Fanini applaude l'Uci: perfetta la nuova strategia antidoping

| 22/06/2007 | 00:00
«Ringrazio e apprezzo il presidente dell’UCI McQuaid per l’importante iniziativa promossa contro chi si dopa. Pur essendo in lite con l’UCI da oltre 10 anni per il modo in cui viene guidato il ciclismo – commenta Ivano Fanini, patron dell’Amore & Vita McDonalds – ora devo ammettere che questa mossa è veramente lodevole ed efficace. Nel 1998 l’UCI mi condannò a pagare gli stipendi dei corridori Lupi, Castaldo, Paolini, Baldoni, Massa, Profeti e gli australiani White e Rogers, fratello dell’ex campione del mondo Michael, che avevo licenziato per doping. La cosa curiosa è che allora, invece di essere premiato, ho pagato tra spese legali e quant’altro oltre 600 milioni di lire, mentre oggi questa rivoluzionaria iniziativa condanna i dopati al pagamento degli stipendi (meglio tardi che mai)! E così tutti i miei corridori - tra cui Quaranta, Kairelis, Ivanov, Gasparre e Stevenson - oltre ad aver firmato per primi l’obbligo di fare il test del DNA e di rispettare altre ferree regole interne antidoping, hanno già firmato con molta serenità anche questo nuovo testo con la variante che la pena è estesa anche ai ds e massaggiatori, anch’essi licenziati immediatamente in caso di corridore positivo o trovato in possesso di medicinali proibiti. Mi auguro che tutte le squadre di qualsiasi categoria facciano firmare ai propri corridori un impegno del genere». Aggiunge poi Fanini: «Ora voglio sperare che l’UCI e gli organizzatori del Tour non diano ascolto ai pareri contrari di vari personaggi e di associazioni quasi tutte guidate da ex corridori che in carriera non sempre hanno avuto un comportamento limpido in materia di doping. Devono quindi tenere da subito la linea dura anche con gli spagnoli iniziando dal numero uno Valverde, come già stato fatto per Basso».
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