Lunedì sera al Teatro Artè di Capannori, sono stati 11 i campioni premiati con la prestigiosa Sfinge d'Oro, coniata dall'artista lucchese Giampaolo Bianchi: Luca Lucaroni, Matteo Tagliariol, Valentina Rodini, Gianpiero Marini, Carlo Muraro, Walter Alfredo Novellino, Rolf Sorensen, Glenn Magnusson, Sabrina Bertini, Arianna Bertolucci e Pier Augusto Stagi
Un parterre che ha portato il totale dei premiati dal 1997 ad oggi a quota 530, come riportato nell'enciclopedia Wikipedia. Dopo 16 edizioni all'Hotel Country Club, il Premio ha cambiato sede ma è rimasto saldamente a Capannori grazie alla collaborazione del Comune e alla nuova organizzazione affidata per la prima volta alla Cyclyng Team Lucca presieduta da Pierluigi Castellani.
Ma ieri sera, oltre alle premiazioni, si è consumato un momento destinato a rimanere nella storia del ciclismo mondiale. Tre corridori cresciuti nella famiglia Fanini, con la maglia di Amore & Vita, dopo quasi 30 anni si sono ritrovati insieme, sullo stesso palco.
Sul palco la Sfinge d'Oro a Rolf Sorensen e a Glenn Magnusson, due simboli del grande ciclismo internazionale lanciati da ragazzo dal patron capannorese Ivano Fanini. Sorensen, campione del mondo juniores, vincitore di Liegi-Bastogne-Liegi 1993 e Giro delle Fiandre 1997. Magnusson, velocista svedese capace di vincere 3 tappe al Giro d'Italia proprio in maglia Fanini, battendo anche Mario Cipollini.
In platea, ad applaudirli e poi ad abbracciarli, Michele Bartoli e Andrea Tafi, anche loro già Sfinge d'Oro nelle edizioni passate e anche loro scoperti e lanciati da Ivano Fanini quando erano giovanissimi a Segromigno.
Si è così ricomposto, per la prima volta dopo decenni, il leggendario podio della Coppa del Mondo 1997: 1° Bartoli, 2° Sorensen, 3° Tafi. Un terzetto interamente lanciato in età giovanile da Ivano Fanini.
"Rivederli insieme, qui a Capannori, è stata un'emozione che non si può descrivere", ha detto commosso Ivano Fanini, patron di Amore & Vita, la squadra più antica al mondo, fondata nel 1948. "Rolf è arrivato da noi che era un ragazzino dalla Danimarca, Glenn dalla Svezia. Michele e Andrea erano di casa nostra. Li ho cresciuti come figli, gli ho dato vitto e alloggio a Lunata, gli ho insegnato il mestiere. Vederli oggi, campioni affermati, uomini, abbracciarsi dopo 30 anni proprio al Premio di Valter Nieri, nella nostra Capannori, è il regalo più grande della mia vita di 60 anni nel ciclismo. Amore & Vita è questo: una famiglia che non si scioglie mai".Marini è stato consegnato anche il Premio collaterale dedicato all'indimenticato Gigi Simoni, giunto alla quarta edizione. Hostess riconfermata Debora Vanuzzo, presidente onorario Stefano Gori, pluricampione paralimpico.
Per Vivere Lucca, presente alla cerimonia, è stata una pagina bellissima di sport, di fedeltà e di valori. Perché Capannori non premia solo le vittorie, ma la costanza, la dedizione e l'amore incondizionato verso una disciplina. E ieri sera, con il ritrovo della famiglia Fanini, ha premiato anche 30 anni di storia del ciclismo mondiale.