LOMBARDA. Rebellin soddisfatto, vuole provarci a Foppolo

PROFESSIONISTI | 05/09/2013 | 16:33

A 42 anni suonati Rebellin ha ancora voglia di lottare come un ragazzino: "Ci tenevo a far bene, conoscevo la salita metro per metro ma evidentemente la fatica si è fatta sentire. La tappa è stata molto tirata, e in salita Sinkewitz ha dimostrato di avere una marcia in più. A lui i miei complimenti. Domani? Vedrò di provarci, Foppolo è un traguardo che si addice alle mie caratteristiche".


da Valtorta, Valerio Zeccato


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COMMENTI
Davide a Foppolo
5 settembre 2013 18:09 pagnonce
é la tua salita , la conosci meglio di tutti ,dai lo so ce la metterai tutta come sempre. Ma questa è la tua .Vai

Basta!!!
5 settembre 2013 21:15 SantGiac
Non me ne vogliano i suoi numerosi tifosi, ma prima si ritira questo individuo meglio è per il ciclismo.
Giacomo

Per Giacomo
6 settembre 2013 10:02 ciclistas
Caro signor Giacomo mi spiga perchè Davide deve ritirarsi mentre tantissimi altri possono correre indisturbati e per di più in squadre pro tour? Se le capita di andare a vedere la partenza di qualche corsa in cui Rebellin è presente osservi bene il suo torace: sembra sproporzionato tanto è ampio. Io ho osservato tantissimi ciclisti in filmati e dal vivo ma così ho visto solo un certo Fausto Coppi. Davide poteva essere uno dei pochi veri fenomeni del nostro ciclismo se la chimica non avesse falsato i valori! E guardi che anche nell'ambiente lo sanno bene che che ne dicano!
Saluti
Claudio Pagani

Le rispondo anche io, Sig. Pagani
6 settembre 2013 11:30 Fra74
perchè il Sig. Rebellin, così come DI LUCA, BASSO, PELLIZOTTI, POZZATO, insomma, tutti coloro che in un modo o nell'altro sono finiti nella rete delle squalifiche per fatti connessi al doping, hanno poco a vedere con il CICLISMO, secondo il mio personale parere, al di la del fatto che le norme gli permettano di poter correre/gareggiare.
Ora Le faccio IO una domanda, se posso. Le rivolgo questo quesito, perchè il Sig. DAVIDE REBELLIN, potendo, non ha collaborato, fornendo nomi e cosgnomi, sistema, procedura e quant'altro in merito a quello che gli è accaduto?!? A me non risulta ciò...vede, chi ama questo SPORT,(come il sottoscritto), lo vorrebbe perfetto, privo di tali soggetti coinvolti nel doping, al pari dei vari medici e dirigenti,ma tale SPORT, purtroppo, pare non lo voglia capire questo aspetto.
Francesco Conti-Jesi (AN).

X Claudio
6 settembre 2013 11:51 SantGiac
Innanzitutto vorrei dire che FINALMENTE c'è qualcuno che apre una discussione pacata e garbata pur non essendo d'accordo con l'opinione altrui.
Purtroppo Rebellin con la "medaglia dopata" di Pechino ha perso ogni credibilità ai miei occhi, inoltre questo suo rendimento alla soglia dei 43 anni (se non sbaglio) mi lascia un po' perplesso, come per altri casi recenti di corridori over 40 fenomenali a fine carriera. D'accordo sul talento di fondo e capacità fisiche indiscutibili (il doping non rende cavallo da corsa un qualsiasi somaro), però la chimica l'ha usata anche lui, sperando che i risultati di adesso siano "puliti".
Giacomo

6 settembre 2013 13:28 ciclistas
Anch'io sono innamorato di questo sport e ovviamente lo vorrei perfetto ma siamo sulla terra e la perffezione non esiste purtroppo! Certo bisogna "tendere" alla perfezione ma a mio parere l'esempio deve venire dall'alto (questa la mia scaletta: UCI, federazioni, sponsor, dirigenti, organizzatori, medici/preparatori, atleti).
Delle scuse fatte quando si è costretti io personalmente non me ne faccio nulla a meno che uno non decida di restituire quanto guadagnato barando.
Io ricordo benissimo un intervista di Davide (conservo ancora la rivista) dove in tempi non sospetti (quando l'epo non veniva trovata e cera chi si permetteva di dichiarare apertamente che il doping non esiste, è doping solo quello che viene trovato ai controlli, se uso un farmaco che non fa altro che ripristinare i propri valori di base non è doping, se si da il ferro ad una donna incinta spiegatemi perchè non posso dare altri farmaci ad un atleta di cilismo che sopporta ben più che una donna incinta, fare ciclimo oggi è peggio che lavorare in miniera e non me ne ricordo altre ma ce ne sono ancora...)
Io cerco di ragionare anche con la mia testa oltre che documentarmi e posso dire che vado in bici dall'età di 26, 27 anni e ora che mi avvicino ai 50 le mie prestazioni sono cambiate di pochissimo: probabilmente negli sport di resistenza non è poi così drammatico il decadimento delle prestazioni.
Per finire considero un buon segnale (proprio riferendomi al doping) il fatto che uno prosegua la propria carriera anche dopo aver guadagnato già molto e nonostante l'età.

Per Giacomo e Francesco
6 settembre 2013 13:38 ciclistas
Scusatemi nel messaggio precedente (se lo pubblicano) manca un pezzo.
Anch'io sono innamorato di questo sport e ovviamente lo vorrei perfetto ma siamo sulla terra e la perffezione non esiste purtroppo! Certo bisogna "tendere" alla perfezione ma a mio parere l'esempio deve venire dall'alto (questa la mia scaletta: UCI, federazioni, sponsor, dirigenti, organizzatori, medici/preparatori, atleti).
Delle scuse fatte quando si è costretti io personalmente non me ne faccio nulla a meno che uno non decida di restituire quanto guadagnato barando.
Io ricordo benissimo un intervista di Davide (conservo ancora la rivista) dove in tempi non sospetti (quando l'epo non veniva trovata e cera chi si permetteva di dichiarare apertamente che il doping non esiste, è doping solo quello che viene trovato ai controlli, se uso un farmaco che non fa altro che ripristinare i propri valori di base non è doping, se si da il ferro ad una donna incinta spiegatemi perchè non posso dare altri farmaci ad un atleta di cilismo che sopporta ben più che una donna incinta, fare ciclimo oggi è peggio che lavorare in miniera e non me ne ricordo altre ma ce ne sono ancora)lui affermava: se il sistema non cambia anch'io mi dovrò adeguare.
Io cerco di ragionare anche con la mia testa oltre che documentarmi e posso dire che vado in bici dall'età di 26, 26 anni e ora che mi avvicino ai 50 le mie prestazioni sono cambiate di pochissimo: probabilmente negli sport di resistenza non è poi così drammatico il decadimento delle prestazioni.
Per finire considero un buon segnale il fatto che uno prsegua la propria carriera anche dopo aver guadagnato già molto.

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