Gatti & Misfatti

Giro, il parente povero

di Cristiano Gatti

Io quando arriva la primavera sono l’uomo più felice della terra, o comunque sto tra i primi dieci, ma c’è un motivo per cui questa primavera in particolare mi mette un po’ di mestizia, più della solita, causa pandemia. Questa è una maledetta primavera che si porta via la specialissima primavera del ciclismo in Italia, una primavera che chiamiamo primavera anche se termina esattamente il 21 mar­zo, quando comincia la primavera propriamente detta. Per non incartarmi oltre: la primavera effettiva è arrivata e ha spostato il circo ciclistico fuori dai no­stri confini, per non restituircelo più. Una gran brutta notizia. Per ragioni singolari e spero irripetibili, abbiamo finito di gustare menu pregiati e piatti raffinati. Fine della festa. E le ragioni pro­vo a spiegarle subito.

Molto semplice: quest’anno, partendo dalle Strade Bianche e arrivando alla Sanremo, passando per la Tirreno-Adriatico, l’Italia ha potuto assaporare un superbo concentrato di ciclismo enorme. Il livello della corse, altissimo. Lo spettacolo, pure. E perché mai? Ma perché come dicono i sapienti la corsa la fanno i corridori, e casualmente noi stavolta ci siamo ritrovati qui i meglio fe­nomeni del momento, mai - o quasi mai - come stavolta. Par­lando di corse in linea, cosa c’è di più e di meglio del trio Van Aert - Van der Poel - Alaphilippe? Tra l’altro non in gita premio o in seduta di preparazione, ma allupati da una fame atomica di vittorie? E poi la corsa a tappe, la Tirreno: tanto per non parlare a vanvera, ripropongo qui un ordine d’arrivo che spiega meglio di me, quello a Prati di Tivo: Po­ga­car, Simon Yates, Higuita, Lan­da, Quintana, Almeyda, Fabbro, Carr, Van Aert, Fuglsang, Ber­nal, Thomas. E ho detto tutto.

Poi è vero che la Sanremo se l’è portata via un outsider, ma queste sono le vicende della vita, basta guardare alle sue spalle e il discorso torna di nuovo: tutti lì, gli allupati, in un eterno - purtroppo per modo di dire - campionato del mondo. Chiudendola qui: alla (ciclo)primavera italiana è mancato in definitiva solo Roglic, parlando di Rotary contemporaneo. Tutto il resto del dream team c’era. E come c’era: picchiandosi di brutto, al meglio, altro che inizio soft in vista della grande stagione.

Io non ho problemi a dirlo: mi sono divertito come un matto. Ed è proprio il motivo per cui adesso mi ritrovo me­sto. Adesso so che dalle nostre parti la pacchia è finita. Ap­pun­ta­mento con quel che resta alla stagione dei saldi, all’amatissimo Giro di Lombardia. E nel frattempo? Nel frattempo stringere la cinghia. Accontentarsi. Fare finta che. Guardare sempre all'estero. Il grande circolo è partito per l’altrove, lontano da noi: le classiche del Nord, poi il Tour, poi le Olimpiadi, poi il Mon­dia­le. Tutto alla larga dall’Italia.

Le sento bene queste voci di sottofondo. Sono i saccenti che già mi impiccano al ridicolo, dicendo che mi sono scordato del Giro. Vorrei metterli tranquilli: non mi sono scordato proprio per niente. So benissimo che a maggio c’è il Giro, ma purtroppo so anche che Giro sarà.

Sì, sarà un Giro lontanissimo parente, il parente po­vero, della sontuosa primavera italiana. Vado subito al dunque. Al prossimo Tour, per classifica e per tappe: Pogacar, Ro­glic, Geo-eccetera, Thomas, Van Aert, Van Der Poel, Ala­phi­lippe. E resto all’essenzialissimo. Per passare subito al Giro. Ecco, appunto, cosa ci riserva il Giro: restando anche qui all’essenziale, due grandissimi talenti come Eve­nepoel e Bernal, però guarda caso entrambi in convalescenza, più una gloria nazionale come Nibali, che però non possiamo più collocare ai livelli dei Po­ga­car e dei Roglic, più una scommessa tutta nostra come Aru, più un regale palliativo come Ganna. Grosso modo, il confronto è tut­to qui. Definirlo impietoso è operazione di delicatezza umana.
Qualche scimunito sicuramente dirà che parlo così per partito preso, con il sottile piacere del disfattista antitaliano. Ma proprio perché scimunito, insinua a questo modo senza sapere che il Giro è la cosa che amo di più del ciclismo, per tanti motivi che non interessano a nessuno, ma che sono alla base di una passione infuocata. Con tutto questo, o forse proprio per questo, non posso però nascondermi la verità. Più o meno, l’edizione 2021 si accoda per livello e prestigio a quelle di certe annate in cui dovevamo inventarci un’esaltazione collettiva sui duelli tra Savoldelli e Simoni, senza nulla togliere.

Dire la verità, guardare la verità, non significa vo­ler male al Giro. Dal mio punto di vista significa amarlo se possibile ancora di più, per cui il dispiacere. E allora, anche se le parole grondano sangue, non bi­sogna infilare la capoccia sotto la sabbia come i grossi pennuti: di­ciamolo apertamente, ad esempio la Tirreno di quest’anno può guardare dall’alto in basso il Gi­ro che arriva. E se qualcuno mi dice che poi comunque la corsa la fanno i corridori, sottoscrivo im­mediatamente, però con un’aggiunta: dipende anche da quali corridori. Non so se mi spiego.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Primož Roglič, Finn Fisher-Black, Jordi Meeus, Gianni Moscon, Callum Thornley, Luke Tuckwell, Gianni Vermeersch e Frederik Wandahl si schiereranno al via a Monaco il 22 agosto, portando con sé esperienza nei Grandi Giri, velocità in volata, forza in salita e...


Da diversi mesi, il team ciclistico Groupama-FDJ United sta lavorando a stretto contatto con David Gaudu per aiutarlo a ritrovare un livello di prestazioni all'altezza del suo talento e delle sue capacità. Dopo un inizio di stagione che gli...


Quello che doveva essere un allenamento ferragostano insieme a papà Christian si è trasformato in una brutta avventura per Jolanda Sambi, sedicenne atleta juniores della Libertas Ceresetto.  Secondo quanto ricostruito, la 16enne si stava allenando sulle strade di Rocca San...


Ci sono vittorie che sembrano mancare quasi per un dettaglio, titoli che continuano a sfuggire anche a un campione abituato a trasformare in oro quasi tutto ciò che tocca. Nel palmarès di Mathieu van der Poel c'è ancora una casella...


Argon 18 con la nuova Anti Matter ha solo un’ambizione: rivoluzionare il fast gravel e dominare le competizioni sterrate più veloci al mondo. Dopo averla vista da vicino, quella che sembra una scommessa per molte aziende, appare essere ampiamente alla portata...


Dal 20 al 26 agosto, la Red Bull – BORA – hansgrohe Rookies sarà al via della edizione numero 62 del Tour de l’Avenir. Lorenzo Finn, campione del mondo U23 in carica e vincitore del Giro Next Gen, si presenta...


L’allarme e Localizzatore da bici messo a punto da Quad Lock®,  azienda australiana leader nella produzione di supporti premium per iPhone distribuita in Italia da Ciclo Promo Components, ha il preciso compito di disincentivare i furti prima che avvengano e ci aiuta...


Cinque minuti da leader, nel senso più ampio e umano del termine, quelli che Alessandro Pinarello ha condiviso col nostro inviato Federico Guido dopo aver concluso al 3° posto l'Arctic Race of Norway. Il talento veneto della NSN ha parlato...


La tragica scomparsa di Finlay Tarling ha trascinato il mondo del ciclismo nello sconforto. Molta è la tristezza, così come tante sono le domande che meriterebbero una risposta per spiegare la morte di un ragazzo di soli 19 anni. Il...


Come tuttobiciweb aveva anticipato due settimane fa, Letizia Paternoster da gennaio vestirà la maglia della Human Powered Health. La formazione statunitense, già protagonista di questo ciclomercato estivo con gli annunci di Lach e Dideriksen,  ha ufficializzato l’ingaggio della 27enne trentina...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra