Jarno Widar ha un feeling speciale con l’Italia e sembrava scritto nel destino che proprio nel nostro paese dovesse ottenere la prima vittoria tra i professionisti. Tra i nomi risonanti al via delle Tre Valli Varesine non era tra i più quotati, eppure il giovanissimo atleta belga si è fatto trovare pronto, nel posto giusto al momento giusto, ha attaccato e rilanciato riuscendo poi a battere allo sprint Thomas Pidcock e Matteo Jorgenson.
Ormai lo sappiamo, Jarno è di poche parole, ma basta vedere i suoi occhi dopo il traguardo per comprendere la sua incredulità. «Non ci credo e non ho ancora le parole giuste per descrivere quello che sto provando. Ho sempre sognato di poter vincere tra i professionisti, ma mai avrei creduto di riuscirci battendo due atleti così forti» dice profondamente emozionato. Al via era uno dei più giovani, ma Jarno ha corso sempre con la testa e ricevendo l’ottimo supporto di Simone Gualdi che ha poi chiuso in decima posizione. Nelle fasi finali di gara insieme a Jorgenson e Pidcock ha ceduto al gioco del controllo rischiando la clamorosa rimonta del gruppo, ma tra i tre è stato il primo ad accorgersene ed ha deciso di anticipare i tempi mettendo a segno la mossa decisiva. «Il finale è stato molto nervoso, tra i tre ero il meno giovane e non ero così esperto i situazioni del genere, mi sono però detto che dovevo rimanere calmo e soprattutto non perdere l concentrazione. Ci siamo studiati a lungo, forse fin troppo e ho deciso di anticipare la volata quando mancavano circa 250 m, bisognava agire, altrimenti avremmo rischiato di essere ripresi. Ora posso dire che è stata la mossa giusta.»
La vittoria di oggi arriva come un sollievo, una firma importante dopo un primo anno da pro che è stato tutt’altro che facile. Oltre che il salto di categoria Jarno ha dovuto affrontare dei malanni stagionali, ma soprattutto un recupero lungo e faticoso per i postumi di una caduta in allenamento. Addio alla campagna del nord, niente classiche, il ritorno in gara è arrivato soltanto a giugno in svizzera e da quel momento è stata una lunga e lenta ripresa. «E’ stato un anno complicato, mi sono ammalato, ho avuto una brutta caduta e per molto tempo non ho potuto correre. Ero molto frustrato anche perché essendo la mia prima stagione tra i pro avevo bisogno di macinare i chilometri, ma purtroppo dovevo aspettare. Ho cercato di accorciare i tempi, ho fatto i salti mortali per rientrare al Gp Gippingen e poi al Tour de Suisse, ma ho capito che non ero ancora al massimo. Sono andato in altura e ho lavorato duramente e già a Burgos mi sentivo bene, è stata però la Vuelta a farmi capire che stavo seguendo la direzione giusta. Quel secondo posto nella quarta tappa mi ha dato tantissimo morale, avrei potuto fare un ottimo finale di stagione» ha spiegato Widar che grazie all’ottima Vuelta ha trovato la spinta giusta per affrontare l’ultima parte della stagione . «Sono arrivato in Italia molto motivato, volevo fare bene sin dal Giro dell’Emilia, ma non è andato come speravo, ero piuttosto deluso, volevo rifarmi. Mi piace correre in questo paese, ho vinto tanto ma non tra i professionisti ed è bello vincere proprio qui, questo successo è come un sollievo»
Dopo il primo successo tra i pro Jarno Widar sarà al via del suo primo Lombardia, una corsa più lunga e molto più dura delle tre Valli Varesine, ma si candida ad essere un cliente molto scomodo e la sua presenza potrebbe sconvolgere i piani di qualche squadrone.
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