PISTA. Il velodromo Pierino Baffi chiude. Nel silenzio federale

| 24/06/2012 | 09:14
Un altro santuario del ciclismo che chiude, un’altra pista delle due ruote che rimane inaccessibile a chi in questo sport ci crede. Il velodromo Piero Baffi di Crema è chiuso, e a indicarlo c’è, ormai da tre settimane, solo una desolante catena sul cancello.
Lì dove il ciclismo italiano ha vissuto un pezzo della sua storia e dove hanno corso i grandi campioni del passato, da Coppi a Moser passando per una rara kermesse in pista disputata da Marco Pantani, e dove si sono formati gli specialisti cremaschi Villa, Quaranta e Baffi, non si sente il sibilo delle ruote che girano o gli incitamenti dei direttori sportivi, ma solo silenzio.
Un silenzio assordante che nessuno vuole però ascoltare e che per ragioni burocratiche tra Coni Servizi e Sai, la società proprietaria dell’impianto degli ultimi cinque anni, nega ai ragazzi dell’Unione Ciclistica Cremasca la possibilità di allenarsi in pista nel pieno della stagione agonistica.
Salta così il lavoro di rifinitura in vista dei Campionati Italiani giovanili su pista, e mentre i giovani corridori chiamano e chiedono aggiornamenti sulla propria “casa ciclistica”, tutto attorno le acque restano ferme.
Dopo che la Sovraintendenza ha posto un vincolo alla struttura in quanto bene pubblico da oltre cinquant’anni, infatti, il contratto tra la società privata Sai e il Coni Servizi è cessato a fine maggio, ma in attesa del passaggio di consegne a quest’ultimo previsto per luglio, il velodromo rimane chiuso (nonostante sia a costo zero per l’azienda e perfettamente funzionante) fino a data da destinarsi.
Così, mentre si aspetta una valutazione dell’immobile da parte del Coni Servizi, ci si chiede dove sia finito l’impegno della Federazione nel voler rilanciare il ciclismo su pista: nessun incontro, nessuna pressione per cercare di risolvere la situazione di stallo e, mentre il Velodromo Pierino Baffi rimane vuoto, lanciamo la provocazione: cosa è disposta a fare la Federazione per riaprire una delle poche strutture da pista in Italia? Per ora c’è solo silenzio.

comunicao stampa Uc Cremasca
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COMMENTI
Ma da chi siamo rappresentati?
24 giugno 2012 10:59 magico47
Come il Vigorelli anche questa struttura che rappresenta il "Ciclismo veloce" va a morire.
Il Ciclismo tutto avrà vita breve con questi "Signori" che sono ai vertici di questa discliplina sportiva,loro hanno solo una passione...e NON è il CICLISMO!...ma la poltrona!

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Loriano Gragnoli DCI "ancora per poco"

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