| 15/05/2009 | 11:17 In giro per il mondo trecento giorni all’anno, sia lui che lei: si vedono tutti i giorni. È il caso di Daniela Carta e Claudio Lucchi. Sarda di Cagliari lei, piacentino di Castel San Giovanni lui. Coppia di fatto, nata tre anni fa alle corse: lui guarda lei, lei guarda lui e da allora non si sono più persi di vista. «Inizialmente io lavoravo per una squadra – racconta Daniela, una delle pochissime massaggiatrici che gravitano nell’ancora maschilistico mondo del ciclismo – e Claudio per un’altra. Da quest’anni soamo insieme alla Katusha, ci vediamo dalla sera alla mattina. Quella di lavorare fianco a fianco e fare le stesse trasferte è stata la condizione sine qua non: ci hanno accontentato e noi siamo felici». Lei 38 anni diplomata Isef, lui 33 anni e un diploma in massofisioterapia. Manipolano i muscoli di Filippo Pozzato & C., del team più importante di Russia. «Ogni sera dormiamo in un albergo diverso, ma l’importante è dormire assieme – dice Claudio -. Invece di portarci il lavoro a casa, noi ci siamo creati un mestiere che possiamo fare in tante “case” diverse». Anche Daniela non mostra segni di insofferenza, anzi: «Nostalgia di una casa nostra? Noi ce la godiamo un mese all’anno, a novembre… Figli? Forse, un giorno, per adesso però ci basta un bel gruppo di corridori da seguire e accudire: più che figli, fratelli…».
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