ARMSTRONG. Michele Ferrari: «Solo sospetti, nessuna prova»»

| 23/10/2012 | 15:14

«IL DOPING non è una mia invenzione: mi tengo informato, ma non sono un esperto di chimica. Io consiglio metodi di allenamento, strategie alimentari, calendari di gare. Non uso farmaci».


Michele Ferrari, il medico ferrarese che ha legato la fama ai trionfi di Lance Armstrong, rompe il silenzio e difende se stesso, oltre al campione americano.


In dossier, verbali d’interrogatorio, intercettazione lei viene associato ad atleti che del doping hanno fatto largo uso.
«Lo so. Nel report della Usada il mio nome compare 480 volte, quello di Armstrong solo 200. Mi attribuiscono nefandezze e capacità solforose, come l’invenzione di una mistura magica di olio d’oliva e testosterone, da mettere sotto la lingua. O suggerire che l’Epo per endovenosa si elimina più rapidamente che iniettandolo sottocute».

Tutto falso?
«Bullshit, direbbe Lance. Eviterei la traduzione».

Armstrong è stato cancellato dal ciclismo. Quali sono oggi i vostri rapporti?
«Ci sentiamo spesso, via mail. Non abbiamo più collaborazioni sportive ma è un amico».

Su internet lei parla di ‘cospiracy’, di cospirazione.
«In tutto il dossier Usada ci sono soprattutto sospetti. Le accuse rimbalzate in Italia e che permeano le inchieste giudiziarie sono alimentate da sospetti. Prove circostanziate non esistono».

E cosa c’è allora?«Motivi economici, ragioni politiche, vecchi rancori».

Si spieghi.
«Armstrong è stato un grande campione, anche se pensi che non è stato il più forte che io abbia allenato. Ha innescato un enorme business. Però oscurava tanti, dalle squadre che non erano la sua a qualche compagno, sino all’Uci. Ha oscurato chi ha vinto i Tour prima di lui, tutti a pane e acqua ovvio; si è attirato odi in certa stampa».

Anche di lei si parla come di un mito controverso, oltre che di uno straordinario allenatore. Armstrong le avrebbe versato un milione di dollari per le consulenze, e un suo programma d’allenamento costa migliaia di euro.
«Lance ha speso molto di più in avvocati. Il resto è il mio mestiere; da vent’anni non faccio più il medico di una squadra, non vado neppure alle corse».

E sul doping è innocente.
«Non sono mai stato trovato con la pistola fumante in mano. O bastano sospetti e perquisizioni, più o meno casuali, a sancire la colpevolezza?».

Sembra la frase del ’94 che suscitò enorme caos: ‘il doping è quello che risulta dai controlli’. Lo pensa ancora?
«Oggi direi anche che è doveroso fissare paletti, e garantire controlli uguali per tutti: siamo certi che sia così?».

La lotta al doping ha fatto passi avanti.
«Non ha risolto i problemi. I sospetti aumentano, gli atleti continuano a usare farmaci proibiti, rischiano l’illegalità e la salute. Tutto ciò non si risolve col proibizionismo o alimentando false leggende».

Non è una leggenda la nocività dell’Epo.
«E’ illecita nello sport, non è veleno. E’ prescritta in qualche terapia anticancro, o sbaglio?»

Il ciclista Bertagnolli dice in un interrogatorio di averne discusso con lei i metodi di assunzione.
«E’ quel che dice lui. Attenda, la verità è molto diversa».

Qual è la sua verità?
«Che è comodo individuare uno o due ‘re del male’, ovviamente a posteriori, e tacere altri aspetti. Ad esempio che nel ciclismo, diversamente dal calcio, l’atleta non è un bene della squadra: viene spremuto, deve vincere subito a prescindere dalla durata e dalla salute. E’ chiaro che c’è chi cerca scorciatoie; spesso si tratta di seconde schiere che per colmare il gap che un’ingiustizia genetica ha inflitto loro, si buttano sul doping».

Non era una seconda schiera Alex Schwazer.
«Nella sua vicenda non c’entro, abbiamo effettuato test di allenamento, di doping non s’è minimamente accennato».

Capita di accennare?
«E’ un argomento di conversazione. Ma quando si è rivolto a me qualche atleta dedito al doping, io ho proposto alternative: invece dell’Epo sintetica, training in ipossia in altitudine. Al posto di testosterone e anabolizzanti, cibi che hanno effetti migliori. Quando qualcuno insisteva, io gli dicevo ‘butta via tutto’. Quelli lì, non li ho più visti nel mio camper. Bertagnoli compreso».

da «www.quotidiano.net», del 23 ottobre 2012

Copyright © TBW
COMMENTI
MIGLIORE
23 ottobre 2012 20:12 andrea21
Semplicemente IL MIGLIORE!!!!

Semplicemente
23 ottobre 2012 21:10 fido113
Troppo avanti.........e la nediocrità si danne chiacchiera.

Ferrari
23 ottobre 2012 22:03 Partanna
Concordo in pieno post precedente. Persona preparata ed acculturata, in mezza frase ha messo bertagnoli al posto che gli compete.
Mitico

VELO PIETOSO
23 ottobre 2012 22:51 ewiwa
Un santo!!!!!!

SCHUMI
23 ottobre 2012 22:56 simo
Schumi parla,in fondo è lui-il campionissimo dell'emocromo-il vero divo del ciclismo alla Armstronz.
Che,da movimenti bancari,l'ha omaggiato con 1029754 dollari.
Quando c'è la passione c'è tutto.
A proposito,il texano fu beccato diverse volte.
Nel 1999 per un corticosteroide.
Nel 2001 al test dell'epo.
Il passaporto biologico del rientro era peggio di molti sospesi.
E nel 2005,rianalizzando le provette del Tour'99 trovarono sei positività...
Good luck and good nite.

Emerson Fittipaldi

La "bullshit" di Ferrari
24 ottobre 2012 09:51 Bartoli64
Io credo che la vera “bullshit” stia solo nelle parole dell’acculturato Dott. Ferrari che, imperterrito, continua ancora a difendere chi NON può proprio essere più difeso (lui per primo).

Il Dott. “Testarossa” (com’è soprannominato nell’ambiente) afferma che lui non è stato trovato mai nemmeno con la classica “pistola fumante” in mano, mentre Armstrong non è mai stato trovato positivo(!?)

Per il Codice di Procedura Penale italiano (art. 192 per l’esattezza) l’esistenza di un fatto può essere desunta anche da indizi che siano gravi precisi e concordanti e non credo che i codici di altri Paesi (magari giuridicamente ancor più avanzati) non contemplino norme più o meno simili alle nostre.

E se “gravi, precise e concordanti” non sono le dichiarazioni rese da almeno 15 testimoni sul conto di Armstrong (e sulle “prestazioni” del suo dottore) cosa lo sono? La “bullshit” di Ferrari?

Bartoli64

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Con Andrea Agostini (capo operazioni UAE), che era al traguardo a Montreal, per capire meglio i perché dell’incredibile successo di Brandon Mc Nulty al mondiale. Con Alex Carera (il manager di Tadej Pogacar) per capire la situazione sanitaria dello sloveno...


Il ciclismo, sotto la guida di David Lappartient, è impegnato da anni nel progetto di mondializzazione ma... può andare anche oltre. Già perché l’ex ciclista e pluricampionessa statunitense Christina Birch si sa preparando a volare in orbita come astronauta di...


La maglia più prestigiosa del ciclismo mondiale farà il suo debutto al Giro dell’Emilia Granarolo: la UAE Team Emirates-XRG ha ufficializzato la presenza di Brandon McNulty alla gara organizzata dal Gruppo Sportivo Emilia, in programma sabato 3 ottobre da Ferrara...


Si è spento all’età di 92 anni nella sua Variano di Basiliano, Sereno Pontoni: nel mondo del ciclismo è stato direttore sportivo ma anche pilota dell’auto di giuria al Giro del Friuli. Ed era zio di Daniele Pontoni, attuale commissario...


Da casa UAE Team Emirates-XRG arrivano buone, anzi splendide, notizie. Il management della squadra emiratina ha infatti confermato che ai cancelli di partenza della Coppa Agostoni-Giro delle Brianze 2026, in programma domenica 4 ottobre, ci sarà anche il nuovo campione...


ìSabato 3 ottobre si torna sulle strade italiane per il Giro dell’Emilia, uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario nazionale. La formazione della Bardiani-CSF 7 Saber sarà composta da Alessio Martinelli, il modenese Luca Paletti, Vicente Rojas, Manuele Tarozzi, Filippo...


Spesso si pensa che i sogni troppo grandi siano impossibili da realizzare, poi succede che all'improvviso tutto diventa reale, che i desideri non solo si realizzino ma che vadano oltre a quanto tu abbia mai immaginato. A quel punto non...


Lennart Jasch sta correndo il tour de Langkawi da vero padrone. Dopo la vittoria nella seconda tappa a Gunung Jerai il tedesco del Team Tudor sta muovendo la squadra da vero veterano, controllando, dosando le energie e dimostrando di essere...


Uno degli argomenti su cui si ritorna sempre, prima e dopo il Mondiale di ciclismo su strada, è l’uso delle radioline. Se questo mezzo di comunicazione tra corridori ed ammiraglia è sempre in uso durante la stagione, quando a scendere...


Il suo programma era quello di chiudere la carriera al prossimo Lombardia, ma la sorte ci ha messo lo zampino e con tutta probabilità anticipato le scelte di Ion Izagirre. Lo spagnolo della Cofidis, infatti, è caduto ieri in allenamento...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra