Basso e Nibali, le ambizioni dei Liquigas per il Giro

| 07/05/2010 | 12:45
l countdown per l’inizio del 93° Giro d’Italia sta per giungere al termine e i due capitani della Liquigas-Doimo, Ivan Basso e Vincenzo Nibali, sono pronti ad iniziare la battaglia per la conquista della maglia rosa.
«La vittoria del Giro d’Italia è il sogno di questa stagione – spiega Basso – e affinché si avveri ho affrontato una lunga e impegnativa preparazione. Sono convinto di aver lavorato al massimo delle mie possibilità e di non aver lasciato nulla al caso. Speravo di arrivare in Olanda con maggiore brillantezza, ma sono certo che nelle tre settimane di corsa gli sforzi compiuti dal dicembre scorso verranno ripagati. Inizio questa nuova sfida con fiducia e tranquillità. Il lotto dei pretendenti è di alto livello e arrivare in rosa a Verona in rosa non sarà facile: comunque vada, darò il 110% per riuscirci e non lascerò nulla di intentato». Parlando del percorso Basso sottolinea che «le insidie inizieranno già in Olanda. La terza settimana è sicuramente la più impegnativa ma sarebbe un grave errore sottovalutare le altre tappe. Per vincere un Giro duro come questo bisogna avere un rendimento costante e prestare attenzione ad ogni particolare, sia in corsa sia fuori. Conto sulle mie doti di resistenza per non patire cali nelle frazioni più difficili: una giornata storta pregiudicherebbe tutto».
Vincenzo Nibali affronta invece la sua terza sfida rosa con un pizzico di incoscienza. «Aver saputo all’ultimo di dover partecipare mi ha tolto il peso della pressione – afferma lo “Squalo dello Stretto” – ma non per questo non mi sento pronto per essere tra i protagonisti. Il Giro d’Italia è un appuntamento speciale che voglio onorare al massimo delle mie possibilità, interpretando le sensazioni che avrò giorno dopo giorno per capire quali traguardi posso raggiungere. La condizione è buona: ho affrontato uno stage in altura ad aprile e nelle classiche delle Ardenne ho ripreso confidenza con le corse. Un grande giro non lo si improvvisa, certo, ma in questi anni ho capito come si deve correre: accettando la proposta della squadra ero conscio di poter essere competitivo. Il percorso oltretutto non mi è sconosciuto perché le salite più impegnative le ho già percorse in passato». Per il messinese le tappe più interessanti iniziano con il prologo di Amsterdam: «Un percorso tecnico e breve, come piace a me. Poi ci attende una cronosquadre dove possiamo f are bene e una frazione intrigante sulle strade bianche di Toscana. Il Terminillo offrirà il primo arrivo in salita, da lì in poi vivrò alla giornata. Sono qui perché la squadra aveva bisogno del mio contributo ed io non mi sono tirato indietro: supporterò Ivan nella sua caccia alla maglia rosa e cercherò di correre da protagonista».
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