ADISPRO. MANZONI E UN RUOLO FONDAMENTALE

TUTTOBICI | 27/03/2017 | 07:37
Ex professionista (dal 1991 al 2004) Mario Manzoni, da Almenno San Bartolomeo classe 1969, è direttore sportivo dal 2005 quando esordì sull’ammiraglia della Androni Giocattoli. Da tre stagioni il bergamasco è tra i direttori sportivi della italo-giapponese Nippo Fantini, e da pochi mesi è entrato a far parte del consiglio direttivo dell'ADISPRO.

Come è nata la tua candidatura?
«C’era bisogno di un collegamento tra tecnici di formazioni che fan­no parte del World Tour e quelli delle formazioni Professional, mi sono proposto e sono entrato in consiglio. Ad oggi non ci sia­mo ancora riuniti, ma lo faremo a breve: per me è un motivo di soddisfazione oltre che di confronto e di crescita. Il ruolo di direttore sportivo è importante, ci teniamo a farlo bene, e soprattutto vogliamo ribadire che è un ruolo fondamentale nel mondo del ciclismo».

Nella tua carriera di direttore sportivo hai seguito molti team professionistici, ma hai anche una bella e neanche lontana parentesi nel ciclismo dilettantistico alla bresciana Gavardo (dal 2009 al 2011). Quali sono le differenze più marcate nel tuo ruolo tra la massima categoria e il mondo dei dilettanti?
«Cambia soprattutto il fatto che nel dilettantismo hai meno cose da gestire, anche se si tratta sempre di un compito impegnativo. Nel professionismo abbiamo molte più cose da seguire, come ad esempio l’organizzazione delle trasferte che sono completamente di­ver­se e molto impegnative da curare. Sul piano del rapporto con gli atleti, nei dilettanti c’è molto più contatto fisico, nel senso che ci si vede e ci parla faccia a faccia molto più spesso che con i corridori professionisti. Per questi ultimi ab­bia­mo una piattaforma attraverso la quale li seguiamo e li sentiamo sfruttando i mezzi che ci offre la tecnologia, mentre il “vis a vis” c’è e non c’è. Ad esempio, noi della Nippo Fantini De Rosa abbiamo in organico corridori di diversi Paesi, atleti che non vivono vicino a noi e quindi è difficile ritrovarsi spesso».

Tanti anni tra i diesse: come è cambiato il ruolo da quando hai iniziato?
«Con l’avvento dei preparatori atletici, le cose sono molto cambiate. Prima noi seguivamo anche gli allenamenti e tanti altri aspetti legati alla gestione dell’atleta. Ora è au­mentata la professionalità su tutto e quindi il ruolo di direttore sportivo è diventato più specifico. Mi rifaccio al discorso dell’organizzazione già accennato prima che porta via molto tempo: devi pensare a ge­stire l’attività che a volte è anche tripla contemporaneamente, e non solo dei corridori, ma anche di tutto il personale. La gestione di tutto questo non è proprio facile. In ammiraglia durante la corsa le cose non sono cambiate: è normale che il direttore sportivo sia quello che deve dare le direttive, è la figura che deve prendere le decisioni durante la corsa. E quindi bisogna es­sere preparati e avere il carattere per gestire al meglio la squadra. Tante diverse figure sono entrate a far parte del ci­clismo, tutte sono sicuramente importanti, ma è bene precisare e sottolineare che il nostro ruolo resta sempre fondamentale, soprattutto sotto il profilo decisionale. Ribadisco il concetto: il direttore sportivo non va pensato come la classica figura che organizza la trasferta e gui­da l’auto, ma come la figura professionale che dirige le operazioni e ha il po­tere decisionale sulla corsa».

Dal 1991, quando hai esordito da professionista, ad oggi come direttore sportivo: tanti anni di carriera nei quali hai accumulato tantissima esperienza. Quali sono i cambiamenti più significativi nel ci­clismo in generale?
«La globalizzazione ha toccato anche il nostro mondo con l’ingresso di tanti Paesi che prima erano distanti anni luce dal mondo delle due ruote. Quando correvo io c’erano Paesi come Italia, Spagna, Belgio, Francia che erano le nazioni guida del movimetno mondiale come numero di squadre, di corridori e di cor­se. Oggi invece si va a gareggiare nei posti più lontani, tanti Paesi si sono affacciati alla ribalta e tante squadre sono in pratica delle multinazionali. Anche a livello giovanile le cose sono cambiate, complice anche la crisi economica, e soprattutto si fa molta più fatica a trovare squadra quando dagli juniores si passa tra i dilettanti; tanti atleti non riescono ad accasarsi ed è un vero peccato. Dove andremo a finire sinceramente non lo so: spero che quella che stiamo attraversando si confermi co­me una parentesi legata alla crisi economica dovuta al fatto che imprenditori, che negli anni passati stavano volentieri vicini al ciclismo, ora sono in difficoltà economica e quindi hanno dovuto abbandonare il nostro sport».

Valerio Zeccato
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ieri la seconda tappa della Vuelta di Spagna ha regalato emozioni forti e colpi di scena, in particolare grazie all'attacco di Wout van Aert e alla reazione immediata di Tadej Pogacar, attuale detentore della maglia rossa. La corsa ha evocato...


Ieri Tadej Pogacar ha dimostrato ancora una volta il suo straordinario talento sul palcoscenico della Vuelta di Spagna, partecipando a un emozionante finale nella seconda tappa. In un intenso duello a due con Wout van Aert. Il campione sloveno ha...


Inizia con un beffardo secondo posto la trasferta in terra panamense della Solution Tech NIPPO Rali. Nel Gran Prix Panama di 142 chilometri infatti, primo dei tre impegni in America Centrale per il team italiano (in gara il 27...


Straordinaria Italia! Il ciclismo azzurro si conferma superpotenza della pista e sbanca i Mondiali juniores a Heusden-Zolder (BEL). Era difficile pensare di poter far meglio dello scorso anno in Olanda, quando la spedizione raccolse sei titoli iridati e 13 medaglie....


Avete presente quei cartelli multidirezionali presenti a Capo Nord o a Rovaniemi, quelli che indicano le distanze da Roma, Buenos Aires e via viaggiando? No, questa volta, qui a Les Carroz ed in tutta l’Hauite Savoie si tratta di traiettorie...


Dopo tre secondi posti in quella che è la sua prima stagione da allievo dopo un 2025 con 14 vittorie da esordiente del secondo anno, Luca Ferro della Bustese Olonia ha centrato il primo successo da allievo aggiudicandosi a Monteroni...


Dopo gli juniores e gli amatori ecco sulle strade della Provincia di Siena l’Eroica per esordienti e allievi con partenza ed arrivo a Monteroni d’Arbia. In palio la terza edizione di Sport Angels-Memorial Doriano Fontirossi. Nella gara degli esordienti con...


Matthew Brennan, è la vera sorpresa di Manosque. il giovane britannico ha firmato la sua prima vittoria al Vuelta di Spagna e anche la sua prima vittoria in un grande giro. Sembrava tutto apparecchiato per il duello tra i grandi....


Mathieu van der Poel è tornato. E lo ha fatto nel modo che più gli si addice: davanti, a giocarsi una vittoria fino agli ultimi metri. Al suo debutto stagionale in Coppa del Mondo di mountain bike, l'olandese dell'Alpecin-Premier Tech...


Matthew BRENNAN. 10 e lode. Volevano la vittoria e se la sono presa. Controllano la corsa con grande autorità, i Visma, poi nel finale si giocano la carta Van Aert (stoppato da Pogacar), quindi entra in scena lui, questo ragazzotto...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra