RADIOLINE. E la Liquigas restò ai box

| 18/01/2011 | 11:31
Basso e gli altri Liquigas in corsa senza ammiraglia. La quinta edizione del Tour de San Luis scatta con un giallo. Il team numero 1, la spagnola Movistar e la francese Ag2R, cioè le uniche tre formazioni World Tour (ex ProTour) iscritte, si sono presentate con le radioline al via della prima tappa, in forma di protesta contro il nuovo regolamento Uci che ne consente l’utilizzo solo nelle corse di maggior prestigio, come Giro, Tour, Sanremo o Liegi.

Fuori corsa

Si è cosi assistito alla ridicola scena dei commissari che al foglio di via si sono trasformati in otorino per controllare le orecchie dei corridori, che mestamente hanno dovuto obbedire. La protesta, con l’appoggio dei team, è stata guidata dai direttori sportivi, Stefano Zanatta in primis, che ha preso la decisione di non seguire la corsa, portando l’ammiraglia fuori corsa all’arrivo.

Lettera all’Uci

«Questa regola è un sopruso— spiega il tecnico — che lede il nostro diritto al lavoro. Una regola umiliante» . Spagnoli e francesi, invece, hanno seguito la gara. La scelta dei tecnici è stata appoggiata dai corridori, rappresentati sul posto da Gianni Bugno, il presidente del sindacato mondiale: «Un’altra scelta dell’Uci che fa fare un passo indietro al ciclismo. Oltre che per la gestione tattica, le radio sono fondamentali per la sicurezza, tanto che la giuria segnala sempre i pericoli. Ma avvisare i d. s., che non lo possono riferire ai corridori, a cosa serve?» . Una protesta giusta, ma fatta nei tempi sbagliati. Ci sono stati mesi di tempo per discutere, ma sono trascorsi invano. Intanto anche l’Associazione internazionale gruppi sportivi (Aigcp) ha confermato il rifiuto di aderire alla nuova norma, inviando una lettera aperta all’Uci, che però ha ribadito il divieto degli auricolari.

da «La Gazzetta dello Sport» del 18 gennaio 2011
a firma Claudio Ghisalberti
Copyright © TBW
COMMENTI
IL CIRCO
18 gennaio 2011 14:14 jaguar
Se ai corridori ed ai gruppi sportivi ed ai relativi tecnici piace tanto fare un ciclismo di marionette a comando private della fantasia si accomodino pure!!!!!! che pena!!!!

Bene
18 gennaio 2011 14:19 drinn
Penso sia il caso di ribadire il pieno appoggio all'azione di Stefano Zanatta.
Non ritengo che la protesta sia stata fatta in tempi sbagliati perchè sono mesi e forse anni che su questo argomento l'UCI non ha minimamente mai voluto ascoltare il parere dei DS ed ultimamente anche quello diretto degli Atleti.
Pieno appoggi a Stfano ritengo che anche gli altri colleghi debbano allinearsi a questa linea di comportamento perchè ne va della dignità del nostro lavoro e della sicurezza degli Atleti

Damiani Roberto

jaguar
18 gennaio 2011 14:53 maxspeed2
caro jaguar, ho il sospetto che tu il ciclismo lo veda solamente in tv, hai mai assistito ad una corsa dal vivo? sei mai salito su di un ammiraglia al seguito? sai quante cose si possono evitare con le radio ai corridori (esempio: un auto in uno curva all'improvviso dove la moto staffetta avvverte i ds e loro avvertono i corridori)e questo è uno dei casi che si ripetono di sovente e possono salvare la vita a un corridore
quindi prima di parlare accertati a cosa servono e poi esprimiti

fruzzetti roberto

la sicurezza prima di tutto caro jaguar
18 gennaio 2011 14:56 limatore
avere i corridori senza radio significa un continuo andare e venire delle ammiraglie in mezzo ai corridori. Avere corridori senza radioline significa non poter segnalare pericoli agli atleti e tante altre cose ancora.... la fantasia della corsa??? prendi un libro di favole e lascia che chi lavora nell'ambiente si scelga mezzi e modi. (purchè leciti......... s'intende)

x jaguar
18 gennaio 2011 16:04 ciba
naturalmente non sei un addetto ai lavori.

il ciclismo guardalo in tv e non commentarlo nemmeno al bar.....

Domanda
18 gennaio 2011 16:25 foxmulder
Dati gli illustri - e sicuramente ferrati-sul-tema - partecipanti alla discussione chiedo, da ciclista amatore e quindi senza nessuna pretesa di avere esperienze dirette in campo professionistico, se hanno qualche proposta per contemperare le giuste esigenze relative alla sicurezza con quelle relative alla spettacolarità di noi appassionati.
Sempre che siano d'accordo con me nell'affermare che senza radioline le corse erano più spettacolari, il che resta comunque opinabile nonostante la mia opinione sia che lo fossero.

18 gennaio 2011 16:26 SoCarlo
Tutti quelli che commentano questi articoli credo abbiamo le seguenti caratteristiche:
- sono appassionati di ciclismo
- usano la bici (chi per andare a far la spesa, chi per gareggiare)
- amano discutere di ciclismo

Cio' premesso e' chiaro che c'e' chi del ciclismo ne conosce solo gli aspetti piu' generali (magari per sentito dire) e chi conosce i dettagli piu' tecnici del ciclismo professionista (magari praticandolo).

Non comprendo quindi perche' si utilizzino queste poche righe per offendere o per umiliare che e' meno colto (ciclisticamente) invece di intervenire per educare (spiegando, cioe', perche' certe opinioni sono non solo superficiali, ma errate).

Il ciclismo, come movimento sportivo e cultura, ha bisogno di includere nuove idee e appassionati, non di formare circoli di adepti.

Siamo sicuri che aumenti lo spettacolo?
18 gennaio 2011 17:05 Miran
Una recente ricerca, fatta nelle categorie dove l’uso delle radioline è vietato già da un anno, con lo scopo di analizzare con metodo la questione, ha evidenziato, con grande sorpresa (ma non troppa), che sono “stranamente” aumentati gli arrivi in volata e i tentativi di fuga sono diminuiti come quantità e come risultato.

Se l’obiettivo di questa regola era proprio aumentare la spettacolarità delle gare, questo studio finisce per evidenziare che rispetto ai buoni propositi della norma si è ottenuto un effetto del tutto contrario.

E’ giusto inoltre sottolineare che la gestione tattica della gara, non avviene quasi mai via radio, ma programmata prima, negli hotel, nei pullman e le radio servono solo per piccoli aggiustamenti e informazioni di servizio (vantaggi, incidenti meccanici etc.) o di sicurezza (ostacoli, cadute etc.).

Quindi mi chiedo: se deve passare il proposito della norma, allora perché non vietare ai DS di parlare con gli atleti dalla sera prima (qualcuno ci ha già pensato :-))? Perché non abolire le moto-lavagna? Perché permettere agli atleti di avere le stesse informazioni andando tra le ammiraglie (che è più pericoloso dell’uso della radiolina)? Perché non abolire gli allenatori a bordo campo in tutti gli sport? E perché no.. anche i datori di lavoro che dicono ai dipendenti cosa fare.. Mi rendo conto di essere provocatorio, ma ricordiamo anche che si sta parlando di professionisti, pagati per fare un lavoro, da aziende che investono per ottenere un risultato! E questo aspetto non viene nemmeno mai ricordato. Capisco che è il problema minore e forse il più scomodo, ma è un dato di fatto e ricordiamoci che ballano milioni di Euro!

Vorrei ricordare che in fondo non è vietato parlare con i corridori, ma è vietato solo il METODO!

Senza aggiungere una parola in più sulla sicurezza, sarebbe quasi un’offesa. Dopo gli ultimi avvenimenti, dopo quello che è successo allo scorso giro del Friuli per Elite e Under23, mi chiedo se è mai possibile che la vita di un ragazzo serva solo per riempire giornali, blog e forum per qualche giorno e mai per affrontare e dare delle risposte al problema, ma ahimé la memoria per “certe brutte cose” è troppo corta.

x soCarlo
18 gennaio 2011 17:15 maxspeed2
credo che dovremmo venire tutti da Lei per farci spiegare il ciclismo
e se lei e' cosi' colto ci insegni, siamo qua' tutti ad aspettare le sue idee

UN PO' DI EDUCAZIONE
18 gennaio 2011 17:37 stargate
Maxspeed2 pare il più arrabbiato, il che lo fa andare fuori tema. Non si spiega diversamente l'attacco a Socarlo che, con molta signorilità, oltre che evidente senso pratico, senza mancare di rispetto a nessuno, aveva semplicemente rivolto un invito a non offendere o umiliare con commenti aggressivi quei lettori che non la pensano come i sostenitori delle radioline. Ma l'educazione, si sa, spesso latita: usando una metafore ciclistica, direi che in certe persone è in fuga, e non sarà più ripresa. (Alberto Pionca - Cagliari)

signor PIONCA
18 gennaio 2011 19:04 maxspeed2
io non credo di aver offeso nessuno ma ho solo spiegato a cosa servono le radioline e cosa si potrebbe rischiare nel gruppo a non averle. se leggeva sopra lo avrebbe capito. io non ho offeso soCarlo e' lui che ha scritto che noi siamo gente che la bici la usiamoper andare a prendere il pane ma che se vuole spiegare lui le cose lo faccia , io non sono un grande scrittore. Non mi sono permesso come lei di dare del maleducato a nessuno.
distinti saluti
fruzzetti roberto - massa carrara

per tutti
18 gennaio 2011 19:18 verita
semplicemente avete mai visto un allenatore di calcio basket pallavolo ecc. ecc. ecc. che non puo' parlare con i propri atleti durante una gara??
solo il ciclismo si inventa regole assurde!! senza poi entrare nel tema sicurezza!!

18 gennaio 2011 23:33 SoCarlo
Ho il sentore che qualunque cosa scriva possa adesso essere interpretato in maniera offensiva. Cosi' non e', e quindi vado avanti lo stesso.
Nel precedente intervento non volevo iscrivere nessuno ad uno dei due gruppi con cui esemplificavo i partecipanti a questo forum (oltretutto spaziando tra i due estremi).
Evidenziavo solamente che coloro che scrivono commenti possono avere esperienze diverse con la bici, quindi cio' che per qualcuno (un professionista della strada, ad es.) e' lampante, puo' non esserlo per un altro lettore (es. chi corre su pista, per restare tra i pro).
Per esporre le proprie ragioni, quindi, trovo appropriato andare nel dettaglio delle motivazioni che supportano le proprie opinioni, proprio per dare modo a chi con la bici ha esperienze diverse (non meno importanti) di comprendere il punto di vista.
Trovo superfluo, oltre che ad alimentare sterili polemiche, il suggerire di cambiare sport a chi la pensa diversamente. E' molto piu' costruttivo capire le motivazioni di chi la pensa diversamente e spiegargli le nostre ragioni: alle volte si puo' convincere qualcuno della bonta' delle proprie opinioni facilmente.

Una nota di colore: per comprare il pane ed andare al lavoro ho ricominciato a pedalare dopo tanti anni.
Usare la bici per fare la spesa non e' ne' offensivo, ne' denigratorio. E' un modo, diverso, di vivere la bici.
Spiace che maxspeed2 abbia inteso tale categoria come un'offesa.

Consiglio, sempre a maxspeed2, di essere piu' cauto nei suoi interventi: se anche solo una persona (stargate) spende il tempo per scrivere un post per evidenziare un'aggressivita' di linguaggio, forse qualcosa di aggressivo nell'intervento c'era (probabilmente non voluto).
Il dubbio con cui esordisce nel post successivo, a mio parere, ha una risposta diversa: non credo, comunque, qualla sia la sua reale intenzione, per questo io al suo posto cercherei di essere meno irruento.


bravo verità
19 gennaio 2011 08:44 ullallerollerolla
hai sintetizzato perfettamente il concetto in 2 righe...inoltre è un tema caldo anche per l'aspetto legato al diritto al lavoro dei direttori sportivi. togliereste il tornio al tornitore perché nella preistoria si faceva tutto a mano? suvvia siamo seri e pensiamo ai veri problemi del ciclismo che sono ben altri!

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