| 16/09/2005 | 00:00 Ennesimo dietrofront, stavolta nella direzione del ritiro. Lance Armstrong ha annunciato di non voler tornare a correre, rivedendo, di fatto, le recenti dichiarazioni con cui aveva fatto presagire un suo ritorno al Tour de France per risponde al pubblico ed alla stampa transalpina in seguito alle accuse di doping ricevute dal quotidiano L'Equipe lo scorso mese. ''Sono felice per come e' andata la mia carriera e sono felice per la maniera in cui si e' chiusa'', ha detto il texano riferendosi al suo settimo successo consecutivo al Tour. ''In nessun modo tornerei li', sarebbe una follia, quindi diciamo tutti che io non tornero''', ha aggiunto facendo sempre riferimento alla Grande Boucle. Armstrong, che ha ribadito la versione della ''caccia alle streghe'' ordita a suo dire dalla stampa francese contro di lui, si e' detto ''stanco'' della vicenda: ''Ora non potrei tornare in Francia pensando di avere giustizia in gara, nei controlli antidoping o negli alberghi''. Secondo L'Equipe alcuni campioni di urine prelevati ad Armstrong in occasione del Tour del 1999 sono risultati positivi a dei test di routine effettuati nel laboratorio transalpino di Chatenay-Malabry. Ieri il presidente della Wada, Dick Pound, ha indicato il presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale, Hein Verbruggen, quale fonte decisiva per lo scoop del quotidiano sportivo francese.
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Sono dodici gli italiani che domani a Monaco si attaccheranno il numero sulla schiena e affronteranno la crono di apertura della Vuelta España numero 81. Nessuno di loro punta a far classifica, alcuni andranno a caccia di tappe, altri saranno...
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Sette arrivi in salita, quattro tappe di media montagna, oltre 58mila metri di dislivello: è la Vuelta più dura di sempre, almeno a sentire chi l’ha disegnata. Si comincia ancora fuori dai confini, nel Principato di Monaco, con una breve...
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