MOSER. «Italia, hai buoni corridori ma nessun campione»
| 03/10/2012 | 09:27 Il Mondiale e il Lombardia hanno praticamente mandato in archivio una stagione deludente per i colori azzurri, mentre il nuovo Giro d’Italia stuzzica la fantasia degli appassionati per le difficoltà del tracciato. Il ciclismo è alla ricerca di un campione che servirebbe per lottare ai massimi livelli nei Giri e nelle corse in linea. Francesco Moser, l’italiano che ha conquistato il maggior numero di vittorie, cerca di spiegare i motivi di questa crisi. «E’ un periodo di magra, soprattutto nelle classiche dove non siamo competitivi». Le conferme sono arrivate al Mondiale e al Lombardia. «Erano gli ultimi due importanti appuntamenti e siamo mancati completamente. Nella corsa iridata Nibali ha sbagliato i tempi, finendo per favorire Gilbert. Al Lombardia i nostri sono spariti nel momento cruciale, quando si decideva la corsa. La verità è che, per le gare di un giorno, siamo messi davvero male». Ma il Nibali del Tour le è piaciuto? «Ha effettuato un paio di scattini e si è piantato... Poca roba per impensierire i più forti». Eppure si è parlato tanto del suo coraggio e del terzo posto finale. «Nibali è solo un buon corridore, non un campione. Ci vuole ben altro per meritare questo titolo. Ci prova, ci prova, però gli manca sempre qualcosa». Nonostante tutto, l’Astana gli garantirà quasi 3 milioni di euro a stagione. «Beato lui. Ai miei tempi i corridori erano più forti e guadagnavano di meno. La gente si esalta per poco, perché ha poco per cui esaltarsi». Cosa pensa della parabola discendente di Cunego? «Ha cominciato alla grande la carriera, vincendo il primo Giro. Sembrava un fenomeno ma, pur conquistando altre corse importanti, negli ultimi anni, ha fatto poco. In questa stagione ha seguito la scia degli altri: ha dato l’impressione di esserci, però non è mai arrivato. Ormai è al crepuscolo». Sono tre edizioni che gli azzurri non conquistano una medaglia al Mondiale: perchè? «Purtroppo abbiamo tanti mezzi corridori e nessun elemento di punta. Così gli avversari dominano e vincono». Si aspettava qualcosa di più da Bettini ct? «Non mi sento di colpevolizzarlo, perché il materiale che aveva a disposizione era scarso. Purtroppo non ci sono più né i Moser, né i Bettini». Sono meno bravi gli italiani o sono gli stranieri a essere cresciuti? «Entrambe le cose. E’ in atto un ricambio generazionale che, purtroppo, prosegue da molto e, al tempo stesso, gli altri Paesi stanno proponendo corridori nuovi, preparati, forti». E’ un ciclismo che sta cambiando? «Decisamente. Siamo davanti alla globalizzazione di questo sport. Una volta Italia, Belgio, Francia, Spagna, dominavano e vincevamo. Poi sono arrivati i corridori dell’Est, dell’Australia, del Canada, dell’Inghilterra. E tutto è diventato più complicato. Io conoscevo le caratteristiche dei miei avversari, dove potevano attaccarmi e dove li potevo staccare. Oggi, nel gruppo, la maggior parte dei corridori neppure si conosce. Si parlano tante lingue e, tatticamente, è diventato difficile anche interpretare le corse». Con Wiggins, che ha vinto alla grande il Tour, sembra nata una nuova stella. «Andiamoci piano. Ha conquistato la maglia gialla perché il Tour è stato disegnato apposta per le sue caratteristiche. Non credo riuscirebbe a fare il bis con un percorso diverso. L’unico veramente grande mi pare Contador». Più forte Wiggins o più forte la squadra? «La squadra, senza dubbio. Nel ciclismo attuale, anche nelle tappe più impegnative, arrivano in quaranta-cinquanta ai piedi dell’ultima salita. Poi si decide tutto, ma i distacchi sono minimi. Una volta i capitani dovevano prendere in mano la situazione prima. L’inglese ha avuto a disposizione una formazione che ha fatto quello che voleva, mentre lui ha fatto valere le qualità di cronoman». Le speranze che si appuntano sul nuovo Moser, suo nipote Moreno, sono giustificate? «E’ un ragazzo che ha numeri interessanti, che sta maturando, che ha fatto vedere cose importanti al primo anno da prof. Lo vedo determinato, quindi non dovrebbe perdersi. Però, per dire se diventerà un grande corridore, bisognerà aspettare un paio di anni. Ma sono felice di vedere un altro Moser tra i protagonisti del gruppo». Le piace il prossimo Giro d’Italia? «Un tracciato davvero impegnativo, con tante salite e con una crono molto lunga che farà danni». Un Giro che tutti ipotizzano spettacolare. «Non è detto che tante salite producano automaticamente spettacolo. Prendiamo, a esempio, l’ultimo Lombardia. Tutti hanno sofferto sul Muro di Sormano, reinserito dopo cinquant’anni, ma sul Ghisallo, dove i corridori dovevano attaccare, hanno passeggiato perché erano stanchissimi. Bastano anche un paio di salite dure per divertire e fare la selezione, quando un corridore ha gambe e classe». Quanto dovremo aspettare per un nuovo campione italiano? «E’ difficile da dire. Ci sono dei giovani validi, ma dovrebbero curare maggiormente la pista e la mountain bike, che sono specialità dove gli stranieri eccellono. Wiggins viene dalla pista, Hesyedal ed Evans sono stati biker. Dobbiamo adeguarci, lavorare e aspettare».
pungente e tagliente il Francesco Moser, forse, anche troppo..sopratutto su Nibali...dispiace...leggere certi commenti, per carità, personali...ma definire NIBALI solo un buon corridore...mi pare riduttivo...: 1 Vuelta, podi al Giro di Italia e Tour...insomma...
Francesco Conti.
Bravo Francesco!
3 ottobre 2012 13:17magico47
...La bocca della verità,mi piacciono le persone che dicono quello che pensano,in specialmodo se corrisponde alla verità.
...Noi abbiamo tanti bei "gregari"....ma per quali CAPITANI Italiani lavorano?
..Questo è il problema!Speriamo in un ricambio "veloce"!!!
Loriano Gragnoli DCI
Peccato...
3 ottobre 2012 14:54Fra74
..mi ero illuso che il Sig. Gragnoli potesse avermi quotato...svista di omonimia..cmq, mio papà non mi ha chiamato così in onore di MOSER,almeno spero... :)
Francesco Conti.
3 ottobre 2012 15:00dopatodichianti
è perché non si allenano bene come facevi tu! FENOMENO!
XFra
3 ottobre 2012 18:14velo
Nibali, ha ragione moser di dire che non è un campione ma un buon corridore, l'abbiamo visto all'ultimo campionato del mondo. Oggi non ci sono più i campioni se confrontiamo Marco Giovannetti pure lui vincitore di una vuelta, maglia bianca al giro, trofeo dello scalatore, uci road ranking 1990, oro nel quartetto, non ha avuto la popolarità di Nibali questo dimostra che allora c'erano campioni con la C cordialmente Drei(non mi scambi con Drei campione o Drei DS)
3 ottobre 2012 19:45lele
"Andiamoci piano. Ha conquistato la maglia gialla.........
Non credo riuscirebbe a fare il bis con un percorso diverso"
Ma di chi parla? Forse autobiografia?
Arrogante e presuntuoso come sempre.
Mi auguro che qualora uscira' il film documentario finlandese in cui si parla anche dei periodi d'oro dello sport italiano, avra' la stessa supponenza che lo contraddistingue.
Condivido al 99%
3 ottobre 2012 19:52Bartoli64
Lo Sceriffo è sempre stato un gran brotolone e quando si schiera politicamente coi leghisti (lui grande ex DC), tirando fuori vecchie storie su presunte agevolazioni ai corridori della vecchia URSS diviene persino comico ma, stavolta, bisogna riconoscere che la sua grandisima esperienza e competenza è venuta fuori tutta.
Condivido al 99% il suo pensiero, questo perchè con Nibali è stato un tantino impietoso, però è sacrosanta la sua analisi quando afferma che la gente si esalta per poco perchè ha poco di cui esaltarsi.
Quanto alla sua carriera invito chi lo critica a fare un distinguo fra la 1^ e la 2^ parte (quella dal Record dell’Ora in avanti).
Nella prima parte della sua storia di corridore e di Campione non credo che si sia avvalso di chissà cosa rispetto ai suoi colleghi, anche se ricordo bene un’intervista al Dott. Ferrari il quale dichiarò che nell’ultima squadra dove ha militato Moser (e dove Ferrari era il medico sociale) pastiglie di ogni genere spuntavano fuori pure dai sedili delle ammiraglie.
Con questo NON dico che Ferrari sia venuto a ripulire l’ambiente, bensì che la “medicalizzazione” selvaggia regnava sovrana e con molti più prodotti rispetto agli ormoni peptidici che, putroppo, irruppero pochi anni dopo nell’ambiente sostituendo tutti (o quasi) i vecchi “prodotti” sino ad allora utilizzati.
Bartoli64
lancia per Nibali
4 ottobre 2012 01:14lupin3
ok, non sarà un super... ma ha iniziato la stagione in Argentina facendo bene, poi ha vinto la Tirreno Adriatico, poi ha attaccato sul Poggio di Sanremo, poi ha attaccato in modo ESALTANTE alla Liegi perdendo da uno che si è visto solo quel giorno lì, e vabè,...al campionato italiano è stato protagonista, al Tour ha fatto terzo con un percorso non favorevole, ha vinto al Padania, protagonista al mondiale e al Lombardia era lì fino all'ultimo.
Allora: trovatemene un altro nel ciclismo di oggi. Quest'anno c'è stato Rodriguez ok, e basta.
Per cosa dovremmo esaltarci Moser?
nibali campione
4 ottobre 2012 13:13miky700
caro moser come fa a giudicare un nibali che mi fa un 1°posto alla vuelta,un secondo al giro,un terzo al tour,un corridore che solo con le sue forze senza un adeguato supporto dalla squadra ha fatto rabbrividire gli italiani davanti alla tv,un nibali che solo con le sue forze ha convinto l'astana a puntare su di lui,lei che forse li ha presi per imbecilli visto che gli costa quasi 3 milioni di euro l'anno,sono parole sue moser,lei che mi giudica wiggins non un ottimo corridore e che ha vinto grazie alla squadra,caro moser lei ha vinto tanto ma non e riuscito a vincere l'umilta' di non giudicare chi con le sue gesta ha avvicinto tantissima gente a questo sport.
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