Quello di Andrea Riva è un nome assai conosciuto dato che, nella sua vita, il ciclismo, in molteplici funzioni, è un po’ la colonna sonora che lo ha accompagnato, naturalmente con la famiglia e l’impiego professionale.
È nato il 2 ottobre 1936, a Cambiago, in provincia di Milano, località che evoca il ricordo di un suo notissimo concittadino e amico, un simbolo universale del made in Italy nel settore delle due ruote, come quello del maestro Ernesto Colnago, nato nel febbraio 1932, con le rispettive abitazioni distanti poche centinaia di metri. È di Cambiago anche il notissimo fotoreporter Cesare Galimberti, specialista in vari sport con il ciclismo in prima fila.
Andrea Riva ha una frequentazione delle due ruote assai articolata anche se non ha mai tentato la carriera agonistica in quanto è approdato presto al lavoro di bancario, cassiere in particolare, nella Banca Popolare di Milano lavorando in varie agenzie del capoluogo milanese.
Per formazione professionale e personale è un metodico, preciso in tutti i suoi impegni. Fin da giovane entra nel ruolo dei Giudici di Gara e percorre, assai velocemente, una carriera con designazioni di servizio ciclistico nelle più importanti manifestazioni regionali ed extra regionali e svolgendo anche ruoli di direzioni di corsa assieme al collega Eugenio Salvoldi, Mario Pio Torresan, e pure una giovane Rosella Bonfanti.
Dopo la metà degli anni 1970 entra quale pilota di una vettura di giuria al Giro d’Italia con la “benedizione” e relativa soddisfazione di Giosuè Ciapparelli, direttore generale della BPM e grande appassionato di ciclismo. La BPM è stato anche un notevole “serbatoio ”, definiamolo così, di cronometristi a livello nazionale. E, dopo la corsa, secondo il costume dell’epoca, Riva ei colleghi piloti di giuria si trasformavano in addetti alla segreteria tecnica lavorando al quartiertappa.
All’inizio degli anni 1980 Andrea Riva, affianca, in qualità di cassiere al seguito del Giro un suo predecessore nel ruolo per occuparsi delle molteplici operazioni di rimborso ai collaboratori, pagamento di tasse e imposte comunali, alcune spese alberghiere, ruolo che non abbandonerà più fino al 2010 circa collaborando con Gennaro Ferrigno, che era il “caposervizio” come lo definiva Riva, e poi l’amico Antonio Solcia. Riscuoteva la piena fiducia dapprima di Torriani, poi di Castellano e i loro successori.
Non era, e non lo è tuttora, un” mago del computer“ Andrea Riva che in tutti gli spostamenti aveva con sé la voluminosa borsa di cuoio piena di documenti e pure di contanti dato che i pagamenti elettronici non erano ancora sviluppati come lo sono ora. E la borsa di Riva lo seguiva passo, passo, per 24 ore, sempre tenuta sottocchio.
Era temuto, come un “cerbero”, dalle ragazze dei vari servizi di corsa non avvezze all’ordinata presentazione di ricevute e/o scontrini, così come qualche giovane maschietto, piuttosto un po’ birichino, leggero, in argomento, addetti a varie funzioni nell’ambito della carovana. Subito, al primo approccio, una dura reprimenda, anche coloritamente espressa con parole e toni duri da parte di Andrea Riva che poi, però, ne stemperava i toni e trovava sempre una soluzione in piena rispondenza ai canoni amministrativi di cui era il garante per ruolo e professionalità.
Ora segue sempre con attenzione il ciclismo mantenendo contatti vivi con gli amici, magari “ex-nemici “perché amministrativamente un po’ disordinati sulle linee guida delle note spese in vigore al Giro.
L’Amministrazione, cosa seria per Andrea Riva, che compie i suoi primi 90 anni in buona salute con la moglie Nuccia e le famiglie dei figli Edgardo e Silvia.
Auguri Andrea per un compleanno nella sua bella casa di Cambiago, in via Fausto Coppi, guarda caso...
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