GIRO U23. PASTONESI RACCONTA I VINCITORI: GIANCARLO BELLINI

DILETTANTI | 27/03/2017 | 10:06
Era magrolino, aveva le spalle strette, andava forte in salita. Di quei corridori che piacevano proprio a Giuseppe Graglia. Che la sapeva lunga: aveva guidato Bartali e Valetti, scoperto Defilippis e Balmamion, ed era certo che quel magrolino con le spalle strette, forte in salita, ne avrebbe fatta di strada. E ancora una volta aveva ragione.

Giancarlo Bellini è stato il primo a vincere il Giro d’Italia dei dilettanti. Era il 1970 e stava per compiere 25 anni. Inserito nella squadra del Piemonte, Bellini vinse la cronometro, in pianura, e poi difese il primato, in salita, contro francesi e svizzeri, polacchi e sovietici, due squadre venete e due lombarde, e i toscani. In tutto, nove tappe: per il vincitore, quella corsa era annunciata come l’alba di un luminoso futuro da professionista.

La mia prima bici era improvvisata, mi serviva solo per fare qualche pedalata con un amico appassionato di ciclismo. La mia prima vera bici era economica, in ferro, acquistata nella bottega di Giorgio Godio, a Borgomanero, che aveva fatto il Giro con il Bondone sotto la bufera nel 1956. La mia prima corsa da allievo, ma non avevo la minima idea di come si corresse. La mia prima vittoria nel Gran premio Città di Chieri, dilettanti di seconda categoria, e un’idea ce l’avevo: staccai tutti, arrivai da solo, e cominciai a pensare di avere qualche possibilità. Nel 1969 passai a una squadra torinese, organizzata, sponsorizzata, vinsi il Val d’Aosta e l’Arona-Macugnaga, nel 1970 partecipai al Giro dell’Uruguay, quindi al Giro dei dilettanti. Il mio forte erano le salite lunghe ma dolci. Poi feci un errore: convocato in Nazionale per il quartetto della cento chilometri, persi due mesi di gare”.

Ma Bellini faceva gola: lo volevano la Filotex di Bitossi e la Salvarani di Gimondi, andò alla Molteni. “Fu una bidonata. Giorgio Albani mi aveva promesso di fare il capitano per le corse a tappe, poi ingaggiò Eddy Merck, e per tre anni gli feci da gregario. D’altra parte, Merckx era un fenomeno”.

Nove anni da professionista, Bellini. “I primi tre, alla Molteni, senza giorni di libertà. Merckx in bici era un Cannibale, giù dalla bici un signore. In corsa voleva, pretendeva, esigeva, senza neanche parlare. Giro d’Italia del 1972, quattordicesima tappa, la Savona-Jafferau, 256 chilometri, saltano tutti i gregari, da Bruyère a Deschoenmaecker, con Eddy rimango solo io. In fuga ci sono Fuente e Lopez Carril. Tiro, mi premo, mi sacrifico, salto anche i rifornimenti, finché ai meno sette non ne ho più, vuoto, zero, tengo tutta la strada, arrivo al traguardo solo perché gli altri corridori, per compassione, mi regalano una spinta. Ma quando arrivo al traguardo, Merckx, che ha vinto la tappa in maglia rosa, interrompe l’intervista per ringraziarmi pubblicamente. E certe parole valgono più di tutto”.

Dal 1974 al 1977 alla Brooklyn per Roger De Vlaeminck, nel 1978 e 1979 alla Zonca per Claudio Corti e Pierino Gavazzi. “Però ogni tanto qualche colpettino riuscivo a darlo. Il Giro di Campania e una tappa del Giro di Svizzera nel 1975, una tappa del Giro di Romandia nel 1976 e un’altra nel 1977, una tappa del Giro d’Italia e una del Giro di Svizzera nel 1978, e la maglia a pois, gran premi della montagna, al Tour de France del 1976. Il bello del ciclismo è l’amore che tutti i corridori hanno, a prescindere dal loro livello. I corridori si dividono in sei categorie: i fuoriclasse, come Merckx; i campionissimi, come Gimondi; i campioni, come Bitossi; i mediani, come nel calcio, come me; i gregari puri; e quelli che corrono due o tre anni e poi si ritirano”.

Tanto amore non poteva esaurirsi così. “Mio figlio Marco. Sciava, e bene: campione delle Alpi occidentali, allievi, discesa libera. Un giorno mi dice che gli piacerebbe andare in bici. E’ dura, lo avverto. Ci provo, mi risponde. Sarebbe diventato professionista”.

Marco Pastonesi


Copyright © TBW
COMMENTI
Sempre Bravo Pastonesi
27 marzo 2017 12:47 geo
La memoria, soprattutto quella "minore" è la base di ogni cultura

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Victor Campenaerts rimarrà con il Team Visma | Lease a Bike fino alla fine del 2028. Il corridore belga ha prolungato il suo contratto con la squadra, proseguendo una collaborazione che lo ha visto diventare un elemento fondamentale del team....


«In pratica, l’organizzatore deve fare da banca». Marco Selleri ha condensato nella sua lettera aperta in sette parole uno dei problemi meno raccontati del ciclismo professionistico. Non riguarda rapporti di forza in gruppo, watt o classifiche UCI. Riguarda qualcosa di...


Esattamente come nella giornata inaugurale, un quartetto di attaccanti riesce a gabbare i velocisti nella terza tappa del Tour of Istanbul, i brevissimi 86.2 chilometri di Fatih. A esultare è Daniil Pronskiy (Vino North Qazaqstan) che anticipa Callum Macleod (Mugla...


Con la sua squadra ha messo in piedi il mondiale di Imola2020, evento organizzato in tempi record e che ha ricevuto i complimenti del CIO, oltre a tante altre manifestazioni prima e dopo la sfida covid. Marco Selleri,  presidente di...


Con un messaggio postato sui social Letizia Paternoster ha annunciato che sarà costretta ai box in questo finale di stagione. La 27enne trentina della Jayco Alula, che dall'anno prossimo passerà alla Human Powered Health, ha informato i suoi tifosi di...


Rincorrere un primato è sempre importante, anche perché avere un obiettivo è fondamentale per ogni progetto, ma immagino che nei pensieri di Patrick Clark, proprietario e fondatore di Particle, la leggerezza non fosse l’unico traguardo da raggiungere. Detto questo,  le ultime ruote...


Quando si ama il ciclismo, non c'è categoria che tenga. Quando si sceglie il ciclismo, tutte le corse sono belle. Quando si abbraccia il ciclismo, chi pedala è sempre un campione, qualsiasi età abbia. Gli amici di Redoro sono l'esempio...


La Colombia ha scelto i suoi atleti per il mondiale canadese e propone per la sfida dei prof una formazione decisamente esperta: Nairo Quintana (Movistar). Egan Bernal e Brandon Rivera (Netcompany Ineos), Harold Tejada e Sergio Higuita (XdS Astana), Santiago...


DMT fa un altro salto di qualità e punta sempre più in alto. Stavolta nel gravel. In occasione dell’International Bike Festival di Misano l’azienda veronese ha presentato il suo nuovo modello DMT IAAN,  pensato per tutti coloro che vogliono superare il limite...


Si torna a salire sulle strade della Vuelta in una giornata nella quale anche il grande caldo promette di avere un ruolo importante: oggi si affronta infatti la tappa numero 14, la Jaen - Sierra de la Pandera di km...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra