Doping, le incredibili storie di Hondo e Bouyer

| 19/03/2006 | 00:00
Se pensate di aver letto e sentito tuttto in materia di doping, sbagliate. Perché in questo campo l'incredibile sembra non esistere davvero. Ultimi protagonisti, in ordine di tempo, Danilo Hondo e Franck Bouyer. Il tedesco è stato squalificato per due anni a causa di una acclarata positività, ha fatto ricorso al TAS e lo ha perso, ha fatto ricorso ad un Tribunale Civile del Canton di Vaud, in Svizzera, e... ha avuto ragione. Con l'incredibile motivazione che "la pena è troppo severa" rispetto alla colpa effettiva. Un giudizio pesante, un precedente gravissimo che consente a Hondo di tornare a correre immediatamente in attesa della sentenza definitiva che dovrebbe essere pronunciata nel prossimo mese di giugno. La seconda storia, ancora più incredibile alla luce di quanto avete letto sino ad ora, riguarda, il francese Franck Bouyer, corridore che soffre di narcolessia e che per questo è costretto ad assumere il Modafinil, medicinale stimolante che figura nella lista dei prodotti dopanti. Bene, da un anno e mezzo il corridore francese non può correre sebbene diversi neurologi abbiano provato che il medicinale in questione non abbia alcuna influenza sulle performance sportive di Bouyer. Il francese ha fatto ricorso alla WADA che lo ha autorizzato a correre ma è l'UCI stavolta, che si è appellata al TAS che ha accolto l'appello e ha imposto al corridore di non correre. Bouyer, però, non ne vuole sapere e ha deciso di sottoporsi a nuovi esami, di ripresentare tutte le documentazioni sanitarie e di ritornare all'attacco. Davvero incredibile - scrive oggi L'Equipe - che un corridore sano che si è dopato possa tornare a correre impunemente e che invece un suo collega che ha sempre rispettato le regole non possa farlo nonostante autorizzazioni e permessi. Cose di doping...
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