Euskaltel: le nostre proposte per salvare i ciclisti

LETTERA APERTA | 02/02/2013 | 10:04
Una iniziativa senza precedenti. I corridori della Euskaltel Euskadi hanno scritto una lettera aperta nella quale enunciano una serie di proposte per garantire più sicurezza ai ciclisti sulle strade.
«Si tratta di raccomandazioni - si legge nella lettera - che potrebbero essere applicate sin da subito, se ci fosse la reale volontà di farlo e potrebbero aiutare chi ha seclto la bicicletta per divertirsi o per andare a lavorare, per sport o per necessità o ancora perché pedalare fa bene alla salute.
Queste le nostre proposte che, speriamo, potranno contribuire a salvare delle vite umane:
- Sensibilizzazione: una campagna da effettuare su tutti i media ma in particolare in tv Obiettivo, il rispetto del ciclista. E bisogna insistere sul rispetto della distanza di 1,5 metri dal ciclista per assicurarne l’invulnerabilità.
- Segnalazioni: ci piacerebbe vedere cartelli, ripetuti spesso, che invitino gli automobilisti a rispettare i ciclisti.
- Identificazione dei punti pericolosi: per affrontare il problema, imporre la riduzione di velocità o trovare percorsi alternativi per le biciclette.
- Riduzione della velocità: da applicare soprattutto nei fine settimana, quando aumenta il numero dei ciclisti, perché in generale si circola sempre troppo velocemente.
- Pulizia: è indispensabile pulire i bordi delle strade affinchè possano essere transitabili, se necessario.
- Sdoppiamento della carreggiata: dove possibile, delimitare chiaramente la corsia riservata ai ciclisti.
- Piste ciclabili: più se ne creano, meno rischi ci sono per tutti.
- Vigilanza e controllo per il rispetto del ciclista. Le forze dell’ordine devono agire come fanno per combattere gli eccessi alcolici o il telefonare alla guida.
- Priorità al ciclista nelle rotonde.
- Le corsie di accelerazione o rallentamento sono molto pericolose per i ciclisti e le autoche le impegnano rispettano poco le biciclette.
- Molte volte percorriamo tunnel poco illuminati o repentine strettorie che ci costringono a deviare dalla nostra traiettoria.
- Abbiamo l’impressione che quando ci sia rischio o pericolo, il primo rimedio sia quello di limitare i diritti dei ciclisti e non quelli degli automobilisti.
Speriamo che queste proposte possano essere valutate e applicate. Da parte nostra, faremo la nostra parte. Sappiamo di avere delle responsabilità, ma crediamo che sia il momento di agire e di chiedere RISPETTO.

Firmato: I ventinove corridori della Euskaltel Euskadi»
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