MONDIALI. Suona la campana, aspettiamo Viviani

PISTA | 02/03/2014 | 13:09
Suona la campana, inizia l'ultimo giorno dei mondiali di ciclismo su pista. Dopo tre delle sei prove, sembra scontata la vittoria di Sarah Hammer nell'omnium donne, ma è ovvio che le gare si vincono solo alla fine.
L'omnium maschile ha visto il francese Boudat degno vincitore davanti all'olandese Veldt e al Russo Manakov, campione europeo della disciplina. Non sono riusciti a salire sul podio Gate (NZL) e Clancy (GBR), relegati alla quarta e quinta posizione, campioni del mondo negli ultimi anni. La tedesca Vogel vince la velocità e fa accomodare le due ragazze cinesi nei due gradini più bassi del podio,
Nella corsa a punti donne, Giorgia Bronzini ha dato la sensazione di essere quella di sempre ma sette ragazze sono riuscite a guadagnare il giro ed ha dovuto così competere negli sprint con un incolmabile gap di 20 punti. Meritatissima la vittoria di Amy Cure (Australia) che il giro lo ha conquistato da sola e che ha poi vinto sprint decisivi. Aveva vinto a Fiorenzuola nella stessa gara e questo fa pensare che le gambe buone sono le stesse su piste in legno di 250 metri o su cemento di 400. Visto che quattro su quattro vincitori delle gare di gruppo e quattro dei primi cinque della gara omnium terminata, sono protagonisti di Fiorenzuola 2013. La tedesca Pohl e la Canadese Glaesser hanno sprizzato gioia per salire sul podio,
Oggi finisce l'omnium donne, con cui abbiamo iniziato il racconto della giornata passata e si corrono la finale della velocità uomini dove Pervis sembra emulare il presente Hoy (in veste di ospite d'onore) e puntare al terzo oro, Si corrono il keirin donne, altra specialità olimpica e si chiude con la gara nata in questo continente, l'americana (il cui nome definisce il paese di origine) detta anche madison per il primo luogo dove si corse. Non più gara olimpica ma regina delle 6 giorni, sarà l'ultima occasione per alcune nazioni fra cui l'Italia e la Repubblica Ceca, di inserirsi nel medagliere. Mi incuriosisce vedere al fianco di Viviani, Marco Coledan che, sicuramente, non avrei avuto il coraggio di schierare per l'inesperienza internazionale in questa disciplina. Ma di sicuro il bravo tecnico italiano, Marco Villa, conosce molto più di me e più di tanti questa gara di cui è stato uno dei grandissimi a livello mondiale, Questo mondiale non è finito, ci aspetta l'ultimo giorno, il più bello.

da Cali per tuttobiciweb, Claudio Santi
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