QUARANTA-SALIGARI, NEL NOME DEI PADRI

GIOVANI | 26/01/2018 | 09:43

Amano la bicicletta come la amavano i loro padri. Samuel Quaranta e Giacomo Saligari sono i rampolli degli ex professionisti Ivan e Marco. Tesserati entrambi per il Pedale Senaghese di Senago nel Milanese, diretto dal tecnico brianzolo Augusto Savoldi, gareggiano nella categoria degli allievi. E da quanto visto finora evidentemente non hanno il talento dei loro papà, anche se Samuel e Giacomo sono sulla strada buona per migliorare e crescere. Nel capitolo intrigante dei figli d'arte, Quaranta 15enne bergamasco di Treviolo, e Saligari 14enne brianzolo di Giussano all'esordio nella categoria, occupano un ruolo importante, più ancora dei risultati che otterranno. Prendendo spunto dalla storia, possiamo dire che Quaranta figlio ha i tratti caratteristici del velocista che furono del genitore: Ivan infatti fu capace di battere allo sprint uno come Mario Cipollini e altri grandi velocisti di quell'epoca, e di vincere sei tappe al Giro d'Italia. Quanto a Giacomo, se contasse il fisico sarebbe già tra i giovani talenti. Ma non basta. Di sicuro il figlio di Saligari (tre successi di tappa al Giro, e la classifica finale del Giro di Svizzera, oggi commentatore per la Rai nelle gare dei professonisti) ha ereditato ben poco dal padre. Chi lo dirige pensa che sia un passista, e ha tanta voglia di imparare.

"Fa sperare in buone prospettive- spiega il suo direttore sportivo Savoldi, che l'anno scorso ha vinto tutto con il milanese Andrea Piccolo passato tra gli juniores nel Team LVF-. Mi piace lavorare con i giovani, e Saligari junior è una scommessa che voglio vincere. Da esordiente si allenava poco e si era anche fermato. Ma poi è tornato a pedalare, non si è mai spremuto troppo, adesso è il momento di fare sul serio e capire se ha delle potenzialità".

Quaranta invece si sta mettendo in luce in pista, dove lavora insieme al padre tecnico istruttore dei velodromi di Dalmine (Bg) e Montichiari (Bs). Negli sprint servono coraggio, posizione e concentrazione ai massimi livelli. La pista ha insegnato molto a Ivan e farà lo stesso per Samuel che vuole capire dove può arrivare.

"Le doti le ha e io spero proprio che possa emergere- conclude Savoldi-. Non ha mai vinto, fin qua solo piazzamenti ma deve guardare avanti e capire che è troppo bello fare il ciclista". E' ancora troppo presto per capire se diventeranno corridori, ma sono due modelli da scoprire che vogliono provare a sfondare nel ciclismo.

da La Gazzetta della Sport/Lombardia, Danilo Viganò


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