Per i tifosi locali ormai è un’autentica superstar, dopo tutto quando Matteo Malucelli arriva al Tour de Langkawi lascia subito il segno. Quest’anno è successo proprio come nella precedente edizione, prima tappa e subito una vittoria, il successo numero 7 in terra malese che gli permette di diventare il terzo corridore più vittorioso di sempre a pari merito con Josè Serpa. Una volata praticamente perfetta quella del corridore del team XDS Astana che ha sfruttato alla perfezione il lavoro della sua squadra ripagandoli con il miglior risultato possibile.
Quella di oggi per Malucelli non è una semplice vittoria, ma la conferma di essere competitivo, di essere il più forte del gruppo in Malesia. Per comprendere meglio il valore del suo risultato occorre però fare un passo indietro di poco più di 24 ore, quando dall’ospedale non era così sicuro vederlo al via della prima tappa. Gli ultimi due giorni di Matteo sono stati delle vere e proprie montagne russe, eppure era iniziato tutto bene con l’allenamento di sabato nelle prime ore della mattina. Ecco poi la sfortuna, dopo nemmeno un’ora dall’uscita la caduta, le analisi in ospedale, tanta incertezza, le prove con l’allenamento nel pomeriggio e addirittura un controllo anti doping in serata. «E’ stata una giornata difficile, ma ormai ho imparato che quando cadi è inutile farti tanti pensieri, capisci subito se ti sei fatto male oppure no. Mi preoccupava però il fatto che la mano si era molto gonfiata, ho già rotto scafoide 3 volte e quando cado ho sempre paura di farmi male alla mano. Subito i raggi hanno escluso la frattura, ho passato una notte complicata a causa delle botte sulla schiena, ma per fortuna non ho avuto problemi a guidare la bici, guanti e un po’ di protezioni, abbiamo sistemato tutto.» ci ha spiegato Malucelli che non ha potuto non riportare alla nostra mente quanto era accaduto nella passata edizione: nella sesta tappa, proprio con partenza a Saha Alam era finito a terra ed era stato costretto ad abbandonare il Tour de Langkawi con addosso la maglia di leader della classifica a punti. «la mente è andata subito all’anno scorso, stesso luogo, un’altra caduta. Se però nel 2025 avevo lasciato dopo aver vinto 3 tappe, qui rischiavo di terminare la trasferta con nulla di fatto. Questo successo mi dà tantissimo morale, ora posso dire di essermi portato avanti con le cadute, mi rimane solo di vincere. »
Se per qualcuno in gruppo questa mattina non era sicuro vederlo sprintare, ecco che nel team XDS Astana invece non ci sono stati mai dubbi:Matteo era la prima ed unica scelta. «Non c’è mai stato un piano b, sicuramente se non fossi stato bene in corsa la squadra si sarebbe organizzata diversamente, ma già dalla riunione di ieri sera le cose erano chiare. La squadra ha sempre creduto nelle mie possibilità, qui in Malesia mi trovo molto bene, credo sia per la mia grossa corporatura, ma questo caldo da “bagno turco” mi piace e mi fa rendere molto e poi qui la gente è speciale, dà una motivazione incredibile» ha proseguito il corridore romagnolo. Intorno a lui, come di consueto, la folla l’ha accolto con un grandissimo boato e ha letteralmente fatto a gara per avere una foto ricordo. La Malesia da sempre è il suo terreno di conquiste, i percorsi, il clima, tutto sembra sorridere a Matteo che quest’anno vuole aggiungere più vittorie possibili al suo tesoretto provando ad accorciare le distanze da Andrea Guardini, quasi irraggiungibile a quota 24.
Quella del 2026 è stata una stagione piuttosto intensa per Malucelli, con meno vittorie, ma più risultati prestigio e soprattutto la partecipazione al Giro, la realizzazione del suo piccolo sogno. «Correre il Giro mi ha dato molto a livello mentale, è stata un’esperienza speciale che mi ha fatto credere nelle mie possibilità. Dall’altra parte però ho fatto meno vittorie, per la preparazione alla corsa rosa ho dovuto rinunciare a corse in cui ho sempre fatto bene come il Giro di Turchia e di Ungheria. Credo però che tutta quell’altura, quel tipo di allenamenti siano serviti non solo per il Giro, ma anche questa parte di stagione dove sto raccogliendo molto » prosegue Matteo che domani dovrà salvare la gamba in vista dell’impegnativa salita di Gurung Jerai. Il capitano designato pe la classifica generale è il colombiano Martin Lopez che dà il suo meglio quando la strada inizia a salire.
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