SANREMO D'EPOCA. Pastonesi racconta...

STORIA | 18/03/2016 | 18:51
C’è chi ha la bici Bianchi come quella di Petit Breton. Chi il maglione rosso come quello del diabolico Giovanni Gerbi. Chi le braghe alla zuava come Costante Girardengo in allenamento. Chi i baffi più otto che novecenteschi di Luigi Ganna. E chi gli occhiali più da centauro che da corridore, che per non farli appannare si deve sempre ricorrere a un forellino laterale e artigianale.

Eppure anche questi folli e nostalgici, questi squinternati e scombinati, questi perdigiorno e perdifiato, questi appassionati e innamorati, questi storici e stoici, questi avventurosi e forse sventurati velocipedisti faranno la Milano-Sanremo. Con orari altrettanti improbabili. Partenza da Binasco stanotte a mezzanotte, arrivo a Sanremo domani intorno alle 15, alla non impossibile media di 20 chilometri orari. Ma provate voi a pedalare con quell’abbigliamento lì e soprattutto con quelle biciclette lì.

E’ la Classicissima d’epoca, seconda edizione retrò, vintage, amarcord, interpretata da irriducibili sportivi che pedalano avanti nello spazio e indietro nel tempo. A cominciare da Carlo Delfino, stimato medico genovese e profondo storico del ciclismo, nonché rotondo pedalatore che non fa della velocità la sua virtù, né dell’allenamento il suo credo, ma che a suo modo mantiene viva la tradizione senza rinnegare il progresso. E poi c’è Luciano Berruti, collezionista e fotografatissimo testimone del protociclismo eroico, e non solo per le sue partecipazioni alla più celebre delle corse sullo sterrato. Fra i volonterosi forzati della strada c’è anche Marco Serpellini, cui 13 anni di professionismo non sono stati sufficienti per dissanguare il gusto della fatica e il piacere del sudore e l’istinto dell’avventura.

La stravagante banda si aggira a Milano e dintorni facendosi notare. Stamattina il raduno al Mumac, il Museo delle macchine per caffè espresso, nel quartier generale del Gruppo Cimbali, a Binasco. All’ora di pranzo, già abbigliati da ciclostorici, il gruppo è partito in corteo per Milano. Nel pomeriggio la punzonatura con la complicità di Rossignoli, in corso Garibaldi, con la consegna dei numeri e il foglio firma, quindi il trasferimento – scortati dalla polizia – a piazza Duomo, infine il ritorno a Binasco. Qui le ultime operazioni, forse anche le ultime volontà. In attesa della partenza, Claudio Gregori canterà le gesta dei legnanisti tratte dal volume “Legnano” (Ediciclo). Finché, a mezzanotte, il pronti-via. Quando le biciclette, nella notte, magicamente si trasformeranno in lucciole.

Marco Pastonesi

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