ITALIA. Bettini, nuovo progetto con Max Sciandri ct

| 02/01/2013 | 13:48
Lo avevamo scritto, primi fra tutti, addirittura lo scorso 27 ottobre - /index.php?page=news&cod=53894 - e oggi il progetto azzurro di Paolo Bettini finisce sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, esposto in maniera dettagliata nell’intervista realizzata da Luca Gialanella. Un progetto che prevede Max Sciandri nel ruolo di ct e l’arrivo di nuove figure professionali per rilanciare il nostro movimento.

E' il «libro bianco» di Paolo Bettini. Riflessioni, appunti, strategie. Parole nate dopo il Mondiale di Valkenburg. Contengono i semi del ciclismo italiano del futuro. Come agire, come ripartire. Destinazione Olimpiade Rio 2016, ma non solo. Il 12 gennaio ci saranno le elezioni della Federciclo, la struttura tecnica federale sarà in cima all'agenda.
Paolo Bettini, che cosa ha detto al presidente Di Rocco?
«Usatemi. Io sono qui a disposizione, con la mia esperienza. Ci sono da fare tante cose. Serve una squadra buona e coerente sugli obiettivi. Sogno un Team Italia dove si fondono manager e specialisti. Senza divisioni tra professionisti, donne, dilettanti, juniores. Una visione unica».
Da dove arrivano le richieste?
«Da incontri e ritiri degli ultimi due anni. A febbraio, a Venturina, si alza un ragazzino di 16 anni: "Mi piace molto quello che state facendo, ma chi glielo va a dire al mio direttore sportivo che devo fare anche la pista?". Capite? Questa è la mentalità».
Da noi c'è una tradizione fortissima, e i soldi sono pochi.
«Se non cambiamo la mentalità, i soldi possiamo sbatterli sul muro. Noi in Italia viviamo di tradizioni, che sono bellissime, ma se il mondo cambia dobbiamo guardare, studiare, cambiare anche noi. A Salsomaggiore, all'incontro con i d.s., parla un tecnico della Nazionale australiana: "Noi siamo venuti in Italia nel 1998 perché il vostro era il miglior movimento giovanile del mondo. Vi abbiamo guardato, studiato, rubato i segreti. Ma per noi diventare grandi e crescere come corridori e persone vuol dire un'altra cosa. Un giovane, nel centro di Gavirate (Varese), deve saper gestire i soldi, non ha persone che gli puliscono l'appartamento, deve fare la spesa, tenere pulita l'auto e la bicicletta". E' un approccio diverso. Un'impostazione da uomini, che devono poi diventare atleti; i nostri under 23 sono invece già professionisti, pensano solo a correre. In Italia, un under 23 fa 90-105 giorni/gara, all'estero 35-45. In Italia guadagnano anche 2400 euro al mese, e si sentono campioni, troppo campioni, e da professionisti non sanno ripartire con umiltà. Abbiamo storia e tradizione che altri si sognano, ma le dobbiamo riorganizzare. Sapete qual è il nodo? "Si è sempre fatto così"».
Ci sono junior che guadagnano anche 1200 euro al mese.
«Una follia, a 17 anni. Più di un operaio, e hanno tutto. Sei un campioncino. A 16 anni fanno 4 ore di allenamento per 70 km di gara, si allenano in inverno quando il calendario inizia ad aprile. Da allievi hanno il preparatore atletico. "Perché quello che fa il professionista lo devono fare tutti", ti dicono».
Professionalità, cioè uomini da coinvolgere nel Team Italia.
«Esatto. Serve una struttura moderna e dinamica. Con un budget unico. Penso a Dino Salvoldi, da anni manager vincente del mondo femminile: organizza tutto, da reclutamento e test alle gare, ha un progetto chiaro. Perché deve restare confinato alle ragazze? Penso a un d.s. come Gianluigi Stanga, forte nell'organizzazione. E a Di Rocco ho proposto Maximilian Sciandri come nuovo c.t.: Max è stato l'uomo che ha cresciuto Cavendish, in questi anni ha creato il fenomeno inglese su strada, ha aperto una base in Toscana, la sua missione è lavorare con i giovani. Max ha rinnovato il contratto con la Bmc, ma se ne può parlare».
Sa che cosa l'aspetta, vero?
«Sì, certo. Mi prenderò tante parole, ma qui serve una programmazione di due cicli quadriennali. Il concetto non è più "Bettini solo al comando", ma un gruppo di tecnici con obiettivi e programmi a 360°. Dov'è la nostra filiera? Quali atleti crescere? Quali per strada e pista? Per inseguimento e cronometro? Negli ultimi anni Marco Pinotti mi ha aperto gli occhi, lui che vive di numeri applicati al ciclismo. Lo vedo come lo specialista che possa seguire tutto ciò che è contro il tempo: cronomen e inseguitori, dove c'è una prestazione. E poi dobbiamo recuperare le società e far capire che ci sono interessi superiori. Mi sono infuriato...».
Ci dica.
«Non è possibile che un tecnico azzurro si senta dire da un dirigente di società "no, non ti do quel corridore, serve prima a noi. Se vuoi, te lo mandiamo per la gara". Mai più».
E il suo ruolo, Bettini?
«L'ho detto a Di Rocco: mi rimetto in gioco per i giovani. In un modo diverso rispetto ai professionisti, e mi piacerebbe molto. Parlare con le società, incontrare i comitati regionali per il reclutamento, gli sponsor. Nelle categorie giovanili ci sono tanti tecnici bravi che vogliono sapere "Paolo, ci spieghi come..., se potessi venire a parlare con noi...". Fare sistema, fare il Team Italia. Serve l'innesco, la miccia. Io sono a disposizione».

da la Gazzetta dello Sport a firma di Luca Gialanella
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COMMENTI
UN CAMPIONE VERO SI DISTINGUE
2 gennaio 2013 14:08 ewiwa
Bettini è stato un grande campione e credo davvero anche "pulito"..... da CT metto un punto interrogativo grosso come una casa....ma il campione vero poi si distingue e dà la zampata....e questo progetto ne è la prova è al passo con i tempi ,guarda al futuro e rimette le cose a posto.Oggi l'uomo solo al comando fa ridere ci vuole un Team ed una programmazione che sarà efficace solo se ci sono le idee chiare.Bettini sa che questo la saprà fare non bene ma benissimo e sa che come CT era sprecato....ora gli posso dire solo BRAVO CAMPIONE sei sulla strada giusta e lotta come solo tu sai fare sveglia di brutto questa massoneria di mediocri!!!!

Grande in bici ma........!!!
2 gennaio 2013 14:50 valentissimo
Che Bettini sia stato un grande in bici non si discute, come CT proprio non ci siamo, quando ha guidato la nostra nazionale, ha dimostrato davvero di non averci capito nulla sia nelle convocazioni che nelle tattiche di gara. Come personalità, sappiamo tutti come si è piegato ai dictat inaccettabili di un Di Rocco a caccia di consensi. Oggi ci viene a dire che il prossimo CT deve essere un ex ciclista che ha sempre corso e lavorato come straniero, quindi non legato a questa nazione. Ma siamo davvero messi così male da non poterne trovare uno in Italia che sia orgoglioso del suo Paese e che sappia fare bene il suo lavoro?
Interroghiamoci su queste cose prima di esprimere consensi su un operazione che porta in FCI anche un aumento di figure e di compensi!!!

Ma qui le faste e lo spumante hanno colpito
2 gennaio 2013 16:20 venetacyclismo
Non si capisce nulla, dai ragazzi ma non scherziamo, a noi sembra una grande baraonda, una barca alla deriva.......un naufragio, volete proprio far finire questo sport, ma chi le pensa queste cose? un vero cervello dell'innovazione.
COMPLIMENTI

confusione........
2 gennaio 2013 19:00 balilla
un buon coordinamento ed i tecnici nella fci ci sono....il problema forse sono proprio i prof.(un quadriennio squallido)sarà vero il detto che un grande campione non sarà mai un grande tecnico?,i tecnici commentati sono tappabuchi in quanto se fossero stati all' altezza,non avrebbero cambiato società ogni anno,gli australiani e inglesi il ciclismo lo hanno imparato da noi,questo la dice lunga...........

X VALENTISSIMO
2 gennaio 2013 19:47 matteo51
HAI RAGIONE QUANDO DICI DI INTERROGARSI PRIMA DI DARE CONSENSI...MA DOVRESTI FARLO ANCHE TE PRIMA DI DIRE ALCUNE COSE...!!!
COSA VOGLIO DIRE?
CONOSCENDO PERSONALMENTE MAX SCIANDRI TI POSSO GARANTIRE CHE SE HA CORSO PER L'INGHILTERRA (QUINDI LAVORANDO DA STRANIERO E NON PER QUESTA NAZIONE COME DICI TE), è PER MOTIVI VALIDI CHE NON SARò CERTO IO A DIRTI, DATO CHE SONO COSE SUE, E CHE SICURAMENTE TE NON SAI VISTO IL COMMENTO CHE HAI SCRITTO.
QUINDI CREDO CHE SIA IL CASO PER TUTTI FARSI DELLE DOMANDE PRIMA DI COMMENTARE, E SE NON SI HANNO RISPOSTE FORSE è MEGLIO TACERE.
SIA CHIARO CON QUESTO COMMENTO NON VOGLIO DIRE CHE SCIANDRI SIA LA PERSONA GIUSTA PER LA NAZIONALE ITALIANA QUESTO NESSUNO PUO SAPERLO, NON VOGLIO NEMMENO PRENDERE LE SUE DIFESE NE OFFENDERE NESSUNO, NEL CASO SPECIFICO LEI!
SPERO APPREZZERà QUESTO MIO COMMENTO E CHE POSSA RISPONDERE.

MATTEO PISTOIA

Tutti esperti???!!!
2 gennaio 2013 22:29 killer
A chi ha commentato pro e contro a Bettini, provo a dire la mia. Chi dice che chi è stato un buon corridore non può essere un buon Tecnico, ricordo, Vi dice nulla Il nome Franco Ballerini? Il miglior UOMO E CORRIDORE che l'Italia abbia avuto. Concordo però con chi dice che Bettini resta solo un buon corridore, e dico anche che poteva evitare di parlare per bocca di altri, oppure perché parlare a così poco tempo dalle elezioni. Altrettanto dico che non deve essere certamente lui a proporre il suo successore, dico anche che non significa nulla non essere Italiani, le Nazionali di tutti gli sport hanno un Tecnico straniero!!!! La verità e che il ciclismo andrà peggiorando se alla guida della FCI resterà Di Rocco.

INTELLIGENTE
2 gennaio 2013 22:53 resegone
Dopo tutti i fallimenti e le scelte sbagliate che ha fatto da quando è CT ora si è dimostrato intelligente come da corridore: prima di essere silurato si è inventato questo progetto x salvare la sua poltrona...anzi prenderne un'altra ancora più in alto x guadagnare di più. Ma con i pochi soldi che abbiamo a disposizione nn penso sia il caso di spenderli in questa maniera, forse sarà il caso di investirli in materiali x le nazionali minori visto che nn ne hanno nemmeno x certe trasferte.

Sara'...
2 gennaio 2013 22:53 lele
.....ma Dino Salvoldi, carriera ciclistica mediocre se non nulla, tecnico laureato, molto preparato , programmatore e i risultati parlano per lui.
Bettini ottima carriera( con diversi punti oscuri e macchioline) capacita' come tecnico, da definire.
In Italia il passaggio atleta-tecnico e' un fatto culturale radicato in tutti gli sport e questo ci condanna inesorabilmente al declino insieme al Governo dello Sport fatto di muffa e materiale scaduto!
Piangiamoci addosso e continuiamo su questa strada osannando atleti ed ex he hanno dato il loro contributo alla storia del doping.
Saluti dai monti.

X matteo51
3 gennaio 2013 01:49 valentissimo
Da quello che scrivi comprendo solo che conosci Sciandri per averlo incontrato e nulla di più.
Io sono rimasto ai fatti e quelli parlano da soli. Se un ciclista, pur potendo correre per la nostra nazione, ne sceglie un altra che gli permette di essere selezionato più facilmente in nazionale (pur essendo molto bravo), ci sta tutta, così come ci sta tutta che lui faccia il tecnico della nazionale del Paese per il quale ha gareggiato. Quello che non ci stà, è che un C.T. fallimentare (non solo nei risultati), lo proponga come la speranza suprema di un Paese che di tecnici ottimi ne ha fin troppi!
Come vedi io non ho nulla contro Sciandri ma, è questione di sistema! Bettini non può pensare di salvare il suo disastro nominando lui il suo successore e pretendendo di restare anche lui in organico. Tutti questi soldi non ci sono e se anche ci fossero, potrebbero essere spesi meglio.
Il mio sogno, sarebbe una FCI con un nuovo Presidente ed una nuova classe dirigente, magari fatta di giovani che amano il ciclismo più della poltrona!!!

parole...parole..parole
3 gennaio 2013 23:09 balilla
se un tecnico(per cosi dire) si mette in discussione,e vuol ricoprire un ruolo che gli toglie tutte le responsabilita,,mi sapete dire che credibilita puo avere?..naturalmente aumentado la sua parcella....e contorniandosi dei suoi fidi
scudieri.....mhaaa,gran belle parole .....

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