ORGANIZZATORI. Esigiamo più rispetto, la FCI faccia qualcosa

DILETTANTI | 22/10/2014 | 08:00
A fare eco al problema sollevato ieri da Adriano Nova, organizzatore della Coppa d’Inverno per dilettanti, troviamo altri organizzatori che lamentano lo stesso malcontento.

Giancarlo Cortese racconta: «Ho avuto un’esperienza analoga a quella che Nova ha raccontato ieri 15 giorni prima di lui al Giro del Canavese per Under 23. Dopo 80 km, io che sono anche direttore di organizzazione, mi sono ritrovato a dover mettere fuori corsa 42 corridori che aveva 8’30” di distacco dalla testa della corsa. All’arrivo mi sono ritrovato con solo 10 corridori, ho giusto fatto la top ten (sorride amareggiato, ndr). Per noi organizzatori, di questi tempi, costa già molta fatica trovare soldi per allestire una gara e non è ammissibile un atteggiamento di questo tipo. Come noi ci impegnamo per fare del nostro meglio, così devono fare gli atleti. Se non stanno bene fisicamente o hanno un problema meccanico nessuno gli dice nulla, ma non è accettabile vederli chiacchierare e scherzare come se fossero in un allenamento di scarico. Se io smetto di lavorare il mio datore di lavoro smette di pagarmi, non so se mi spiego. Se gli organizzatori si stufano di mettere in piedi le corse, a questi ragazzi toccherà cambiare mestiere. Devono avere più rispetto per le loro società e gli eventi a cui partecipano. Già quest’anno abbiamo perso tante corse, l’anno prima anche di più, il movimento dovrebbe incentivare chi crede ancora nel ciclismo e ha voglia di fare. Per motivi economici la corsa che organizzo da 22 anni da gara internazionale è dovuta diventare nazionale, fatte le dovute proporzioni ricordo come una volta partivano in 160 e arrivavano in 160. Oggi invece...».


Luigi Magri, organizzatore della Milano-Rapallo, dal canto suo aggiunge: «Per quanto riguarda la nostra manifestazione negli ultimi anni siamo stati abbastanza fortunati, ma il rischio sollevato dai miei colleghi c’è. Si tratta di un problema ormai generalizzato sulla gestione delle gare in cui la FCI fa orecchie da mercante o si copre dietro alle normative UCI. Nonostante la crisi economica, sul territorio abbiamo le potenzialità per creare un campionato nazionale fatto di più prove come fanno le altre federazioni, per dare un’uniformità e un valore a corse che spesso sono fine a se stesse. Se studiassimo una sorta di campionato con una classifica di merito penso farebbe del bene a tutti, soprattutto agli atleti ai quali spesso non viene lasciato il tempo di crescere. Questo pensiero lo porto avanti da anni, ricordo un’assemblea a Pesaro negli anni ’90, in occasione della quale segnalavo anche quanto fosse importante promuovere la realizzazione di circuiti protetti di 5/10 km per gare e allenamenti. Penso all’impianto di Misano, attorno alla pista delle moto è stato realizzato un circuito di 6 km, o a quanto ha fatto la città di Fano con un bellissimo percorso di 3 km. Un problema sempre più urgente per l’organizzatore è avere i permessi e le autorizzazioni, per l’italiano medio una gara di ciclismo è una rottura di scatole che provoca traffico stradale, e garantire la sicurezza dei partecipanti. Dobbiamo perciò pensare a soluzioni alternative, l’unica maniera per mantenere vivo il movimento è paradossalmente chiuderci in noi stessi soprattutto per avvicinare i più piccoli a questo sport che sulle strade è diventato troppo rischioso».


Giulia De Maio

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COMMENTI
quante storie
22 ottobre 2014 10:06 verita
questi organizzatori che sono anche ds mi fanno ridere.....il gruppo e' fuori corsa? bene di ai tuoi atleti di tirare regolare a 40 kmh cosi il distacco rimane sopportabile!!
se i ds non spiegano questa cultura ai propri corridori......basta poco!!

Ripristinare la sanzione dello "scarso impegno in gara"
22 ottobre 2014 13:30 Bartoli64
Il Regolamento Tecnico della FCI (una volta) prevedeva come infrazione al regolamento stesso lo “scarso impegno in gara”.

Questo tipo di scorretta condotta di gara non è stato poi più previsto nell’elenco dei comportamenti sanzionabili, probabilmente perché non si voleva dare ai Giudici di Gara un potere così assoluto e discrezionale nei confronti chi si impegnasse a sufficienza e chi no.

Alla 93^ Coppa d’Inverno, però, l’apatia agonistica dimostrata da tanti atleti è stata fin troppo palese (e difficilmente confutabile), per questo credo che non fosse il caso di togliere lo “scarso impegno in gara” quale infrazione al Regolamento Federale.

In questo caso sarebbe dunque utile ripristinare quel vecchio articolo, specificarne per bene i campi di applicazione, nonché dare precise indicazioni ai Giudici affinché lo applichino con fermezza al verificarsi di eclatanti episodi come quelli accaduti domenica scorsa dove, è bene ricordarlo, non c’erano condizioni di percorso o metereologiche tali da giustificare un così massiccio numero di corridori fuori tempo massimo già poco dopo il via.

Bartoli64

22 ottobre 2014 20:14 cannonball
Facile per gli organizzatori parlare...le cose bisogna vederle da dentro il gruppo.

Spesso con un gruppo folto di fuggitivi che guadagna 2-3 minuti, ci si trova in una situazione diffiicile.

Difficile perchè:

A) Le squadre più forti solitamente sono rappresentate nella fuga, magari con qualche bel corridore che può arrivare alla vittoria, quindi non tirano

B) Le squadre medio-piccole se ne hanno 1 in fuga già si accontentano, vuol dire avere qualche possibilità di piazzamento, cosa che in una corsa che si svolge normalmente è un miraggio per loro

C) Se a qualche squadra forte salta in testa di andare a riprenderli ce la fa con delle trenate ai 55 all'ora, che solo certe squadre sono in grado di fare

D) Se anche qualche squadra medio piccola si mettesse a tirare, il vantaggio dei fuggitivi aumenterebbe...

E) Se qualcuno, spesso inesperto primo o secondo anno che corre ancora in modo spregiudicato, si azzarda ad uscire dal gruppo con la fuga a tanti minuti, viene subito insultato e psicologicamente distrutto dai "sergenti" presenti in gruppo

Facile parlare, ma in gruppo le cose sono differenti.

Coppa d'Inverno
22 ottobre 2014 20:23 TorrazzaForever
1) la Coppa d'Inverno si è svolta 15 gg rispetto alla tradizione, quindi l'irritazione è doppia perchè gli allievi hanno smesso la settimana prima...
2) A Biassono Moscon, che tira la carretta da Marzo, è stato il più generoso. Le gare a tappe fra gli under/elite sono rarità, quindi i "campioni" in gara era stanchi de ché? Di aver firmato il foglio di partenza?
3) Salvo gli arrivi in salita, in tutte le categorie o si arriva in volata o gruppetti esigui col gruppo a distanze abissali. Sarà tattica o atteggiamento culturale, ma le gare sono un gran noia e bisogna avere spirito da mecenate per organizzare una corsa oggi non solo per la burocrazia ma per il modesto spettacolo offerto,
4) non vale il discorso da pensionati "Quando correvo io...", ma molto banalmente è un'altra interpretazione del ciclismo. L'allievo pseudo-veloce non esce dall'ordine d'arrivo da marzo ad ottobre, ma da under smette al primo anno.E' un ciclismo troppo adeguato allo scarso capitale umano a disposizione.
Se poi analizziamo il Piccolo Lombardia, tolta l'eccezione Moscon, c'era già da mettersi le mani nei capelli per gli schiaffi presi da francesi, norvegesi, belgi ed olandesi, non dimenticando che non superavano i 22 anni.

D.S. quale ruolo?
22 ottobre 2014 21:25 armeniaquindio
Sono organizzatore anche io e non posso che condividere il punto di vista degli altri organizzatori. E' ora di finirla che le società iscrivano 10/ 15 corridori, pretendono il pranzo ed anche il rimborso spese per poi assistere al ritiro degli stessi spesso in blocco, oppure farsi mettere fuori gara per ritardo irricuperabile.
Facciamo gran fatica ad organizzare, ottenere le autorizzazioni e non ultimo a trovare i soldi necessari per assistere a simili spettacoli.
Io il prossimo anno non organizzo più. dopo oltre 50 edizioni si può anche dire basta.I d.s. dovrebbero essere parte garante nei confronti di chi da loro la possibilità di far gareggiare i loro corridori ancor prima di chiedere " quanto mi dai"

Colpa di tutti
23 ottobre 2014 09:17 gigo
Come fate a pretendere gare spettacolari quando competono squadre con budget da 500 mila euro con altre da 50 mila??? E' necessaria una riforma strutturale e un cambio di mentalita'.... anche degli organizzatori, che fanno la fila per invitare per invitare quelle 2-3 supersquadre, le stesse che uccidono le loro gare

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