IL MATTINO. Cesaro fiore all'occhiello della Campania

| 01/01/2012 | 16:56
E' un bell' esempio di sport e di ciclismo, Roberto Cesaro, il ragazzo di Bellona, unico professionista campano ad aver vinto nella stagione 2011. «Non esiste Natale, non esiste Capodanno, per chi vuol fare seriamente questo mestiere,...o meglio esistono pure, sì, ma solo dopo aver lavorato per bene, di mattina, anche in quei giorni sacrosanti...», è la sua ottima filosofia. 25 anni appena compiuti, allevato alla bici dal fratello Aurelio e dal padre Alessandro, «ed ancora oggi ascolto prima di ogni altro i loro consigli», Roberto Cesaro, dopo un proficuo apprendistato da dilettante in Toscana, nelle fila della Cargo Compass di Marcello Massini, «un maestro, più che un direttore sportivo...», era passato professionista nel 2010,
con la Miche.
E proprio nell'anno che si avvia a conclusione aveva colto il primo - e solo per ora unico - successo nella categoria maggiore. 29 marzo 2011, un sole da incorniciare, Marrakech, quarta tappa del Giro del Marocco. «E pensa la soddisfazione, per me che sono un passista veloce, il mio idolo è appunto Tom Boonen, ad aggiudicarsi il tappone più temuto della corsa, con una vetta da valicare, una specie di “Cima Coppi”, che arrivava a 2700 metri di altezza...».
Unico successo campano, nel ciclismo che conta, per il 2011 uscente, Cesaro si appresta così ad affrontare con una convinzione sempre maggiore la stagione  a venire. Ed anche, in aggiunta, con un certo qualsenso di responsabilità morale. «Non ci saranno più, in gruppo, per motivi diversi, si sa, D'Amore e Riccio, Muto ed Illiano, ed io mi sento una specie di piccolo riferimento del ciclismo campano, senza presunzione...».
Forse allora, non sarà un caso che Cesaro, per il 2012, cambi casacca, lasciando la Miche di Rebellin e Schumacher, e raggiunga, nel ruolo di giovane capitano, il Team Meridiana, la formazione salernitana diretta da  Antono Giallorenzo, che resta l'unica squadra professionistica della Campania: e del Centro-Sud, per inciso.
«Vincere all'estero è splendido, in Marocco conquistai pure la maglia verde di miglior scalatore, per un giorno ti senti davvero padrone del mondo, mi ricordo pure il quinto posto a Tabriz, in Azerbaijan ed un piazzamento in Spagna, alla Vuelta Asturias, ma spero nel 2012 di poter correre molto di più, e di vincere, proprio sulle nostre strade», precisa Cesaro. Con una prima scadenza, l'apertura a Donoratico, il 4 febbraio.
Ed intanto, in una settimana fatta da sette giorni di calendario senza vacanze, Cesaro continua a tessere un allenamento puntiglioso, fra Caiazzo e Sessa Aurunca, la Fagianeria e Caserta Vecchia, con la dedizione dei suoi tifosi particolari, primi fra tutti Gina, la fidanzata, paziente e saggia come ogni compagna di un ciclista che si rispetti, e Roberto Di Vasto, che a San Tammaro inaugurerà presto il primo 'Roberto Cesaro Club'.
«Mi fanno compagnia in tanti, nuove leve come Maddaluno, Merolese, Falco, e cicloamatori appassionati, ed è bellissimo tanto amore, qui a Caserta, sembrano le Fiandre del mio mito Boonen, nonostante il traffico nostro faccia paura.... E mi chiedo, sai, quando mai ci sarà nuovamente un Giro della Campania».
«Per la loro fantasia, innanzitutto, prima ancora che per la mia segreta speranza».
 
Gian Paolo Porreca
da 'Il Mattino - Ed. Caserta', 31 dicembre 2011
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