A 15 anni lo voleva il Real Madrid, chissà se tra un anno o due alla sua porta busseranno la UAE, la Visma o la Red Bull... Jeppe Corfitzen, classe 2004, ha le idee chiare: «Il mio sogno è sempre stato quello di arrivare all’élite dello sport. Se nel calcio ho solo sfiorato l’obiettivo, con il ciclismo posso realizzare quel sogno».
Corfitzen giocava a calcio, cursore di destra: considerato uno tra i più grandi talenti danesi della sua generazione, è approdato dall’FC Copenaghen alla Primavera del Lecce, ha vinto uno straordinario scudetto di categoria nel 2023, ha esordito in serie A a 18 anni e poi la sua storia si è trasformata in uno stillicidio di interventi chirurgici al ginocchio: «Tutto è cominciato con una piccola lesione al menisco che è stata gestita malissimo. Da lì poi è arrivata la rottura dei legamenti del ginocchio, ancora il menisco, ancora i legamenti finché dopo la settima operazione, cui mi sono sottoposto dopo aver ripreso ad allenarmi con l'Aarhus Fremad, ho detto basta» ha raccontato a Eurosport Danimarca.
Poco prima di decidere di smettere, il ciclismo ha iniziato a occupargli seriamente la mente: «Ho sempre seguito il ciclismo e l'ho sempre trovato fantastico. È ovviamente molto diverso dal calcio, ma in realtà sento che mi si addice molto. Ho praticato sport d'élite per tutta la vita e senza questa esperienza non saprei davvero cosa fare di me stesso».
In sella Corfitzen non si risparmia, come dimostrano i continui aggiornamenti che pubblica sul suo profilo Instagram : oggi si allena con l'Amager Cykel Ring e il suo nuovo obiettivo è semplice: vuole scoprire fin dove può arrivare con il suo talento.
«Ci proverò sicuramente con tutto il cuore. Ora si tratta di allenarmi il più possibile durante l'inverno, e poi vedrò a che punto sarò quando inizierà la stagione. So che sui social mi hanno paragonato a Remco Evenepoel, che da ragazzo giocava a calcio: sarebbe davvero fantastico seguire le sue orme, che si può sognare. Quando ho capito che nel calcio non potevo più dare il 100%, non aveva senso continuare. Nel ciclismo, so di poter dare il 200% ogni singolo giorno. Ecco perché l'ho scelto».