TINKOV. «O il Tour ci dà i soldi o nel 2016 lo boicottiamo»
PROFESSIONISTI | 01/07/2015 | 18:34 In una giornata di tranquilla previgilia di Tour, ci pensa Oleg Tinkov ad agitare le acque. In una riflessione scritta per il sito Cyclingnews.com, infatti, il magnate russo torna ad attaccare i vertici di Aso: «Sono pronto a boicottare con la mia squadra l'edizione del Tour de France 2016 se le cose non cambieranno. Deve finire questa anomalia che esiste solo nel ciclismo, dove le squadre sono costrette a vivere delle sole entrate degli sponsor. Gli organizzatori devono girare ai team parte dei loro introiti, perché le squadre sono le primattrici di questo mondo. È necessario che le squadre siano compatte: se boicottassimo tutti il Tour, feriremmo nel breve gli appassionati, ma alla fine otterremmo grandi benefici per il futuro del nostro sport, come accaduto negli Stati Uniti per la NHL di hockey su ghiaccio».
Non è un discorso nuovo, quello che propone Tinkov: in fondo è il tema del contendere sin dalla nascita del ProTour nel 2005 ed è destinato a creare ulteriori divisioni in futuro. Basti pensare il fatto che la stessa Aso ha minacciato di uscire dal WorldTour con le sue corse dal 2016 se non verranno portate significative variazioni all'ultima bozza di Riforma del Ciclismo presentata a Ginevra il 10 giugno scorso.
Tinkov poi aggiunge: «Quanto a sponsor, noi abbiamo raggiunto praticamente il 100% del budget per il 2016, durante il mese di luglio incontreremo i vertici di Saxo Bank e scopriremo se vogliono continuare il loro cammino insieme a noi.
Infine il magnate russo parla di Sagan: «Peter può puntare a vincere la maglia verde anche senza squadra. So che qualcuno parla di suoi mugugni, ma siamo legati da un contratto anche per le prossime stagioni. Comunque, tutto può accadere».
Non so perché ma prevedo che gli faranno uscire positivo un ciclista, così impara a toccare argomenti off limits!
Nuove frontiere
1 luglio 2015 23:14gipi66
Tutto legittimo e in linea con i tempi che corrono. Rassegnamoci però ancor più a vedere i campioni impegnati in Barhein, Oman, Quatar eccc.... Nel gioco al rialzo quelli metteranno definitivamente fine al ciclismo europeo.
TINKOV
2 luglio 2015 00:03baro
SIG. BASTIANO MI SA CHE HAI TOCCATO UN PUNTO DOLENTE . MI SA CHE PROXMAMENTE DOVRAI FARE DELLE APPARIZIONI COME MAGO !!!!
I soldi dei diritti televisivi
2 luglio 2015 11:24canepari
dovrebbero servire in parte per coprire le spese di organizzazione. Non per fare arricchire l’organizzazione, che dovrebbe chiudere con un margine sufficiente per non morire, non fallire e garantire che la corsa non sparisca. Ciò che avanza, cioè la maggior parte dei soldi, dovrebbero finire non tanto alle squadre quanto direttamente ai corridori che son quelli che giocano e rischiano in prima persona. Alle squadre dovrebbero arrivare i contributi degli sponsor tecnici e no, contributi con i quali pagherebbero degli stipendi al personale, stipendi modesti ma dignitosi. Gli atleti si spartirebbero invece la grande fetta dei diritti televisivi in base ai risultati e allo spettacolo che offrono. Lo spettatore non paga il canone o altro per vedere Tinkoff brindare con i capelli rosa o la Destefano che fa le cronache gialle, ma per vedere Cancellara ballare sulle pietre o Majka che scatta in salita….A questo punto si pone un altro problema. L’eterno problema degli aiuti farmacologici. Gli atleti verrebbero equiparati ai professionisti dello spettacolo. Qualcuno ha mai proposto di fare l’antidoping a Fiorello, a Simona Ventura o a Fabio Fazio? Entrando nel mondo dello spettacolo non siamo più nell’ambito sportivo e allora nessun controllo antidoping…. E i soldi risparmiati di Wada, UCI, FCI e altre mille consorterie ad esso dedicate andrebbero a coprire gli accertamenti FINALMENTE SERI su categorie giovanili.
Dopo queste mie farneticanti esternazioni da fantaciclismo (giuro che non mi sono fumato niente....) potreste proporre per me un TSO (trattamento sanitario obbligatorio); in pratica mandarmi alla neurodeliri . In alternativa potreste anche voi dire la vostra, con leggerezza.
Ma è così bello scrivere su un blog senza fare danni, magari provocando reazioni anche simpatiche e creando nuovi motivi di discussione. Perché no?
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