ATTACCHI & CONTRATTACCHI. W le partenze all'estero

| 07/05/2012 | 17:30
di Cristiano Gatti

Il Giro torna in Italia, c’è almeno un innegabile vantaggio: si chiude il piagnisteo patetico e demagogico di quelli che “come fa il Giro d’Italia a partire in Danimarca?”. In tutti questi giorni ci hanno rotto le scatole con le loro domande fintamente ingenue – “se si chiama Giro d’Italia, perché andare all’estero?” – e con i loro pistolotti moralisti, del tipo “è finita la visione romantica della corsa rosa, ormai domina il business”.
Ma tu pensa la scoperta. Ma tu pensa l’indignazione. Viviamo in un mondo e in un’era (glaciale) dove contano solo denari e interessi, la gente vende tranquillamente madri e figlie per un minimo guadagno, e proprio in mezzo a questo bel mondo evoluto soltanto il Giro d’Italia dovrebbe vivere di poesie e candori. Ma che vadano al diavolo, queste anime belle dal cervello seppiato. Non prendiamoci in giro, non raccontiamoci favolette: all’estero, quanto meno a Groeningen, ad Amsterdam, a Herning, restando agli ultimi tre sconfinamenti rosa, il Giro ha trovato sempre quello che in Italia fa sempre più fatica a trovare. Cioè calore umano di folle festanti, passione degli amministratori locali, finanziamenti cospicui, certi e puntuali. Soltanto quest’ultimo capitolo, ultimamente, non è cosa da poco: lo sanno tutti che tanti comuni italiani dei Giri passati ancora non hanno pagato il concordato, e chissà quando mai si decideranno a farlo, con i tempi che corrono. Passando poi al ramo passione popolare e festa rosa, non c’è proprio gara: le partenze in questi Paesi ciclofili è qualcosa che resta nel cuore e nella memoria. Tutte le comunità in strada, bandiere rosa ovunque, rosa le fontane, rosa le aiuole, rosa i capelli e le guance dei meravigliosi bambini biondi.
Questa è la partenza del Giro all’estero, là dove il Giro è ancora un evento storico. Un successone clamoroso e toccante. Dentro i nostri confini non si può sempre dire lo stesso. Ricordo alcune partenze gelide e imbarazzanti. Ricordo vigili incazzati come bisce perché devono lavorare agli incroci, automobilisti sclerati pronti a fare stragi di ciclisti, passanti che chiedono infastiditi quando saranno rimosse le transenne. Ostilità e tuttalpiù sopportazione, questi gli ingredienti umani di troppe partenze rosa. E più la località è grande, più è palpabile il disgusto. Io mi sono fatto una mia teoria, sull’impietoso confronto: all’estero non vedono l’ora che il Giro arrivi, in Italia non vedono l’ora che se ne vada. Questa la vera differenza.
Quanto poi alla domanda idiota – “se è un Giro d’Italia, perché portarlo all’estero” – non c’è bisogno di sprecare troppo tempo. Cerchiamo di esportare macchine sportive, moda, gastronomia, piastrelle, scarpe e borsette, perché mai non dovremmo esportare anche questa griffe sportiva, una delle ultime eccellenze che ci restano, soprattutto là dove la amano così tanto e dove ce la pagano così bene?
Lo confesso: sono solo felice di ricominciare a vagare per città, borghi e vallate del mio amatissimo Paese, il più bel Paese del mondo nonostante le devastazioni ottuse e palancaie dei suoi abitanti. Però questo non contrasta minimamente con il ricordo bellissimo di queste partenze emigranti: per qualche giorno, abbiamo riprovato il gusto e l’orgoglio di sentirci italiani, invidiati e applauditi da intere popolazioni. Per simili emozioni dovremmo pagare noi, invece ci pagano pure loro.

Copyright © TBW
COMMENTI
Bravo!
7 maggio 2012 21:36 sambari
Condivido al 100%. Questo è un pezzo da incorniciare.
Bravo direttore!

8 maggio 2012 07:42 foxmulder
Chapeau! Intervento di una lucidità disarmante.

ed io aggiungo.......
8 maggio 2012 08:20 passion
in tutto questo l'amata Gazzetta dello Sport fa il resto!!!!!!!!..........

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Nella splendida cornice del Museo della Marineria di Cesenatico si è svolto,  venerdì sera, l’incontro promosso dal Comitato Regionale Emilia-Romagna della FCI insieme alla Commissione Regionale Direttori di Corsa, un momento di confronto concreto e partecipato dedicato al tema della...


Un Paese in strada per Il passaggio del Tour du Rwanda, settimana che alterna clamore e atmosfera degna in assoluto di un gran giro europeo. Si dira’ che Il Mondiale ha avuto come premessa irrinunciabile la manifestazione giunta nel 2026...


La Tudor Pro Cycling Team ha ritrovato il sorriso: dopo le cadute di ieri alla Omloop Nieuwsblad e oggi alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, il team di Fabian Cancellara ha ottenuto il secondo posto con Luca Mozzato e il terzo con Matteo Trentin....


Brutta tegola per la UAE Emirates XRG: coinvolto in una caduta quest'oggi sulle strade della Kuurne-Bruxelles-Kuurne, il campione belga Tim Wellens ha riportato la frattura della clavicola destra. Il dottor Adrian Rotunno, responsabile medico della società emiratina, spiega: «Tim verrà...


Alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne il successo è andato a Matthew, che diventa così il più giovane vincitore di sempre di questa Classica, che chiude il weekend di apertura delle corse in Belgio. Con i suoi 20 anni e 207 giorni, il britannico...


Davide Donati domina la classifica generale (anche tra i giovani) della Coppa Italia delle Regioni, confermandosi protagonista della stagione con 110 punti. Alle sue spalle, Gianmarco Garofoli e Filippo Zana si contendono le posizioni di vertice, con Zana primo anche...


Vittoria di Charlotte Kool nell'edizione 2026 della Omloop van het Hageland. L'atleta della olandese, alla prima vittoria con la maglia Fenix-Premier Tech,   si è imposta in volata avendo la meglio su Lara Gillespie (UAE Team ADQ), seconda come nel 2025, e Shari...


Matthew Brennan conferma tutte le sue doti e mette a segno un bel colpo conquistando il successo nella Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Il giovane britannico della Visma Lease a Bike ha firmato la volata vincente conquistando il suo successo numero 14 nella massima...


Il Giro di Sardegna 2026, il primo a disputarsi da quindici anni a questa parte, ha avuto indiscutibilmente in Filippo Zana e Davide Donati i suoi uomini più rappresentativi. Il primo, a secco di vittorie da oltre due anni...


Successo al fotofinish di Christian Fantini nel 24simo Gran Premio De Nardi per dilettanti svoltosi a San Fior di Castello Roganzuolo in provincia di Treviso. Il corridore reggiano della Solme Olmo Arevedi ha superato di pochi centimetri Kevin Bertoncelli, bergamasco...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024