| 23/08/2007 | 00:00 Questa estate 2007, il Killer di Spoltore se la ricorderà per tanto tempo. E’ come se un destino beffardo voglia far pagare a lui, Danilo Di Luca, la vittoria ottenuta il 3 giugno scorso nell’ultimo Giro d’Italia, un successo agognato da una vita ma seguito da una serie inenarrabile di coinvolgimenti più presunti che reali alla cosidetta inchiesta “Oil for Drug”, che risale al 2004 ( già allora il biondino della Liquigas fu impossibilitato a correre il Tour de France per le pressioni dei francesi presso Claudio Corti, che gli faceva da team manager nella Saeco) e che è tornata nuovamente d’attualità nel corso di questa estate non calda ma ugualmente bollente per quel che riguarda il ciclismo.
Di Luca è stato prosciolto una volta e poi un’altra ancora dalla Procura di Pescara, ossia dalla Giustizia Ordinaria. Anche la sua prima audizione con Ettore Torri, il Procuratore Antidoping del Coni, non aveva portato a sentenza alcuna in attesa di nuovi sviluppi. Poi, in data di ieri, lo stesso Ufficio di Procura del nostro Comitato Olimpico ha ricevuto dal Tribunale di Pescara parte della documentazione inerente al procedimento penale n. 8479/ 2006 RGNR a carico di Danilo Di Luca più altri, di competenza del P. M. dott. Giampiero Di Florio e del Gip dott. Luca De Ninis.
Pare che la particolare complessità del procedimento penale richieda da parte della Procura Antidoping ulteriori accertamenti. Per questo motivo lo stesso Ufficio Antidoping ha fissato le prime audizioni per il 3 settembre 2007 per ascoltare soprattutto gli agenti di Polizia giudiziaria.
Che cosa era successo nel frattempo? Molto semplice: il Gip del Tribunale pescarese Luca De Ninis di fatto non ha ancora archiviato l’inchiesta antidoping definibile ’’ bis’’. Tutto ciò perché sino a oggi non sono ancora state ritrovate la fantomatiche sacche di sangue del campione che un pregiudicato del luogo ha sostenuto di possedere ma non è stato in grado di mostrare. Il magistrato, stando a quanto si è appreso, deve ancora decidere se archiviare o fissare un’udienza. Una prima archiviazione dell’inchiesta penale pescarese per doping era stata disposta dal giudice per le indagini Maria Michela Di Fine
e annunciata in luglio dalla Liquigas, la squadra di Di Luca. Resta ora aperto questo stralcio relativo al mai recuperato thermos contenente sacche di sangue che un debitore con precedenti penali del fratello del campione aveva sostenuto di possedere, senza però poterlo provare nonostante perquisizioni ed interrogatori.
Queste novità, che scriviamo con un certo imbarazzo per un mero dovere di cronaca, rischiano di gettare ulteriore discredito su un corridore che sinora ha avuto soltanto il torto di conoscere dall’età di cinque anni un medico come il dottor
Santuccione, coinvolto tre anni fa in un’inchiesta di trasfusioni del sangue. Di Luca continua la sua stagione agonistica in situazioni psicologiche difficili: ieri mattina non è partito nella Coppa Agostoni vinta da Bertolini, mentre il rientro agonistico dovrebbe avvenire sabato prossimo nel Trofeo Melinda di Cles, in Trentino. Danilo continua a essere uno degli uomini di punta della Nazionale di Ballerini, in vista del Mondiale del 30 settembre prossimo a Stoccarda. Ma avanti di questo passo, con quale stato d’animo l’abruzzese potrà affrontare tutte le corse di selezione prima delle convocazioni?
da «Tuttosport» del 23 agosto 2007 a firma Paolo Viberti
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