L'ORA DEL PASTO. La bici di Celso

STORIA | 27/10/2015 | 00:09
La bici era vincente. Una Bottecchia con cui Pasqualino Fornara – un secondo alla Vuelta, un terzo al Giro, un quarto al Tour, quattro vittorie al Giro di Svizzera e una al Romandia – aveva corso il Giro d’Italia del 1953, quello dello Stelvio, quello di Coppi contro Koblet, quello in cui lui era arrivato terzo. Da Fornara la Bottecchia era emigrata a un dilettante, Oronte Sarzi Sartori, e nel 1956 a lui, per 20 mila lire, una cifra.

Celso Zanazzi aveva 16 anni e sognava di fare il corridore. Papà Pietro agricoltore: mais, frumento, bietole, orzo, a monoculture, allora si usava così. Mamma Giacomina, la sorella Pierina, il fratello Luigi, un’altra sorella, Valentina, morta a sei anni, e poi lui, l’ultimo dei quattro. A Pomara di Gazzuolo, nella Mantovana: fabbrica di nebbia d’inverno e di zanzare d’estate, e officina di campioni, anche in primavera e in autunno, da Learco Guerra a Renzo Zanazzi, maglia rosa nel 1947, anzi, ai fratelli Zanazzi, Renzo Valeriano e Mario, suoi cugini. Zanazzi: pare che, ai tempi dei Gonzaga, il cognome sia nato dall’incrocio matrimoniale fra uno della famiglia Zani e una della famiglia Azzi. E Celso: in ricordo di un altro cugino, Celso, morto giovane, e qui si narra come il nome risalga a un antico romano ricco, un patrizio beone, incapace di resistere al piacere del vino.

Nella scia della “Locomotiva Umana” e sull’onda dei cugini professionisti, Celso stravedeva per il ciclismo. La prima bici era da donna: “Quella della mamma. La facevo volare, e volavo anch’io, facevo delle curve da deficiente, tanto che, a forza di voli, non era più una bici, l’avevo ammucchiata, imballata”. La seconda bici era da uomo: “Mi serviva per battere gli amici. E li battevo”. Con la Bottecchia appartenuta a Fornara, Celso si attaccò il primo dorsale: “Il 14 aprile 1957. Allievi, a Crema, un circuito, volata di gruppo, terzo. La prima vittoria a Fiesse, provincia di Brescia, volata di gruppettino, primo. Gli altri avrebbero fatto una certa carriera, io no”.

Eppure Celso - l’altro Zanazzi, l’ultimo degli Zanazzi - aveva dei numeri. Velocista vincente, temeva le salite, ignorava le cotte, finché ne prese una, educativa, formativa, esemplare: “Rimasi a secco, mi piantai a quattro chilometri dal traguardo, per arrivarci ci misi una mezza vita, non andavo più avanti, mi sembrava che tutto si fosse ingigantito, a cominciare dai corridori che mi precedevano e dagli altri che mi superavano. Le loro ombre erano gigantesche, le loro bici mastodontiche, la mia fatica esagerata”. Da dilettante “Zanass” conquistò due o tre vittorie, collezionò diversi piazzamenti, poi venne selezionato con altri tre o quattro mantovani per un collegiale a Salò, “ma qui un problema alle tonsille mi provocò un guaio al cuore”. Smise. Ricominciò a correre da amatore e ritrovò, con la volata, anche le vittorie e i piazzamenti: “E soltanto a pane e acqua”.

Celso Zanazzi, 75 anni, ha tre bici eroiche, una è ancora quella di Fornara, “ma con guarniture più recenti”, le altre due sono state costruite da Pietro Serena, artigiano a Brescia, “anche per professionisti”. “Chi si affida alla religione, chi si dedica al lavoro, io ho la bici. Pedalare mi aiuta: quando ho i nervi, mi distende, e quando ho le preoccupazioni, me le fa passare, e quando mi sento soffocato dalle miserie quotidiane, mi spinge verso il bello e il buono”. Insomma, verso l’alto. E qui non si parla di salite.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La squalifica di Lorena Wiebes ha fatto clamore ed è destinata a far parlare ancora a lungo anche perché i vertici della SD Worx Protime hanno annunciato l'intenzione di adire alle vie legali. Il team manager Erwin Janssen è stato chiaro...


Subito dopo il traguardo una sorridente Elisa Balsamo ha commentato: «Sono davvero molto felice di aver vinto vestendo la maglia rosa. Nelle ultime due settimane ho pensato e sperato di vincere per poter dedicare questa vittoria a mio zio. Devo...


Un fulmine rosa colora Caorle: Elisa Balsamo conquista il successo sfrecciando sul traguardo della seconda tappa deL Giro d'Italia Women vestita con la maglia rosa. L'atleta della Lidl Trek ha battuto Lara Gillespie, 25enne irlandese della UAE Team ADQ che...


Vingegaard bloccato sul raccordo anulare (GRA), e non solo lui. Ferme Red Bull, Visma Lease a Bike, Polti VistMalta e non solo, tutte ferme al PPO di Roma Eur: non si conoscono le motivazioni del blocco, ma sappiamo solo che...


Chiudendo al terzo posto la tappa conclusiva di 184 chilometri con partenza e arrivo nella capitale Vilnius vinta dal ventenne della nazionale estone Karl Kurits, Alexander Konychev ha completato l’opera al Tour of Lithuania 2026 aggiudicandosi la classifica generale...


Alberto Veglia mette la firma sul secondo successo stagionale imponendosi allo sprint nel Trofeo Avis di Codogno, classica del calendario juniores nel Lodigiano. Il cuneese del Pool Cantù GB Junior ha regolato in volata l’azzurro Tommaso Cingolani (Team Ecotek Zero24)...


Guai se non ci fossero le regole. Guai se non venissero applicate, ma c’è un limite, soprattutto al buon senso. Quello che è accaduto ieri al Giro Women è semplicemente folle, un insulto all’intelligenza umana che si ostina a dimostrare...


L’apertura alare di Jonas Vingegaard, nel momento dell’esultanza sotto il traguardo, è il “frame” che è piaciuto molto a Ciro  Scognamiglio su Gazzetta Sportiva, andato a cogliere la similitudine tra il modo di gioire del danese e quello di Pantani....


Seconda tappa del Giro d'Italia Women e nuova occasione per le ruote veloci: in programma oggi c'è la Roncade – Caorle di 156 km. È una carovana ovviamente ancora scossa, quella rosa, dopo la clamorosa esclusione di Lorena Wiees. La...


Come ormai tradizione negli ultimi anni, è Roma ad accogliere la passerella conclusiva del Giro d'Italia: 131 i chilometri da percorrere nel pomeriggio capitolino, sfiorando il mare e tornando poi nel ciore dell'Urbe. per seguire il racconto in diretta dell'intera...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024