Il Lombardia 2026 è iniziato 5' in ritardo e con un messaggio importante lanciato dai corridori al mondo. Remco Evenepoel ha preso il microfono e spiegato le ragioni della scelta del gruppo agli spettatori presenti a Bergamo, il presidente del sindacato mondiale di categoria CPA Adam Hansen su X ha ribadito il concetto.
Come corridori, siamo uniti contro i rischi inutili a cui vengono esposte le nostre vite.
Solo questa settimana si sono verificati diversi incidenti che hanno coinvolto veicoli sui percorsi di gara. Due corridori sono caduti dopo aver urtato una moto che procedeva in senso contrario sul tracciato di gara. Fortunatamente entrambi se la sono cavata con qualche taglio e qualche livido, ma avrebbe potuto andare molto peggio.
Quest’estate, una vita è stata tragicamente strappata (il riferimento è alla morte di Finlay Tarling, ndr) proprio a causa di questo tipo di negligenza. Non lo tollereremo più.
I corridori gareggiano ad alta velocità con scarsa protezione e contiamo sugli organizzatori delle gare per garantire la sicurezza delle strade. Questa responsabilità non viene rispettata.
Chiediamo l’intervento dell’UCI affinché gli organizzatori delle gare si assumano le proprie responsabilità e agiscano. Ciò significa un dialogo serio e aperto tra corridori, organizzatori e l’UCI, che porti a cambiamenti concreti nelle modalità di messa in sicurezza e gestione dei percorsi di gara.
Dopo cinque minuti, abbiamo ripreso a correre come di consueto. Non volevamo compromettere lo svolgimento della gara, ma solo dimostrare ciò che i corridori possono fare quando si uniscono in un unico fronte.
Amiamo questo sport. Rispettiamo gli organizzatori delle gare. Vogliamo gareggiare al massimo e offrire uno spettacolo ai nostri tifosi. Ma, cosa più importante di tutte, vogliamo tornare a casa sani e salvi dai nostri cari.
PAPA' TARLING. Arriva con immediatezza via social la reazione di Michael Tarling, il papà di Finlay: «Siamo così grati, commossi e orgogliosi dei compagni ciclisti di Fin oggi per aver preso posizione al Lombardia. Le cose devono cambiare e nessun’altra famiglia dovrebbe mai ricevere quella telefonata che noi abbiamo ricevuto il 14 agosto. Speriamo sinceramente che l’UCI stia ascoltando e che verranno apportati cambiamenti».
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