DOPING | 18/11/2013 | 11:23 La nuova strategia di Lance Armstrong, lo avrete capito, è quella di parlare attraverso le interviste. In quella concessa a Sportsmail, inserto del Daily Mailin edicola oggi, Armstrong parla con la sua ex massaggiatrice Emma O’Reilly e conferma che Hein Verbruggen, ex numero uno del ciclismo mondiale, sapeva tutto e avrebbe coperto il suo uso di doping. «Verbruggen sapeva del mio utilizzo di sostanze dopanti e mi aiutava a nasconderlo. Fu una delle persone che mi permise di portare a termine il Tour de France 1999 nonostante fossi risultato positivo a un test». E aggiunge nuovi dettagli sulla famosa ricetta retrodatata, firmata dal medico della Us Postal, che gli ha permesso di evitare sanzioni.
Armstrong ha negato per anni i fatti, Verbruggen continua a negare qualsiasi coinvolgimento - lo ha fatto anche attraverso la lettera che tuttobiciweb ha pubblicato in esclusiva - anche se non ha voluto rispondere ai giornalisti del quotidiano inglese. Durissima la presa di posizione del texano nei confronti della vecchia dirigenza dell'Uci: «Non ho intenzione di mentire per proteggere queste persone. Io li odio. Mi hanno buttato sotto il bus».
È evidente - scrive il Daily Mail - come Armstrong stia cercando di riallacciare i contatti con la nuova Uci di Brian Cookson, in vista del varo della nuova Commissione indipendente di inchiesta che unirà Uci e Wada. Si tratta però di una lunga strada, visto che l’unica istituzione che può riparire il caso Armstrong ed arrivare eventualmente ad una riduzione della pena è la Usada...
It was the story he had denied. The story Emma O'Reilly went some way to telling when she exposed Lance Armstrong as a drug cheat. But when the conversation moved to the subject of that positive test in 1999, he not only agreed with her that she had been right but went a stage further.
O'Reilly always believed there was a bigger conspiracy and with her sitting before him he finally revealed the full scale of the cover-up, naming Hein Verbruggen as a central figure in his escape from punishment. Certainly, Armstrong used this opportunity to his full advantage. He wants his life ban reduced and he wants to work with cycling's UCI governing body to achieve this. They will surely see his latest bombshell as a chance to open further discussions with him at their proposed truth and reconciliation committee hearing.
In his Sportsmail interview, Armstrong claims the former head of world cycling knew about his drug abuse and encouraged him to cover up his doping. He says the then president of the UCI, Verbruggen, was complicit in the skulduggery that allowed him to continue in the 1999 Tour de France despite a positive drugs test. And he goes into greater detail than ever before about the backdated prescription provided by the US Postal medical staff which allowed him to escape punishment. Today's allegations contradict Verbruggen's insistence that he has never been involved in doping cover-ups. Armstrong has no desire to protect senior UCI officials if he appears before the independent inquiry that has been called for by Englishman Brian Cookson, world cycling's new president.
Cover up: Armstrong denied wrongdoing for years before finally admitting his guilt in January of this year It has been made clear to Armstrong that his cooperation could be rewarded with a reduction of his lifetime ban to eight years. And he told Sportsmail: 'To think I am protecting any of these guys after the way they treated me, that is ludicrous. I'm not protecting them at all. I have no loyalty towards them. 'I'm not going to lie to protect these guys. I hate them. They threw me under the bus. I'm done with them.' Despite Sportsmail's repeated attempts to contact Verbruggen, he was unavailable for comment. However, in a letter to the national cycling federations earlier this month to mark his departure from the UCI, where he had been serving as honorary president, Verbruggen defended himself.
'I have never acted inappropriately and my conscience is absolutely clean,' he said. 'With the benefit of hindsight, however, I admit that I could have done some things differently, but I do not accept that my integrity is in doubt.' Recovery: Lance Armstrong founded his charity in 1997, but resigned as chairman 15 years later In February, Verbruggen personally delivered a letter to the most important 15 Olympic officials at the Lausanne Palace Hotel, attacking the World Anti-Doping Agency (Wada) and denying he had aided any cover-up of Armstrong's doping. Verbruggen wrote: 'I have been frequently accused that, in my UCI presidency, my federation would not have been too serious in its anti-doping policy and that - in particular the Lance Armstrong case - the UCI and myself have been involved in covering up positive tests.
'Cover-ups never took place. Not only would this never have been allowed, but there simply was nothing to cover up. Armstrong, nor his team-mates, never tested positive.' Verbruggen was also deeply critical of Wada, and anti-doping officials in the US and France, for their failure to expose Armstrong during his career. In September, Verbruggen and his successor Pat McQuaid faced allegations of inappropriate behaviour during the heated battle for the presidency of the UCI. A leaked 54-page dossier accused McQuaid and Verbruggen of corruption. They were alleged to have solicited a bribe from a team owner in 2012, of manipulating the drug-testing rules for Armstrong and of attempting to cover up Alberto Contador's positive drugs test in 2010.
Cookson responded to the allegations by calling for an investigation, with McQuaid accusing his opponents of 'gangster politics'. Cookson called the allegations 'very serious', adding: 'For the good of the UCI and cycling, they should be immediately and thoroughly investigated by the authorities.'
E' la dimostrazione che la rovida del ciclismo è partita dall'alto, e chissà quanti altri hanno coperto e magari poi gettato alle ortiche, mi verrebbe anche un nome di un ragazzo Italiano che purtroppo non c'è più, ma preferisco stare zitto.
Pontimau.
CONCORDO
18 novembre 2013 13:10tonifrigo
Armstrong sotto il bus? Peccato che quel bus fosse suo. Bastava tirare il freno a mano. Fosse stato per Verbruggen e compagnia non lo avremmo mai saputo.
18 novembre 2013 14:28foxmulder
Quest'uomo è incredibile! Anche facendo una cosa giusta (alzare finalmente il velo sui suoi amichetti), riesce a darmi l'impressione di farla nel modo sbagliato. Come mai tutta questa lingua ti è venuta quando entrambi gli amichetti sono stati "pensionati" dal corso degli eventi? Opportunismo...
SOLO ADESSO
18 novembre 2013 17:05Capitano
Come mai solo adesso, e tutti gli altri che servono per coprire uno scandalo del genere...? non basta IL TEXANO E VERBRUGGEN, per una cosa del genere ci devono essere collusioni ai più alti livelli, controlli, politica, manager, soldi a go go.....ma tolto a lui i 7 tour tutti quelli dietro rimangono puliti, e gli italiani?? non ce n'è uno come mai? Di Rocco batti un colpo, non c'è più ne Verbruggen ne Mquaid, che fai...????? e ce ne sarebbero da dire e scrivere.....W IL CICLISMO ABASSO IL DOPING E TUTTI QUELLI A CUI IL CICLISMO NON INTERESSA X NIENTE E LO MASSACRANO !!!!! ULTIMA COSA, SE I CICLISTI NON PRENDONO IN MANO IL LORO DESTINO IN QUESTO MOMENTO NON CAPITERA' PIU' UN OCCASIONE DEL GEENRE.....DOVE SONO LE ASSOCIAZIONI ????? ALTRIMENTI MI VIENE UN DUBBIO....BERLESE ROBERTO
RITORNERO' NEI RANGHI
19 novembre 2013 14:27bric
Per protesta contro certi giustizialisti arroganti quanto offensivi che credevano alla Befana da circa due anni non ho partecipato a questo blog.
Non ho cambiato idea e ritornerò subito nei ranghi ma siccome la vendetta si serve fredda il sig. Armstrong mi viene proprio "a fagiolo".
Ma per certi giustizialisti d’accatto ci voleva questa confessione tardiva, ipocrita, interessata e vergognosa nello stile del texano che sa benissimo dove vuole arrivare per capire quale era la verità?
Comunque l’americano che è un volpone del male anche ora che sta parlando sta sempre difendendo i suoi protettori perché parla solo oggi ma mica quando costoro erano in auge ed ora vuole avvicinarsi ai nuovi dirigenti che praticamente hanno detto confessate e ne riparleremo.
Oggi caro Cookson non bisogna essere clementi perché i bari hanno fatto quello che volevano in forza di costose? Protezioni e dopo essersi arricchiti ora dovrebbero essere pure perdonati?
A suo tempo il contendere con “i giustizialisti” era il loro comportamento a due velocità proprio come gli organi mondiali: corridori colpevoli da mettere al rogo e corridori meno colpevoli da osannare.
Io sostenevo che il doping c’era eccome e sono convinto che c’è ancora oggi checchè se ne dica con ipocrisia (guarda le medie e certi tizi che da schiappe sono diventati all’improvviso fenomeni e qualcuno pure in età da pensione) ma c’erano anche controlli a due velocità ovvero i campioni con i soldi ( vedi i 100.000 dollari di donazione all’Uci da parte del texano ma guarda un po’ per contribuire alla lotta al doping…ma che faccia tosta) che nessuno beccava ai controlli ed i poveri cretini di corridori meno campioni che servivano da caprio espiatori o vedi Riccò che cretino era ma anche campione e che io ho sempre difeso e difenderò sempre perché per me è stato vittima prima della sua scemenza giovanile e poi del sistema…ah se parlasse di meno di cretinate e parlasse ora di quello schifo che vedeva in gruppo e per questo il gruppo stesso lo aveva messo ai margini per neutralizzarlo meglio vero Pozzato?
Ora che sta uscendo tutta questa verità melmosa e maleodorante quanti avranno il coraggio di farsi avanti……giornalisti in primis vero Bulbarelli ( ma non solo lui) perché non parla di quella lunghissima intervista in diretta al Dott. Ferrari al Tour?
Tanto vi dovevo
Bye bye
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Ivan Taccone, classe 2005, porta oggi nel ciclismo il nome del celebre nonno Vito, il “camoscio d’Abruzzo”, vincitore di otto tappe al Giro d’Italia e di un Giro di Lombardia. Corre per la Continental MG Kvis Costruzioni e Ambiente e...
Il trionfo di Isaac Del Toro all’UAE Tour 2026 è il primo di un ciclista non europeo nella breve storia di questa corsa. Il ventiduenne messicano è il più giovane tra i sei corridori che hanno scritto il proprio nome...
Il Giro di Sardegna inaugura ufficialmente il calendario italiano su strada. Dal 25 febbraio al 1° marzo il gruppo affronterà cinque tappe da Castelsardo a Olbia, lungo un percorso vario e impegnativo che attraverserà l’intera isola. La Bardiani-CSF...
Prosegue il percorso di avvicinamento al 27° Trofeo Alfredo Binda – Comune di Cittiglio (UCI Women’s WorldTour) e al 13° Piccolo Trofeo Alfredo Binda – Valli del Verbano (UCI Nations’ Cup Junior Women) con un appuntamento dedicato ai valori sociali...
Riccione ospita questa mattina, alle ore 11.30 nella Sala del Pala Turismo in Piazzale Ceccarini, la conferenza stampa di presentazione della prima edizione della “Walk & Run for Women”, in programma il 7 e l’8 marzo. Un appuntamento che mette...
La primavera fiamminga sta per cominciare e non solo i corridori hanno iniziato a prepararsi per il primo appuntamento di sabato con l’Omloop Nieuwsblad, 208 km da Gand a Ninove. Un allenamento speciale è stato fatto anche da tutte le...
Prima avventura stagionale tra i professionisti per il Team Biesse Carrera Premac, formazione Continental bresciana che sarà al via del Giro di Sardegna, corsa a tappe in programma da mercoledì 25 febbraio a domenica 1 marzo che aprirà la terza...
La storica manifestazione “Pedala con i Campioni” da sempre unisce ciclismo e solidarietà. L’evento festeggia i suoi 25 anni e gli organizzatori propongono il prossimo 22 marzo una nuova formula con percorsi randonnèe e gravel, ma sempre con lo stesso...
Tutto pronto per la Ciclostorica Salento De Finibus Terrae-Targa Caroli Hotels uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati del ciclismo d’epoca che si terrà dal 13 al 15 marzo. C'è grande attesa per l'evento pugliese promosso dalla Caroli...
La ruota che gira al Tour du Rwanda è anche quella della storia di una competizione che diventa 18enne. La rappresentazione plastica dei pioneristici albori nell’anno 2000, nove anni prima che la corsa diventasse prova Uci, la offre Rafiki Uwimana,...