BRIDGE FOREVER

TUTTOBICI | 21/12/2015 | 07:36
Mi piacerebbe indire un referendum po­polare per un pronunciamento sul seguente que­sito: parlando di praticanti, di seguito, di popolarità, di tradizione, che differenza pas­sa in Italia tra il ciclismo e - per esempio - le arti marziali, tra il ciclismo e la scherma? Metterei poi alcune risposte possibili: il ciclismo pesa e va­le il doppio, il triplo, il quadruplo delle discipline confrontate. Prego barrare la ca­sella ritenuta equa.

Ovviamente non ho elementi di controprova per dire come finirebbe. Sono però sicuro di una cosa: nessuno si sognerebbe mai di dire che il ciclismo vale come le arti marziali e la scherma, sempre per re­stare agli esempi. Credo davvero che qualunque italiano dotato di discreto Q.I. non di­rebbe mai una cosa simile, ba­sandosi sulla sua sola percezione dei fenomeni. Eppure, tutti noi italiani medi siamo completamente fuori strada: a livello istituzionale, là dove di studia e si decide, il ciclismo vale quanto arti marziali e scherma. La prova più evidente e più tangibile risiede come sempre nel valore espresso in soldoni: stando all’ultima ri­partizione dei finanziamenti Coni, rimasti uguali all’anno prima, nel 2016 la federazione ciclistica italiana riceverà 4.587.062 euro, 4.392.825 ne riceveranno le arti marziali e 4.376.983 la scherma. Pochi spiccioli di differenza che non spostano di un millimetro la sostanza. Per il governo italiano dello sport, il ciclismo vale esattamente uno sport minore, molto minore. Prati­ca­men­te marginale.

Non facciamo il solito vittimismo, dirà qualcuno. Non facciamo pe­rò neppure i babbei, dirò io. C’è davvero qualcosa che non torna, qualcosa che stride, qualcosa che va controsenso e contro la logica, in queste cifre. Certo nella spartizione della torta il calcio si prende un fettone enorme, benchè ridotto del 40 per cento ri­spetto agli anni precedenti: prima 62.541.720, ora 37.553.754. E fin qui tutto sommato nessuno scandalo, perché è noto come il calcio sia comunque anche lo sport con maggiori entrate. Ma è tutto il resto, dannazione, che grida vendetta. In proporzione, se al povero ciclismo dia­mo quattro milioni e mezzo, non esiste che la federazione di squash porti a casa 569 mila euro. Che la motonautica, notoriamente sport di massa, incassi 1.224.111 di denaro pubblico. Così come il pentathlon (1.510.127), o il tiro con l’arco (1.902.869), o il badminton (1.465.435) o il tiro a vo­lo (3.006.401!) e il tiro a se­gno (2.148.546). Come no, tutti quanti conosciamo bene la situazione italiana, la do­menica facciamo fatica a muoverci per gli spostamenti bi­blici dei praticanti di badminton e di hockey su prato (1.722.659).

Sinceramente non co­nosco alla virgola i criteri di calcolo. Altret­tanto sinceramente non li vo­glio conoscere così bene: temo che magari, alla fine, con i soliti meccanismi ipertecnici, mi dimostrino per sfinimento la perfezione del bilancino. Sen­za conoscere i meccanismi fi­no in fondo, è noto però ad esempio il peso degli allori olimpici, e su questo avrei moltissimo da ridire, perché non esiste che facciamo una te­sta così agli atleti perché stiano lontani dal doping e poi li consideriamo solo in termini di medaglie. È una schizofrenia terrificante. Ma al di là di questo, resta amarissima la sensazione che ancora una volta il ciclismo non sia comunque considerato per come e quanto merita. Questo non significa lanciare la guerra tra disperati con altre discipline. Tutti vorremmo che scherma e badminton portassero a casa montagne di soldi, ci mancherebbe, sempre viva lo sport, tutto lo sport, però dobbiamo dirlo a voce alta: basta con questa idea che il ciclismo sia uno sport minore, magari per minorati. Il ci­clismo soffre certamente a li­vello professionistico, ma ha una vitalità fenomenale a li­vello popolare, come pratica capillare e come seguito ap­pas­sionato. Solo una domanda: vale ancora qualcosa, la passione popolare, oppure or­mai i calcoli si fanno solo con gli algoritmi del ritorno fi­nanziario e dell’influenza po­litica? Se così è, diciamolo: bridge forever.

Cristiano Gatti, da tuttoBICI di dicembre
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COMMENTI
La scherma è lo sport nazionale!!!
21 dicembre 2015 08:49 dany74
L'italia senza la scherma a livello olimpico non conterebbe nulla. E' ovvio che il coni punti su questo sport (SIC) che è l'unica fonte sicura di medaglie.

Daniele

finanziamenti
21 dicembre 2015 16:49 siluro1946
I finanziamenti alle federazioni sportive sono elargiti in base al potere contrattuale dei dirigenti federali. Potere che è insito nei risultati sportivi ottenuti nelle precedenti manifestazioni, nella appartenenza politica del presidente federale, nella capacità di costruire piscine e palazzetti dello sport, del conto da saldare del presidente CONI per la sua elezione ecc. ecc. Non aiuta certo la mancanza di società sportive professionistiche, sul territorio italiano

IL CICLISMO.........
22 dicembre 2015 09:00 passion
...... soprattutto quello su strada, DA FASTIDIO!!!! Mettiamocelo in testa. IL CICLISMO NON E' UNO SPORT MINORE !!! E' LO SPORT !!!!!!!!!

Olimpiadi per i prof.? Beh, questo è il risultato!
22 dicembre 2015 15:36 Bartoli64
Dany74 ha scritto una grossa verità sul rapporto medaglie olimpiche/scherma, ed anche se i fondi che il CONI destina alla FCI sono oggettivamente POCHI, c’è purtroppo da considerare che la stragrande maggioranza dell’attività ciclistica internazionale (quella che poi qualifica i migliori ciclisti per le Olimpiadi) è sostenuta dai gruppi sportivi professionistici.

Negli sport minori, invece, tale onere ricade su piccole società che non hanno grandi sponsor dietro o, nel migliore dei casi, è sostenuta dai Gruppi Sportivi militari o delle FF.PP che (per fortuna direi vista l’attuale situazione dello sport italiano) arruolano tra le loro file fior di atleti dandogli la possibilità di allenarsi e competere avendo una tranquillità economica e la prospettiva di un futuro garantito.

Fa purtroppo male e rabbia leggere di queste misere cifre per il ciclismo (che a livello di medaglie olimpiche conquistate dall’Italia in tutte le Olimpiadi è secondo solo alla scherma), ma questa è la realtà.

Hanno voluto “spettacolarizzare” la gara olimpica su strada schierando i professionisti? (con quali scandalosi spettacoli poi…).
Beh, questo è il risultato: soldi pochini in Italia, e “giocattolo” accollato pressoché totalmente sulla groppa dei top team professionistici.

Tutto questo, poi, mentre la gloriosa pista azzurra muore asfissiata senza più il becco di un quattrino.

Bartoli64

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