COMPLEANNO. Tanti auguri Ole Ritter: 70 anni oggi

| 31/08/2011 | 16:39
Una vita per il ciclismo, quando questo era ancora autentico, è ciò che rappresenta oggi Ole Ritter, splendido settantenne in piena forma che festeggia il 3 settembre presso il parco Tivoli di Copenaghen con gli amici più intimi e provenienti da tutto il mondo che lo hanno conosciuto, apprezzato come uomo e grande corridore.
E' stato primatista dell'ora nel '68 a Città del Messico a 27 anni, con 48,653 km percorsi e dopo che Merkhx glielo tolse nel 1972, tentò di riprenderselo in maglia Filotex con l’aiuto del ds Valdemaro Bartolozzi e del massaggiatore Piero Pieroni.
Da dilettante vinse moltissime gare tra cui spiccano tre medaglie d'argento ai mondiali del 1962 e del 1968 tra strada e pista mentre da professionista ha vinto 27 gare tra cui tre tappe al Giro d'Italia e tre campionati danesi. Finì la sua carriera nel 1978 per poi diventare importatore esclusivo di molti marchi importanti del ciclismo ma anche abile dirigente e commissario tecnico della Danimarca.
Durante la festa verrà proiettato un filmato che ripercorre tutti i momenti più salienti della carriera di Ritter e dei corridori che ha lanciato con i team Fanini.
Nei primi anni 80, essendo grande amico di Ivano Fanini iniziò con le sue squadre a portare giovani promesse danesi in Italia che Fanini selezionava per lanciarli nel professionismo.
Da allora il ciclismo danese ha avuto una svolta storica. Arrivarono in casa Fanini decine e decine di atleti. Il primo è stato Jesper Worre, oggi capo della Federazione Danese e dei prossimi mondiali, che conobbe il ciclismo internazionale grazie a Fanini, dando numerose vittorie in maglia Fanini Elia Berti. Tuttavia Fanini non riuscì a fare la squadra di professionisti nel 1983 ma riuscì comunque a farlo passare tra i prof nella Sammontana. Worre concluse la sua carriera nel ’92 in maglia Amore & Vita. Fanini riuscì invece a fare il primo team nella massima categoria l’anno dopo, con i primi professionisti danesi Jens Veggerby, Steen Petersen, poi Rolf Sorensen, tanto per citare i più famosi, e pure Rijs con l’insegna Fanini arrivò la prima volta in Italia per correre al Giro della Lunigiana. Nel 1984 grazie alla collaborazione di Pieroni come ds e con i due danesi Veggerby e Petersen come capitani (con cui aveva l’impegno di farli diventare professionisti) iniziò la lunga storia professionistica del team Fanini allora, denominato Fanini Wuhrer che è ancora oggi, come Amore & Vita, il team in attività più longevo in ambito professionistico. Da ricordare comunque che le prime esperienze di Fanini nel professionismo risalgono al ‘73 con l’indipendente Olimpo Paolinelli in maglia Fanini e nel 1979, come sponsor Fanini Alan con la San Giacomo del ds Carlino Menicagli dove correva Cesare Cipollini (fratello di Mario), Fausto Bertoglio, Giuseppe Martinelli, oggi ds Astana e Orlando Maini attuale ds Lampre.
Ivano ha espresso parole di grande affetto e amicizia per Ole. “Di solito non partecipo alle feste del ciclismo” – afferma Fanini – “perché non amo molto stare a tavola a mangiare e poi finire sempre per rilasciare interviste sui problemi del doping. Ma questa volta farò un eccezione perchè di Ole ho dei ricordi indimenticabili a cui sono particolarmente affezionato. Mio padre aveva squadre dilettanti già prima che io nascessi e mi sono appassionato al ciclismo professionistico soprattutto grazie a lui ed a Pieroni. Infatti ricordo di averlo conosciuto a casa di Pieroni ed era uno spettacolo ammirare le sue gesta atletiche nei primi anni ‘70, quando Pieroni lo allenava dietro motore per tentare di riprendersi il record dell’ora. E poi ricordo un episodio curioso: ad una tappa a cronometro del Giro di Sardegna che lui vinse nel ‘71, mentre stava raggiungendo il podio, si accorse che Merckx stava salendo sul gradino più alto perché sicuro di aver vinto. Ole senza tanti complimenti, lo spostò, dicendogli il tuo posto è il gradino più basso perché ho vinto io! Aveva corso alla media di oltre 54 km/h. Un’altra curiosità che lo riguarda sta nel fatto che è stato il primo sportivo a farsi pagare dai giornali danesi per rilasciare interviste. Credo che ancora oggi Ritter sia uno dei più famosi personaggi del ciclismo danese. Non vedo l’ora di riabbracciare dopo diversi anni un vecchio amico e poter ricordare un ciclismo pulito fatto soprattutto di fatica e sacrifici”.



Big party for 70 years of hour record man and the Danish champ Ole Ritter. Particularly appreciated the presence of Ivano Fanini.

A life for cycling - when it was still real - is what it is today Ole Ritter, a beautiful septuagenarian in good shape on Sept. 3, at Tivoli Park in Copenaghen celebrating with close friends from all over the world which knew him, appreciated as a man and a great rider.
He was Hour record holder in '68 in Mexico City at age 27, with 48.653 km/h, and after Merckx took it away in 1972, tried to take it back (when he ran for Filotex) with the help of ds Valdemaro Bartolozzi and masseur Piero Pieroni.
As amateur he won many races among which three silver medals at the world championships of 1962 and 1968 (on road and truck) while in his professional career he won 27 races, among which three stages in the Tour of Italy, three Danish championships. He finished his career in 1978 and then became the exclusive importer of many major brands of cycling but also skillful manager and coach of Denmark.
During the party will screen a movie that covers all the highlights of Ritter’s career and the riders that started with Fanini teams.
In the early 80's, being a great friend of Ivano Fanini began with its teams to bring promising young Danish in Italy that Fanini selected for launching in professionalism.
Since then, the Danish cycling has had a historic turning point. Dozens and dozens of athletes arrived at Fanini house. The first was Jesper Worre, now head of the Danish Federation and of the next world championships, who met with the international cycling Fanini, giving numerous victories to team Fanini - Elia Berti. However Fanini failed to make the team of professionals in 1983, but he still managed to get him through and made him (Worre) turn pro with team Sammontana. Jesper Worre finished his carrer in 1992 wearing Amore & Vita jersey. Fanini managed instead to make the first team in the highest category the following year, with the top riders in Denmark Jens Veggerby, Steen Petersen, then Rolf Sorensen (to cite the most famous). Also Rijs made his first came to Italy to race Giro della Lunigiana with Ivano Fanini.
In 1984 with the help of Pieroni as D.S. and the two Danish Veggerby and Petersen as captains  began the long history of the professional team Fanini which at the very beginning was called called Fanini – Wuhrer. Today, as Amore & Vita, the team is the oldest professional team of the world, the one with the longest tradition among all the other still in activity today. However, the first experiences in professional cycling of the team Fanini, was dated back to '73 with the independent rider Olimpo Paolinelli who started with some races with Fanini  jersey, and then in 1979, as sponsor Fanini - Alan, with the Team San Giacomo, of ds Carlino Menicagli, where ran Cesare Cipollini (brother of Mario), Fausto Bertoglio, Giuseppe Martinelli (ds of team Astana) and Orlando Maini (ds of Lampre).
Ivano expressed words of great affection and friendship for Ole. "I usually do not participate in party of cycling" - Fanini says - "because I don’t love being at the table to eat and then end up always giving interviews about the problems of doping. But this time I will make an exception because of Ole unforgettable memories that I have particularly fond. My father already ruled amateur team before I was born and I am passionate to professional cycling in particular thanks to him and Pieroni. In fact, I remember meeting him at the home of Pieroni and it was a sight to admire his athletic achievements in the early '70s when he trained with Pieroni in order to try getting the record time back. And then I remember a curious event: a time trial stage of the Tour of Sardegna that he won in 1971, when he was reaching the podium, he realized that Merckx was climbing the top step so sure he won. Ole unceremoniously, moved it, telling ‘your place is the lowest level because I won!’
He had an average of over 54 km/h. The day after, main Italian newspapers headlined ”Ritter humbled Merckx. Another curiosity about him: Ritter was the first sportsman to get paid by newpapers to release interviews. I think he still is one of the most famous characters of Danish cycling
I look forward to embrace an old friend after several years and can remember a clean cycling only of hard work and sacrifices. "
ritter.jpg

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COMMENTI
Auguri Ole!
31 agosto 2011 17:43 bloom
Che storia e che personaggio è Ritter.
Lo ricordo con piacere e per quanto è legato a Fanini. Tutte le scoperte che hanno fatto insieme e mi ricordo bene anche di Worre che vinceva in maglia Fanini in Toscana e non solo. Oggi comanda il ciclismo danese e i mondiali.

grande Ritter
31 agosto 2011 18:09 pietrogiuliani
Mi associo agli auguri e sicuramente sarai sempre in gamba. Ero tuo grande tifoso quando ero bambino.
Fanini deve molto del suo successo negli anni 80 proprio a te, grande campione.
I nomi indicati nell'articolo hanno fatto parlare alla grande negli ultimi anni, a parte Rijs che forse sarebbe stato meglio se fosse stato fuori dal ciclismo.
Anche il danese Rasmussen si rivolse a Fanini per tornare nel ciclismo ma scappò per non stare alle regole dettate da Fanini esattamente come ha fatto Riccò.


Viva Ritter ed il ciclismo danese
31 agosto 2011 19:23 roger
Nella storia questa nazione ha dato tanti campioni a questo sport, proprio a cominciare da Ritter.
E poi non poteva trovare migliore appoggio in Fanini per sviluppare il ciclismo nel suo paese.
Ce ne fossero nello sport di coppie come Fanini e Ritter.
Lo sport diventa successo e spettacolo vero, solo se è fatto da grandi uomini motivati da grande passione non pensano solo ai soldi ed al business.

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