POLITICA | 27/03/2013 | 09:01 Da otto anni Pat McQuaid guida l’UCI e ha annunciato l’intenzione di ricandidarsi per un nuovo mandato nell’assemblea elettiva che si terrà a Firenze in settembre. Il primo passo per la candidatura, però, potrebbe essere il più difficile. Il 12 aprile si riunirà a Dublino il consiglio della federazione irlandese che dovrà decidere se presentare o meno la candidatura di McQuaid a presidente dell’Uci. Sette membri del consiglio che, secondo quanto riportano quotidiani e siti anglofoni, sarebbe spaccato dopo gli ultimi clamorosi casi che hanno lasciato un’eco rilevante. Tre le strade: appoggio della candidatura, bocciatura della stessa oppure decisione di affidare la votazione ai membri della Federazione irlandese. Il regolamento irlandese concede a McQuaid la possibilità di perorare la propria causa davanti al consiglio, ma se questo avvenisse altri membri del cosiglio, a lui contrari, potrebbero chiedere di fare altrettanto, come ha spiegato JaimieFuller a Velonation. «Con le tante domande che riguardano l’UCI dopo il caso Armstrong, sarebbe impossibile pensare di avere una discussione unilaterale». E l’ammissione di McQuaid, che ha ribadito più volte come l’Uci abbia commesso un errore nell’accettare donazioni da Armstrong, non sembra essere abbastanza convincente. Se dovesse essere bocciato in Irlanda, McQuaid avrebbe comunque una carta di riserva: a presentare la sua candidatura potrebbe essere infatti la federazione svizzera, visto che il numero 1 dell’Uci risiede in quel Paese. Ma lo smacco resterebbe, come una macchia indelebile.
L'Alpe d'Huez ha un nuovo re. Tadej Pogacar ha scritto un'altra pagina della storia del Tour de France conquistando la salita più iconica del ciclismo mondiale con una prestazione destinata a rimanere negli annali. Lo sloveno ha vinto la tappa...
L'Alpe d'Huez non ha fatto sconti a nessuno e nemmeno a Paul Seixas. Il giovane talento francese della Decathlon-CMA CGM ha vissuto una delle giornate più difficili della sua carriera, ma è riuscito a limitare i danni e a mantenere...
Tadej POGACAR. 10 e lode. È il Re solo. Perché c’è lui, solo lui. Perché arriva sempre in solitaria. Perché tra lui è il mondo c’è l’infinito. Vince su una delle salite simbolo del Tour, del nostro sport: l’Alpe d’Huez....
È finito nel peggiore dei modi il Tour de France 2026 di Einer Rubio. Il corridore colombiano, in fuga nella tappa dell'Alpe d'Huez, salendo verso la mitica cima alpina si è letteralmente schiantato contro il retro dell'ammiraglia della UAE Team...
Alle 13, 30, arrivando dall’itinerario fuori corsa, il gendarme che staziona alla rotatoria d’ingresso sul percorso di tappa è piuttosto burbero nei confronti dei ciclisti. Classico segno di braccia incrociate - e chi è passato è passato. Lassù si apre...
La prima delle due Alpe d'Huez di fila, quella dal versante più impegnativo, è preda di Tadej Pogacar, che parte da solo a 12 chilometri dal traguardo, va a prendere e sorpassare gli attaccanti di giornata uno ad uno e...
Lorena Wiebes ha vinto quasi per distacco la prima tappa del Tour de Pologne Women anticipando la compagna di squadra Barbara Guarischi. Al termine dei 138 chilometri in programma tra Tomaszów Lubelski e Zamość, il duo della SD Worx Protime...
Maria Acuti apre con un podio la Watersley Ladies Challenge, gara a tappe della Nations Cup donne juniores in corso nei Paesi Bassi. La campionessa italiana su strada, in corsa con la maglia azzurra, ha chiuso al terzo posto la...
L’Equipe, specialista in scelte grafiche di impatto, piazza in copertina i grandi tenori, con sullo sfondo ma non troppo i tornanti dell’Alpe d’Huez: “Sur leur 21” è un titolo dedicato ai tornanti mitici ed ai loro attesi protagonisti, che per...
Sulle strade del Tour c’è una new entry che sa di antico: quella della Caja Rural-Seguros Rga. Qui, con la maglia verde e bianca (più spiga dorata), sono passati corridori del calibro di Pello Bilbao e Michal Kwiatkowski, Hugh Carty...
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.