra cui Froome.

«Avremo diverse centinaia di ufficiali su quella salita, sappiamo cosa può accadere», ha detto, sottolineando che le comunicazioni tra i funzionari sono state la chiave della sicurezza insieme ai segnali multilingue. La speranza è che tutti gli spettatori mantengano la calma.

Il piano è stato concordato con gli organizzatori del Tour e il Ministero degli Interni e il Tour spende circa quattro milioni di euro di budget solo per la sicurezza. Come emerge anche dalle parole di Lappartient, i timori maggiori sono soprattutto per comportamenti violenti nei confronti di Froome. Nelle scorse settimane si era scatenata una vera e propria campagna d'odio nei confronti del ciclista inglese, con l'ex leggenda del Tour Bernard Hinault, cinque volte vincitore in Francia, che lo aveva etichettato come un imbroglione e gli organizzatori che inizialmente lo avevano escluso in attesa della sentenza dell'UCI.

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