PARACICLISMO. Anche Farroni veste la maglia iridata

| 11/09/2011 | 17:33
Si è tinto d’azzurro il cielo di Copenaghen, capolavoro firmato Giorgio Farroni che poco dopo il mezzogiorno ha fatto suonare l’Inno di Mameli sul gradino più alto del podio dei Campionati del Mondo.
Campione pluririconosciuto per i suoi numerosi risultati internazionali tra cui prove di Coppa del Mondo e prove di Coppa Europa, Farroni si era già laureato campione del mondo nel 2009 e questo bis gli apre direttamente le porte per le Olimpiadi di Londra 2012, obiettivo che ora può raggiungere più tranquillamente
Fin da inizio stagione la D’Angelo & Antenucci Nippo Corporation credeva fermamente nelle capacità atletiche di Farroni sostenendolo nella sua scalata verso Londra e oggi la gioia è davvero tanta soprattutto perché lo si è voluto in squadra come vera parte integrante del gruppo abbattendo una delle barriere del mondo paracycling facendo diventare Farroni il primo atleta disabile tesserato tra i professionisti.
«È stata una corsa strana dove ho dato talmente tutto da aver esaurito completamente tutte le forze ma sono anche molto molto contento perché questa vittoria è stata cercata e lottata fino alla fine – ha raccontato Farroni dopo aver indossato la maglia iridata – Pronti, via, sono andato subito in fuga per sfoltire il gruppo ed eliminare subito avversari. Alle mie spalle stava arrivando un portacolori inglese così visto che l’andatura era già molto sostenuta, ho scelto di aspettarlo per poter avere dei cambi e rifiatare un po’. Il gruppo però è sopraggiunto così ho forzato ancora fino a tenere con me soltanto 5 corridori. Purtroppo a tirare eravamo solo in 3 così oltre far fatica, mi sono anche dovuto arrabbiare perché non collaboravano. Alla fine sono stati premiati i nostri sforzi perché a 3 km dal traguardo siamo rimasti in 4. Lì ho forzato ancora e ai 500 metri ho messo il rapporto più duro per affrontare una volata lunga. Eh, per vincere bisogna anche rischiare di perdere… La gioia è stata tanta ma aveva un gusto differente da quella provata nel 2009: oggi c’erano veramente tante difficoltà n più inoltre ero il favorito e marcato a vista. E’ stata veramente una vittoria sudata e credetemi, quando si vuole fermamente qualcosa e la si riesce a conquistare tra le difficoltà, è un’emozione che si fa fatica a descrivere».
Un successo che è arrivato dopo momenti anche di sconforto ma che Farroni è riuscito a superare con la sua enorme grinta che lo contraddistingue da sempre.
«Il 4° posto alla cronometro mi aveva moralmente abbattuto ma la tutta la nazionale mi è stata vicino e oggi ho lottato. – ha spiegato – Mi ha lasciato l’amaro in bocca vedere vincere un atleta tedesco (che oggi ho avuto la soddisfazione di battere) non proprio “paracycling” ignorando le polemiche ed i reclami firmati da quasi tutte le nazionali. Oggi era al via ma di me ha visto solo la schiena a traguardo. Ero contento anche per questo oggi, per essere riuscito a batterlo. A chi dedico questo titolo mondiale? Soprattutto a me… perché l’ho cercato con tutte le mie forze ed ottenuto, un risultato che è arrivato non per caso ma che è stato cercato. Una dedica comunque va alla mia famiglia che mi è sempre accanto, alla D’Angelo & Antenucci Nippo che, facendomi passare professionista mi ha dato ancor più motivazione, alla nazionale che mi è stata vicino ed a tutti coloro che hanno sempre creduto in me. Ora lavoro per le Olimpiadi di Londra con più serenità».
E oggi la D’Angelo & Antenucci Nippo Corporation può aggiungere al suo ricco palmares stagionale anche la vittoria al Campionato del Mondo. A Farroni, tra gli altri, sono giunti i complimenti di Alfredo Martini e di Andrea Bartali, figlio del grande campione Gino.

comunicato stampa
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