RICORRENZE. Dieci anni fa Adriano De Zan. Da due senza Marzio

| 24/08/2011 | 11:31
E' un giorno triste per noi di tuttoBICI e per tuttobiciweb.it. E' un giorno di quelli che restano nel cuore e nella mente. Oggi, due grandi amici del ciclismo se ne andavano. Dieci anni fa veniva a mancare la «voce del ciclismo italiano»: era il 24 agosto 2001. Stesso giorno, ma di due anni fa ci lasciava anche Marzio Marzorati, il signor cerchi Ambrosio, vinto da un male incurabile a soli 51 anni. Alle loro famiglie, il nostro più sincero e profondo abbraccio.

Adriano De Zan (nato a Roma il 20 maggio 1932) è figlio di artisti, cantanti di operetta, e trascorre gran parte dell'infanzia spostandosi da un paese all'altro. I primi anni vive a Bologna, poi si sposta con la famiglia a Montecatini, ed infine approda in età adolescenziale a Milano. Terminato il liceo scientifico, si iscrive alla Bocconi, per intraprendere studi di economia.

Durante il primo anno di facoltà incontra a Torino, nel 1953, durante un'esibizione del padre a teatro, il telecronista Carlo Bacarelli, che gli propone l'entrata nella neonata Rai. De Zan accetta, e assunto dalla sede torinese, intraprende la carriera di telecronista di ciclismo nel 1954, accompagnato da Nicolò Carosio, nell'edizione di quell'anno della Milano-Sanremo. Dotato di grandissima esperienza, conoscenza della storia del ciclismo, e timing, riusciva spesso ad accompagnare le tappe, nei momenti di minor interesse, con aneddoti suggestivi. Impareggiabili le conduzioni accanto a Davide Cassani negli ultimi anni di attività. Tra i momenti più toccanti delle sue radiocronache le vittorie di tappa di Marco Pantani al Tour de France e la sfortunata tappa, sempre al Tour, in cui perse tragicamente la vita Fabio Casartelli. In quest'ultima occasione vinto dallo sconforto, con la voce rotta dal pianto, dovette lasciare il microfono all'allora commentatore tecnico Vittorio Adorni. Dopo la sua scomparsa, Mario Cipollini, per onorarne la memoria corse e vinse una tappa del Giro d'Italia, con una sua foto posta tra la propria testa ed il caschetto. L'indimenticabile incipit delle sue telecronache, "Gentili signore e signori, buongiorno", rimarrà indelebile nelle menti degli appassionati di ciclismo.


Le principali conduzioni:


Dal 1993 al 1997 il Giro d'Italia viene trasmesso dalle reti Mediaset, e le telecronache furono curate dal figlio Davide, anch'egli telecronista e giornalista sportivo. Nel 2000 esce dalla Rai, diventandone collaboratore esterno, sostituito nella conduzione delle telecronache da Auro Bulbarelli e in seguito da Francesco Pancani. Malato di leucemia, si spegne al Policlinico di Milano, nel 2001.

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