Francia: condanna penale (due mesi e multa) per Riccardo Riccò
| 29/06/2010 | 17:30 Riccardo Riccò è stato condannato dal tribunale francese di Foix a due mesi di reclusione con il beneficio della condizionale per la sua duplice positività all'Epo ricombinante riscontrata durante il Tour de France del 2008. Secondo fonti giudiziarie, il modenese è stato inoltre condannato al pagamento di 3.000 euro di ammenda e al versamento di ulteriori 3.000 euro per il risarcimento di danni e interessi. Dopo l'esclusione dal Tour di due anni fa, corsa che vide Riccò mettere a segno due successi sbalorditivi in tappe di montagna, il corridore modenese si disse innocente di fronte ai magistrati negando di avere fatto ricorso a sostanze dopanti. Il ciclista successivamente ammise le sue responsabilità subendo un squalifica di due anni poi ridotta a 20 mesi grazie l'atteggiamento collaborativo dell'atleta. Sull'entità della squalifica di Riccò pesò anche la frequentazione con il medico Carlo Santuccione, già radiato per doping dal Coni e avvicinato anche a Danilo Di Luca, ex vincitore del Giro d'Italia squalificato più volte per doping.
Funziona così:
- corri nelle giovanili e vinci
- arrivi negli under e non vinci più
- il ds ed i compagni più esperti ti spiegano il motivo: devi usare la benzina che usano tutti, e ti indicano allo scopo una serie di medici dove andare
- ci vai, ed il medicone (tipo Santuccione, quello che diede l'epo a Riccardo) ti dopa, dicendoti che lo fanno tutti, che ti farà andare fortissimo, che non fa male alla salute (ma solo se vai da lui) e che non ti prenderanno all'antidoping.
In questo meccanismo vedo il corridore come una vittima del medico, perchè deve doparsi se vuole stare in gruppo. Il medico invece fa i soldi facili con i campioni, invece di curare gli ammalati.
Per questo dico: prendiamo questi medici e impaliamoli, i corridori da soli non hanno le conoscenze scientifiche per adoperare il doping moderno e sfuggire all'antidoping.
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