| 07/05/2006 | 00:00 Nel bilancio della prima parte di stagione quattro vittorie e mille attenuanti per un Team Lpr che, partito con robuste credenziali, pur mantenendo fede alle aspettative di tecnici e dirigenti, ha dovuto fare i conti con una sequela impressionante d'imprevisti: "Quattro successi sono un buon bottino - spiega il diesse Roberto Damiani - ma certo, resta l'amarezza per l'impresa sfiorata da Contrini e per il forfeit di Pieri, sul quale - inutile negarlo - avevamo impostato gran parte del nostro calendario. Dario doveva essere il nostro uomo di punta, oltre che nella Roubaix, anche nelle classiche del Belgio: averlo perso già nei primi mesi dell'anno ha ovviamente condizionato i nostri programmi. In ogni caso, anche senza di lui, abbiamo sempre dato il massimo, dimostrando che il team Lpr, a dispetto
delle individualità, è prima di tutto una squadra".
Il bilancio, come detto, almeno fino a questo momento, è lusinghiero: "Le gare che dovevamo vincere non le abbiamo fallite - conferma Damiani - mentre negli appuntamenti più prestigiosi, quelli corsi al fianco delle formazioni Pro Tour, abbiamo sempre fatto la nostra parte, sfruttando tutte le chance. Al Romandia, ad esempio, non c'è stato l'acuto, ma tutti hanno sottolineato la nostra intraprendenza, quella mentalità combattiva di chi non vuole rassegnarsi al ruolo di comparsa".
Tra gli "alibi" di stagione, almeno per ora, le condizioni atletiche precarie di Valoti e Muraglia: "Sì, Valoti è stato letteralmente perseguitato dai guai fisici - prosegue Damiani - lui, però, resta l'uomo del caldo e dunque l'aspettiamo ai prossimo appuntamenti. Per quanto riguarda Muraglia, credo sia soprattutto una questione psicologica. Lui pedala bene, ha la gamba per stare con i primi, deve solo rompere il ghiaccio e tornare a credere nelle sue, enormi, potenzialità".
Tra le "note positive", invece, l'esplosione di Ochoa: "Al Romandia ha sgomitato con i primi - spiega il diesse - dimostrando di avere grandi potenzialità. Per il panorama europeo è un corridore del tutto nuovo, quando avrà preso ancora più confidenza con questo tipo di ciclismo, sono sicuro che ci regalerà grandi soddisfazioni".
Ottima impressione ha destato, infine, anche Metlushenko: "Lo abbiamo reclutato per dare modo ai nostri giovani velocisti di correre senza l'assillo di pressioni smodate - conclude Damiani - è un atleta serissimo e dalle potenzialità indiscutibili. Aspettando l'esplosione dei giovani, con Khalilov forma una batteria di sprinter di altissimo livello".
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