GATTI & MISFATTI. Il coraggio di Vegni e non solo

GIRO D'ITALIA | 09/05/2015 | 18:18
di Cristiano Gatti     -    

Ma va bene così, va bene così. Il Giro d’Italia è una grande corsa, alle grandi corse non servono risultati da carnevalata. La cronosquadre è un esercizio – per quanto discutibile – comunque altamente specialistico, giusto che lo vinca la squadra più specializzata nell’esercizio. Bello che la prima maglia rosa vada a un australiano che quando sbuca in Riviera respira davvero a pieni polmoni. E ancora più importante è che i signori della classifica, i Contador e gli Aru, timbrino subito il cartellino, impegnando le squadre allo spasimo per non lasciare in questa insidiosa passerella nemmeno un secondo più del necessario.

Solo una doverosa aggiunta, in questo bilancio d’apertura: è un voto all’uomo che i voti li dà agli altri tutti i santi giorni, beccandosi molti applausi e qualche inevitabile pesce in faccia, come tutte le persone che nella vita scelgono, prendono posizione, si espongono, ci mettono la faccia, lasciando agli opportunisti del “viva tutti” e del “tutti primi al traguardo del mio cuore” le benemerenze del conformismo… Oddio come la sto facendo lunga: volevo solo dare un voto doveroso al direttore Stagi, un meritato e obbligatorio dieci, perché questo ordine d’arrivo me l’aveva anticipato almeno tre giorni fa. Questo per dire che cavallo di razza governi Tuttobiciweb, mica un piastrellista qualsiasi. Ovviamente censuro per ragioni umanitarie le volte che mi anticipa ordini d’arrivo meno infallibili…

Altri temi all’ordine del giorno, di questo giorno speciale di inaugurazioni. Bella, bellissima l’idea della cronosquadre sulla pista ciclabile. Sinceramente sono letteralmente basito: vorrei proprio sapere quale mago Merlino sia riuscito nell’incantesimo di ricavare la più spaziosa, ariosa, graziosa pista ciclabile d’Italia nella regione più compressa, accatastata, intricata d’Italia. Io credevo non ci stesse più nemmeno uno spillo, questi ci hanno fatto stare un’autostrada per biciclette.
Complimenti davvero al geometra, come si diceva una volta alle assemblee condominiali. E complimenti a Vegni, che rischia grosso (in caso di pioggia, ne avremmo raccattati a dozzine sotto gli scogli), ma che centra uno stupendo risultato in termini di promozione, di prestigio e di spettacolo. Se questo è l’inizio, il Giro inizia bene. Quanto a Vegni, continuando così può davvero liberarsi dalle diffidenze altrui e dai complessi di inferiorità propri, dico rispetto alle genialate eccentriche dei Torriani e dello stesso Zomegnan: con il coraggio e con la fantasia, tenendo sempre presente l’estetica di un avvenimento che non è soltanto sport, nella vita si può fare molta strada. Anche a costo di rischiare qualcosa e di sbagliare qualche volta. Peccato, ad esempio, davvero un peccato mortale il peccato originale della cronometro di sessanta chilometri. Però non voglio fare il rompiballe con troppo anticipo: abbiamo tutto il tempo.
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