DILETTANTI | 13/06/2017 | 08:06 Tra figli e nipoti d'arte al Giro d'Italia Under 23 ce n'è per tutti i gusti. Oggi al via della quinta tappa abbiamo fatto due chiacchiere con Bram Welten, nipote dell'ex professionista Jean Paul Van Poppel e dell'ex campionessa Leontin Van Moorsel, genitori dei professionisti Boy (Trek Segafredo), Danny (Team Sky) e dell'elite Kim. 20 anni di Moergestelè, un villaggio olandese nel comune di Oisterwijk, nella provincia del Brabante Settentrionale, quest'anno è già andato a segno alla Bruxelles-Zepperen, al Grand Prix Criquielion e nella prima tappa del Tour de Bretagne. Nella corsa rosa ha sfiorato la vittoria nella prima tappa, ieri ha lanciato alla vittoria il compagno Philipsen e nei prossimi giorni aiuterà Sivakov a difendere la maglia rosa.
A Imola hai alzato le braccia, ma davanti c'era Powless... «Nell'ultimo strappo ero nel secondo gruppo, quando sono rientrato sui primi non mi ero accorto che Neilson fosse scattato. Ieri è andata meglio e ci aspettano ancora tre belle giornate».
A che età hai iniziato a pedalare? «Quando avevo 6 anni i miei genitori mi hanno comparato una piccola bici, da allora non sono mai sceso di sella. Ho appena terminato gli studi, ora potrei insegnare sport nelle scuole ai ragazzi fino ai 14-15 anni, ma da quando indosso la maglia della BMC Development Team vorrei tanto far diventare il ciclismo il mio lavoro».
Arrivi da una famiglia di ciclisti. «Sì, Jean Paul è il fratello di mia mamma. Danny e Boy sono miei cugini, mi danno tanti consigli. Vivo con Danny in Olanda, vicino ad Eindhoven, ci alleniamo spesso insieme, cercando di migliorarci l'un l'altro».
Il Giro è una grande opportunità per farsi conoscere... «Sogno il professionismo. Mi trovo benissimo in questo team, passare con la prima formazione sarebbe il top, farò del mio meglio per dimpostrare di valerlo».
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