Da Tuttosport: Riccò torna su bici Pantani

| 21/04/2009 | 17:33
Aspettando la recita di Cunego e Rebellin, poi anche di Basso e degli altri, tra Freccia Vallone e Liegi­Bastogne- Liegi si torna a parlare di lui, di Riccardo  Riccò. Sono stati gli stessi corridori presenti alle clas­siche, sono stati tecnici e manager in questi giorni a sussurrare progetti e inten­zioni per il futuro del gran­de assente. L’hanno visto pe­dalare con profitto e concen­trazione sulle colline mode­nesi, ore ed ore in sella. Tra un anno sarà nuovamente in gruppo. Gli scadrà la squalifica alla vigilia della Sanremo 2010. L’hanno vi­sto pedalare su di una bici­cletta gloriosa, col marchio Carrera, quella che fu di  Battaglin e poi di Visentini
e
Roche, di Chiappucci ma soprattutto del giovane Pan­tani.

Ed ecco l’indiscrezione, il progetto, le novità raccolte nel differenti ambienti, da segnalare perchè esistono struggenti analogie fra il passato di
Pantani e il futu­ro prossimo di Riccò. E non è il caso di lasciarsi andare a facili ironie, quasi scontate. C’è piuttosto in assoluto una suggestione speciale. Nel 2010 quasi certamente Riccò pedalerà su bici Pan­tani. Un nuovo marchio, una bici che provocherà certe emozioni a tutti coloro - e non sono pochi - che hanno ancora il Pirata nel cuore.

BOIFAVA
Cerchiamo di spiegare quel che accadrà. La famiglia Pantani, Paolo e Tonina, i genitori di Marco, stanno per cedere il marchio per la costruzione delle bici con quel glorioso nome a Da­vide  Boifava, che seppe cre­scere alla grande il giovane Pantani al debutto tra i prof. Il tutto con la regia del tec­nico che guidava con profit­to Pantani fra i dilettanti, Pino Roncucci, che adesso presiede la Fondazione de­dicata al Pirata. Boifava è il manager che nel tempo ha diretto campioni come Bat­taglin, Visentini, Roche,  Bontempi, Chiappucci, Pan­tani, ma anche i giovani
Bettinie Bartoli.
E possiede un’azienda che costruisce bi­ci Carrera. Boifava, solleci­tato da più parti, è pronto a concedere una seconda e ul­tima chance a Riccardo Riccò, in cerca di un riscatto dopo le nefandezze del do­ping. E come per incanto at­torno al rilancio ed al recu­pero di Riccò sul piano pro­fessionale e sul piano uma­no, si stanno muovendo per­sonaggi importanti del mon­do politico e industriale sino al professor Veronesi, che già s’era mosso per tentare il recupero di Ivan Basso,
prima che questi per il rilan­cio scegliesse la Liquigas.

CENNI
Un progetto di gran­de fascino con strutture ine­dite, con un centro medico e scientifico di notevole tra­sparenza per la preparazio­ne, con il coinvolgimento di altri corridori di rango e di giovani promesse nell’alle­stire un gruppo sportivo im­portante. E sempre per re­stare legati a Pantani, po­trebbe tornare sulla scena un altro marchio pieno di suggestioni, la Mercatone Uno di patron Romano Cen­ni,  una figura importante per il Pirata, un grande ap­passionato di ciclismo. Le trattative sono in corso, pre­sto ci saranno sviluppi su questo progetto. Per il mo­mento la certezza è legata alle biciclette e a quel glorio­so marchio di notevole sug­gestione: Riccò su bici Pan­tani. Un motivo in più per non deludere la gente, per tentare la rinascita con grande concentrazione e massimo impegno. Del resto crediamo che nella vita sia doveroso concedere a tutti una seconda chance, anche a coloro che hanno commes­so errori enormi e molto gra­vi. Riccò garantisce d’aver fatto tesoro degli sbagli com­messi. Vive a Serramazzoni, sulle colline modenesi, in una nuova casa assieme a Vania Rossi, ex ciclista che fra tre mesi gli darà un fi­glio. Un motivo in più per ri­nascere.

RIDUZIONE
Il Tas gli ha ri­dotto la squalifica di quattro mesi, scadrà il 18 marzo prossimo, la Sanremo è in programma il 20. In una re­cente video intervista con­cessa a velobike.it, Riccardo aveva confessato: « Volevo chiudere col ciclismo, volevo proprio smettere. Ho soffer­to tanto per gli errori com­messi, ma col tempo ho sco­perto che questo sport è dav­vero la mia vita e credo sia giusto concedermi una se­conda possibilità. Rientrerò a 26 anni e mezzo e avrò an­cora molto da dire. Ho un ca­rattere particolare, me ne rendo conto, le persone at­torno a me o mi amano o mi odiano. Per fortuna c’è chi mi è rimasto vicino e crede ancora in me. Ho sofferto tantissimo a guardare le corse in tivù, ho capito tan­te cose e adesso mi alleno e fatico con grande intensità, ore ed ore in sella. Potrei già essere pronto per il prossi­mo Giro d’Italia. Ma a parte le battute, voglio rientrare invece la stagione prossima più forte di prima, per tor­nare a vincere in fretta».

da «Tuttosport» del 21 aprile 2009 a firma Beppe Conti
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COMMENTI
ti aspettiamo
21 aprile 2009 18:45 balaverde
grande riccardo, ti aspettiamo con ansia per farci godere sulle salite con le tue vittorie, perché sei un vero campione

Già celebrato il ritorno
22 aprile 2009 08:52 depeche
Siamo alle solite.
Il ritorno di uno che sta scontando una squalifica per doping viene già celebrato un anno prima creando interessi e aspettative alla faccia dei ciclisti puliti.
Sono stato un estimatore di Riccò prima che lo beccassero.
Non si cominci a farlo ridiventare un eroe prima del tempo.
Aspettiamolo al rientro, ma almeno abbiamo rispetto di chi pedala pulito e parliamo di Riccò solo quando pedalerà affianco agli altri e sarà pulito.
Forse i giornali pur di vendere qualche copia in più devono per forza parlare del nome che fa notizia come purtroppo è stato per il povero Pantani.

Senza ritegno!
22 aprile 2009 09:09 rep
Riccardo aveva confessato: « Volevo
chiudere col ciclismo, volevo proprio smettere. Ho soffer­to tanto per
gli errori com­messi.....>> Forse era la cosa giusta da fare .... Ha sbagliato un'altra volta

questo è il ciclismo........
22 aprile 2009 09:37 Dmz
mi meraviglia il fatto che le federazioni ciclistiche di quasi tutto il mondfo investa o spenda i soldi.......prelevati alle società ciclistiche,con il cosidetto cartellino biologico,ed inoltre svegliando gli atleti la notte,facendo ingrullire gli stessi con comunicati per la reperibilità...
ma ha cosa serve tutto questo???????
ha cosa servono i tribunali e gli avvocati?????
ha cosa serve punire chi viene trovato con una siringa??????
Facciamo anche di RICCO ( e lo voglio scivere maiuscolo)come abbiamo fatto degli altri,cosi ancora penaliziamo la gente onesta,pulita e con i numeri in tasca.
BRAVISSIMI..........povero ciclismo.......poveri giovani.......

La penso come Depeche
22 aprile 2009 09:41 The rider
Prima di innalzarlo agli altari aspettiamo almeno che rientri in gruppo.
E' proprio vero, per vendere qualche copia in più si scrivono cose inutili...
Maurizio Ponti.

assurdo
22 aprile 2009 16:36 under23
In questo mondo chi prende in giro gli altri viene sempre venerato mentre chi vive senza trasgredire le regole viene dimenticato.....
E' uno scandalo che Riccò torni a pedalare su una bici col marchio dell indimenticato pirata. Ok scontata la sua pena può tornare come gli altri a correre ma deve entrare dalla porta del retro e smetterla di fare lo sbruffone che era prima della sospensione, il ciclista è uno umile e non un montato come Riccardino

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