Gino Bartali è "giusto tra le nazioni"

STORIA | 23/09/2013 | 14:02
Finalmente stamattina è arrivata la tanto attesa notizia: Gino Bartali è stato riconosciuto ufficialmente Giusto tra le Nazioni. Yad Vashem, il sacrario della Memoria di Gerusalemme ha finalmente accolto il Ginettaccio toscano tra le sue braccia, un’approvazione che si attendeva da moltissimo tempo e al quale ormai non ci si sperava più.
Per tutto il mondo ciclistico, per lo Stato Italiano che gli ha assegnato la medaglia d’oro al merito civile, per tutti coloro che hanno ascoltato o letto la storia di Gino e per chi ha dato la sua grande o piccola testimonianza il campione delle due ruote era già stato innalzato da tempo a campione di vita, o, anche se a lui da lassù non piacerà sentirselo dire, a eroe. Per tutti lui era già, comunque, una persona Giusta.
La notizia è rimbalzata dal sito di Yad Vashem fino ala nostra Ansa e poi via via si sta divulgando sempre più e il primo a gioire stamattina, al suo risveglio è stato il primogenito del campione, Andrea Bartali che ha appreso la notizia, appunto, dall’Ansa.
“Sono contento che il lavoro di papà sia stato riconosciuto ufficialmente anche da Gerusalemme – ha detto –: leggere dall’Ansa mi ha colto un po’ alla sprovvista ma per noi, per mia madre e per tutti gli appassionati ed i tifosi di ciclismo e di papà è una bella notizia che si attendeva da tempo. Ora mi sto mettendo in contatto con la comunità ebraica per capire dunque i modi e tempi dell’iter che porterà alla cerimonia”.
Si è saputo solo oggi dal sito di Yad Vashem ma a quanto pare l’innalzamento di Bartali è datato 7 luglio 2013.
“Mamma è stata felicissima della notizia. La  attendeva da tempo e la sua gioia si è amplificata proprio perché questa news è arrivata ora che, a 93 anni, è ancora in vita. Lei non sapeva nulla di ciò che papà faceva, dei suoi viaggi e oggi, vedere che il Mondo le ha riconfermato per l’ennesima volta che il marito tanto amato, con il quale ha passato 4 anni di fidanzamento e 60 di matrimonio, era ed è un uomo così grande, buono ed altruista la emoziona fortemente e la inorgoglisce ancor di più - ha continuato Andrea Bartali - in diversi si sono dati da fare per arrivare ad oggi e da alcuni anni sto portando avanti la ricerca con la vostra giornalista di tuttoBICI Laura Guerra con la quale abbiamo trovato e parlato con testimoni, scovato indizi e documenti preziosi, ricerca che nonostante il titolo di  Giusto proseguirà ancora. Stamattina mi sono messo in contatto con la comunità ebraica di Firenze che ha lavorato per questa buona riuscita e, anche loro, sono veramente molto felici. Ho contattato anche il Comune di Firenze e prossimamente vedremo se si potrà organizzare qualcosa. Ora è una bici che si deve mettere in moto. Certamente ho ricevuto tantissime telefonate e una molto particolare è arrivata addirittura da Israele”
La storia clandestina di Bartali ormai è nota a tutti, del suo lavoro in clandestinità nascondendo nella bici i documenti falsi per gli ebrei, dell’aver nascosto in cantina l’ormai famoso Giorgio Goldemberg, dei documenti ritrovati e la testimonianza del notaio Ventura, delle due sorelle nascoste a Lidi di Camaiore, della sua sosta al convento di clausura delle clarisse ad Assisi, del suo contatto diretto tra il Cardinale Elia dalla Costa e Papa Pio XII,  e di tante altre piccole grandi testimonianze che tutte, indistintamente, dicevano che il Pio Bartali lo faceva con cuore, nel silenzio e senza nulla in cambio. Anzi, se scoperto, in cambio avrebbe avuto la morte.
Permettete però a chi vi scrive, un piccolo pensiero personale. E’ stato ed è un onore e gioia, dopo anni di ricerche e di sforzi fatti insieme ad Andrea Bartali, di poter apprendere stamani  di questo risultato che rende merito ad un italiano che ha fatto così tanto e che, ad oggi, può ancora insegnare i veri valori della vita.
L’ultima grande vittoria di Bartali, un campione delle due ruote, un campione di vita, un uomo che seppure scomparso ormai da 13 anni è ancora capace di continuare a parlare alle persone che vogliono conoscerlo. Il centenario dalla nascita sarà nel 2014 ma oggi è davvero festa nazionale.

Laura Guerra
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COMMENTI
Un grande campione, un grande uomo
23 settembre 2013 22:14 ilgiotti
Sono stato sempre bartaliano è, questa notizia mi rende felice. Grande GINO

W BARTALI!
23 settembre 2013 22:28 Bufalini
VIVA BARTALI
VIVA BARTALI
VIVA BARTALI

24 settembre 2013 08:51 angelofrancini
Nelle Sue partecipazioni a molte gare dilettantistiche nel Sud dell'Italia, molte volte ci ha narrato di alcuni di questi fatti lontani.
E'il "Giusto" riconoscimento all'Uomo Gino Bartali, prima ancora che al grande campione di ciclismo.
Nella Sua semplicità un Grande in tutte le Sue espressioni.

Il mio omaggio ad un grande uomo, un grande ciclista e grande italiano!
24 settembre 2013 09:01 teos
L'omaggio che purtroppo ancora una volta la "Gazzetta del Calcio" ha evitato di concedere optando, dinanzi ad una notizia così importante per lo sport ma anche per etica e valore della vita, per il titolone dedicato alla salvaguardia del cafone nazionale, alias Mario Balotelli, l'esatto opposto di un Gino Bartali. Che amarezza..

Ricerche
2 ottobre 2013 19:54 LauraGuerra
Carissimo Angelo Francini, ho letto il suo commento dove dice che diverse volte lo stesso Bartali vi ha raccontato alcune vicende.
Sono Laura Guerra, la ricercatrice e giornalista di TuttoBICI e Le chiedo dunque cortesemente di potersi mettere in contatto con me. Sarebbe un altro aiuto prezioso. Approfitto per dire nuovamente che le nostre ricerche stanno continuando e che quindi, chi sa qualcosa, mi contatti. Grazie a tutti per l'aiuto

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