Granfondo Giordana, le salite aspettano i ciclisti

AMATORI | 04/05/2013 | 09:19
Aprica (SO), domenica 23 giugno: 9.a edizione della Granfondo Internazionale Giordana – sulle orme di Marco Pantani. Organizzata dal GS Alpi di Vittorio Mevio, questa granfondo propone come consuetudine ai cicloamatori tre percorsi:  Fondo (85 km e 1850 m di dislivello), Mediofondo (155 km e 3.600 metri dsl) e Granfondo con 175 km, 4.500 metri di dislivello e tre passi da affrontare.
È una manifestazione alla quale gli amanti delle scalate non possono mancare, nella scorsa edizione ha toccato la notevole cifra di 3.200 iscritti provenienti da 30 nazioni ed è stata per la prima volta gara valida per il brevetto del Challenge Giordana, inoltre è inserita nei circuiti Nobili/Supernobili e Gran Trofeo Multipower – Coppa Lombardia.
La griglia di partenza è posta in pieno centro ad Aprica, le prime pedalate degli atleti saranno accompagnate dalla Fanfara dei Bersaglieri e dal suono degli antichi corni alpini, e mentre le note degli strumenti a fiato riecheggeranno per il centro abitato, gli atleti partiranno alla volta di Edolo, da dove i fondisti devieranno per Monno, dove inizierà l’impegnativa salita (7% di pendenza) per raggiunge il Passo Mortirolo, illustre Cima Coppi di tante edizioni del Giro d’Italia. Da lì scenderanno verso Trivigno e, seguendo in direzione Aprica, raggiungeranno il bivio per intraprendere l’ultima fatica: il Passo di Santa Cristina, per poi scendere nuovamente verso Aprica, sede d’arrivo.
Salutati i compagni che hanno optato per gli 85 km, i temerari continueranno la loro avanzata in direzione di Vezza D’Oglio per conquistare Ponte di Legno, sede di partenza della 19.a tappa dell’imminente Giro d’Italia. Da qui si inerpicheranno alla ricerca della vetta del Passo Gavia, 7 volte Cima Coppi della corsa rosa, affrontata per la prima volta nel 1960 quando il vicentino Imerio Massignan scollinò in solitaria e arrivò poi secondo al traguardo di Bormio dietro al lussemburghese Charly Gaul per una doppia foratura.
Il Gavia sarà affrontato dai “girini” anche quest’anno nella terz’ultima tappa. In prossimità della vetta è possibile scorgere un’area di 200 mq unica in Italia, dove è presente la tipica vegetazione della tundra artica, ereditata dall’ultima glaciazione avvenuta in questo territorio; ad aumentare l’atmosfera “glaciale” ci saranno con tutta probabilità anche due alti muri a bordo strada, visto che attualmente in quota ci sono circa 4 metri di neve che saranno sgomberati sulla carreggiata in occasione del passaggio del Giro d’Italia, il 24 maggio, muri che creeranno inoltre un’imboccatura naturale per la famosa galleria “Rocce Nere”. Il tunnel quest’anno brillerà grazie ai faretti a led alimentati dai pannelli solari, il tutto è stato installato, con somma gioia dei tanti ciclisti che lo percorrono, la scorsa estate. L’apertura del valico in vista del passaggio degli atleti alla caccia della maglia rosa dà la possibilità di testare la propria preparazione fisica e resistenza prima del 23 giugno, quando una buona scalata del passo potrebbe significare vittoria.
Ma bando alle ciance, pedalata dopo pedalata si giunge a scollinare il passo e la direzione da seguire, attraverso il Parco Naturale dello Stelvio, è quella di Bormio, da dove si scenderà verso Mazzo per affrontare il Passo di Mortirolo.
Da questa località si erge il versante del valico più ostico, con una pendenza media del 10,5% e picchi anche oltre il 18%. Divenuta una delle salite più celebri d’Europa, sul Mortirolo i grimpeur potranno sfoderare tutta la loro resistenza e potenza lungo i tornanti dell’ascesa e potranno ammirare, ad altezza di Piaz de l’Acqua, il monumento in memoria di Marco Pantani scolpito da Alberto Pasqual e installato nel 2006. La statua immortala il Pirata in piedi sui pedali che, sporto in avanti sul manubrio, lancia uno sguardo sopra le spalle come in cerca dei propri inseguitori. Una posa che ricorda quel 5 giugno 1994 quando la leggenda del ciclismo, ancora ragazzo emergente, arrivava in cima al passo con un gran distacco sugli affermati Indurain, Chiappucci e il coetaneo Berzin. Ma mancano ancora 4 km prima di arrivare in cima e scollinare verso Trivigno, per poi giungere in prossimità di Aprica dove i mediofondisti continueranno verso il centro per tagliare il traguardo, mentre i granfondisti dovranno macinare altri 20 km valicando il Passo di Santa Cristina, che presenta una salita di 7 km con una pendenza media di oltre il 9%, per poter mettere la parola fine ai 175 km e ai 4.500 metri di dislivello.
Territorio ricco di storia, ciclistica e non solo, grazie alla vicinanza con il confine svizzero durante la Seconda Guerra Mondiale e fino agli anni ‘60 è stato interessato dal fenomeno dei contrabbandieri che importavano dalla vicina Val Poschiavo soprattutto sale – fondamentale per la conservazione delle carni – e caffè ed esportavano beni di qualunque genere. Tutt’oggi è possibile ripercorrere il sentiero dei contrabbandieri con un percorso ad anello che partendo da Tirano giunge fino alla caserma, oramai abbandonata, della Guardia di Finanza di Sasso del Gallo.
Le iscrizioni alla gara che rivive le imprese delle maglie rosa rimangono aperte fino al 15 giugno al costo di 40 €, e ogni dieci iscrizioni cumulative una sarà omaggiata.

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