Basso: «Lascio la Discovery e non faccio il Giro d'Italia»

| 01/05/2007 | 00:00
«Ho scelto io. Lascio la Discovery Channel perché non voglio che la mia squadra e i miei compagni paghino le conseguenze di una questione che riguarda solo me». Ivan Basso ha una voce serena. Almeno quella. Domani sarà al Coni per incontrare Ettore Torri, il capo della Procura dell'Antidoping che ha riaperto l'inchiesta legata all'Operacion Puerto. A Roma sarebbero arrivati nuovi indizi e soprattutto le sacche di sangue attribuite a Basso da incrociare con il Dna. Torri ha già fatto capire che gli elementi a disposizione faranno scattare il deferimento. Tutto questo a 10 giorni dal via del Giro d'Italia. «Deferimento o meno, sono in pace con la mia coscienza, ma al Giro non ci sarò comunque - dice Basso -. Al di là della separazione consensuale con la Discovery, avevo già deciso di non correrlo. Da cinque giorni non mi alleno e non ho certo la testa per pensare alla difesa della mia maglia rosa. In bici spero di tornarci da giovedì, al rientro da Roma»... ... «Non voglio essere un problema per gli altri - spiega Ivan -. i rapporti con la squadra restano ottimi, ma è giusto che dirigenti, lo sponsor e i miei compagni non vengano coinvolti. Nemmeno indirettamente. E sono sicuro che quando avrò chiarito la mia posizione con gli organi della giustizia sportiva, troverò ancora la porta aperta. Di più non posso dirvi perchè abbiamo deciso di rendere pubblica la decisione con un comunicato congiunto»... ... Da ieri Basso è ufficialmente un atleta disoccupato. Il suo futuro in bici passa attraverso l'incontro che avrà domani con la Procura antidoping del Coni. Ivan è un uomo intelligente e di grande sensibilità. la sua carriera non può concludersi così tristemente. Gli auguriamo di convincere i giudici della sua buona fede. Se così non fosse, dovrebbe trovare la forza morale (che ha) di volare alto e aiutare lo sport a ritrovare credibilità. da «La Gazzetta dello Sport» di oggi, a firma Pier Bergonzi
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