ELEZIONI. La Lombardia conferma Bernardelli presidente

| 02/12/2012 | 09:35
Eletto alla presidenza del CR lombardo della Federciclismo lo scorso 17 marzo in seguito alle dimissioni di Luigi Resnati, oggi Francesco Bernardelli, lodigiano, classe 1946, è stato riconfermato alla Presidenza del ciclismo lombardo con 292 voti validi, 52 schede bianche ed una nulla, un’elezione che lo porta al comando del ciclismo regionale per il prossimo quadriennio olimpico. Una riconferma scontata in partenza perché nessun altro Candidato si era proposto alla presidenza, ma ciò nulla toglie al valore di Bernardelli, che da sempre è riconosciuto come un valido dirigente, capacità che ha già dimostrato sia come vicepresidente prima e, poi come presidente dello stesso Comitato Regionale Lombardo fino al 2001, anno in cui assunse la carica di presidente del CP di Lodi.
Per la carica di vicepresidenti, due candidati, entrambi eletti, Daniele Maggi con 187 voti e Cordiano Dagnoni con 196, che assume la carica di vicepresidente vicario, carica che nello scorso mandato era occupata da Maggi.
Ben più ardua la competizione per la conquista dei 4 posti di Consiglieri Regionali con 9 Candidati in lizza e precisamente Adriano Borghetti che, con 161 suffragi è risultato il più “gettonato” che precede d’un soffio Fabio Emilio Perego che ne conquista 160; Al terzo posto la news entry, Paolo Pioselli con 115 voti davanti al bergamasco Raffaello Viganò, che ne conquista 103 e si riconferma consigliere completando così il quadro degli eletti (nella foto Nastasi il nuovo Direttivo, da sx: Maggi, Viganò, Bernardelli, Borghetti, Perego, Pioselli e Dagnoni).

Per cronaca diremo che al quinto posto è stato scrutinato Mario Bosisio con 83 voti, seguito da Virginio Gariboldi con 68, Benito Fornaro con 62, ottava posizione per Matteo Mazza, seguito con voti 39 da Giorgio Cavalletti.
La votazione in pratica conferma la dirigenza in carica, con la sola news entry del lecchese Pioselli mentre tutti gli altri Dirigenti sono stati tutti riconfermati.
All’Assemblea hanno partecipato 232 Società delle quali 161 con delega, con una forza voto di 350 suffragi mentre le Società assenti sono state 235.
La Commissione verifica poteri era presieduta da Alberto Maffi con Elisio Sabbadini Segretario e, Componenti Stefano Sabbadini e Lucio Cantù che ha dovuto sostituire Valerio Arosio impegnato in un pre-esame per diventare Giudice Nazionale.
Hanno partecipato all’Assemblea a titolo di invitati, oltre al Presidente Nazionale Renato Di Rocco, Vincenzo Di Cugno, 94 anni, primo presidente del CRL nel 1945.
Presenti i maggiorenti del CONI lombardo e milanese, Pierluigi Marzorati e Filippo Grassia; il vicepresidente federale Gianni Sommariva; il Presidente del CR Piemonte Rocco Marcheggiano e il CT Marco Villa con gli Olimpionici Marino Vigna, Antonio Bailetti e Mario Dagnoni e molti dirigenti del Gruppo Azzurri d’Italia.
L’Assemblea è iniziata con la presentazione di Vincenzo Di Cugno, ospite d’onore e primo presidente del CR lombardo nel 1945 quando era un giovane di 27 anni, al quale i presenti hanno indirizzato una vera e propria ovazione per ringraziarlo delle parole che ha indirizzato al presidente Bernardelli: “E’ un bravo Presidente ma, ricordatevelo, conta molto anche un Presidente onesto e Bernardelli lo è”. E’ poi proseguita poi con le premiazioni di una sessantina di atleti di entrambi i sessi, compreso il ciclismo paralimpico ed amatoriale per avere esaltato il ciclismo lombardo grazie a numerose vittorie ottenute in campo Tricolore ed Europeo in tutte le specialità dalla pista al fuoristrada e alla strada..
Bellissime le introduzioni del Presidente Renato Di Rocco: “Il Ciclismo non è quello che stanno dipingendo sui giornali” e di Bernardelli, che ha “invocato” la realizzazione di una pista coperta nel milanese ed una particolare attenzione al ciclismo paralimpico, grazie alla confermata collaborazione di Roberto Rancilio.
Non sono mancate espressioni di opinioni opposte a quelle di Di Rocco o dello stesso Bernardelli, molte accettate da Di Rocco e dal riconfermato presidente regionale, ma alcune hanno creato un po’ di dissenso, non tanto per le opinioni espresse quanto per la sede che non poteva trasformarsi in un comizio politico anche perché non era proprio la sede deputata.

Vito Bernardi
da federciclismo.it
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