Magni alla Mostra di Cimurri: «Reggio gli dedichi una strada»
| 16/09/2007 | 00:00 Giunto appositamente in città per inaugurare la mostra «Giannetto Cimurri, una storia a pedali», il mitico «Leone delle Fiandre» non ha trattenuto le lacrime al ricordo del suo massaggiatore e confidente. Alla Camera di Commercio, 61 splendide immagini in bianco e nero raccontano la storia del ciclismo.
Commozione e spirito. In due parole Fiorenzo Magni, classe 1920, uno dei più grandi ciclisti italiani di sempre, per tutti il Leone delle Fiandre per aver vinto in ben tre edizioni consecutive, tra il 1949 e il 51, la grande classica.
E'arrivato appositamente a Reggio Emilia per inaugurare la mostra «Giannetto Cimurri, una storia a pedali», ospitata dalla Camera di Commercio e realizzata in collaborazione con l'assessorato Cultura e Sport del Comune di Reggio Emilia e la Fototeca della Biblioteca Panizzi.
Un momento straordinario quello vissuto questa mattina alla presenza naturalmente della famiglia Cimurri, dell'assessore alla cultura e sport Giovanni Catellani e di quello alla mobilità Paolo Gandolfi (la mostra rientra nella Settimana delle mobilità europea dedicata alle due ruote), oltre che di tanti altri amici e personalità cittadine.
Ma il protagonista assoluto è stato Magni che in perfetta forma, elegantissimo e normalmente poco propenso agli spostamenti dalla sua terra toscana, non ha invece voluto mancare l'appuntamento dedicato a papà Cimurri, lasciandosi prendere da una commozione forte al ricordo di Giannetto: «Scusate ma non riesco a farne a meno
- sono state le prime parole del grande campione - perché Giannetto era una persona speciale, un puro, come erano pure le meravigliose tortine di riso che portava da Reggio per i rifornimenti in ogni gara. Come si fa a definirlo massaggiatore? Giannetto Cimurri era un confidente, un amico, una figura eccezionale sotto tutti i punti di vista. E' sempre stato a nostra disposizione, in ogni circostanza si poteva contare su di lui, e per questo sono felice di essere qui stamattina, per così dire, a sua disposizione».
Tanti aneddoti si sono rincorsi nel racconto di Fiorenzo Magni a cui Giovanni Cimurri ha donato la maglia tricolore utilizzata dall'Italia durante i Tour de France dell'epoca, disputati dalle squadre nazionali: «Un episodio che dà l'idea di chi era Giannetto - ha proseguito il campione pratese - accadde nei mondiali del'48, quando la sera prima della gara entrò in camera mia per dirmi che sarei stato
la riserva. Aveva un'espressione talmente addolorata che non ci fu bisogno aprisse bocca. Forse - ha concluso Magni - non è facile nemmeno per la sua città rendersi conto di che personaggio sia stato Giannetto, mi fa molto piacere vedere che il Comune gli ha dedicato questa bellissima mostra, ma meriterebbe almeno l'intitolazione di una strada. Vi dico già da oggi che anche in quella occasione sarei qui in prima fila ad inaugurarla».
Intanto l'assessore Giovanni Catellani ha confermato come la mostra avrà cadenza annuale, sempre in occasione del Memorial Cimurri - Gran Premio Bioera.
«Giannetto Cimurri, una storia a pedali», divisa nelle quattro sezioni, Sorriso, Cura, Amici e Squadra, proseguirà fino al 12 ottobre: sarà visitabile dalle ore 7 alle ore 19 nei giorni feriali, escluso il venerdì in cui la chiusura è fissata alle ore 14. Sabato e domenica sarà aperta dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
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