Un’estate da imbattibile. Jonathan Milan sta trovando in queste settimane, per sua stessa ammissione, una delle sue migliori versioni di sempre. La potenza è lì, lampante, come sempre, ma al Giro di Polonia 2026 lui e la squadra non stanno sbagliando nulla, nel posizionamento e nel timing dello sprint, nonostante le volate siano tutt’altro che lisce e agevoli.
A Szczecin, davanti a migliaia di persone, lo sprinter della Lidl-Trek ha piazzato un’altra zampata fragorosa, rifilando due biciclette a tutti gli avversari. «Direi che è andata molto bene, i ragazzi hanno fatto un lavoro fantastico anche oggi, controllando la fuga e tenendomi sempre davanti - ammette Jonny -. Temevo un po’ il finale, avevo paura di rimanere incastrato nella mescola, nella lavatrice, invece ci siamo mossi molto bene e all’ultimo tornantone ero davanti. Ho seguito qualche ruota e son riuscito a fare la mia bella volata pulita».
Da Roma in poi, l’impressione è che il friulano riesca ad addomesticare bene anche le volate un po’ più sporche, quelle in cui nelle ultime centinaia di metri deve un po’ arrangiarsi, magari uscendo da dietro. «A forza di dai e dai, qualcosa si impara. Riguardo sempre le volate che faccio e i treni che organizziamo, cerchiamo di capire cosa abbiamo fatto bene e cosa non è andato liscio - ammette ancora -. Come squadra, lavoriamo per muoverci nel modo migliore possibile, ma bisogna anche capire come si muovono gli altri. L’esperienza è fondamentale, più studi e capisci i tuoi errori, più possibilità hai di metterti nella posizione buona la volta successiva. Poi ogni volata e ogni arrivo sono diversi, controllare tutto è impossibile, ci piacerebbe prevedere quello che succede ed essere sempre perfetti ma non si può. Qui al Polonia finora è andato tutto bene, sono contento per me e per la squadra, se lo meritano».
L’anno scorso era uscito dal Tour de France abbastanza esausto, quest’anno pare che il Giro d'Italia gli abbia fatto fare uno step in più in vista di questo finale di stagione. «È vero, l’impressione è giusta. Dopo il Giro ho avuto un po’ di febbre e ho saltato la Copenaghen Sprint, ma poi mi sono allenato bene e nella settimana precedente al Campionato Italiano ho sentito la gamba girare alla grande. Penso che in quei giorni ho visto la migliore versione di me stesso. Poi ho staccato, sono andato in altura, ma son tornato bene, la crescita c’è stata».
In Polonia sono appassionati di numeri e di watt e la curiosità di chiederli al corridore più potente del gruppo è comprensibile. Ieri Jonny non aveva saputo dirli, oggi si è fatto trovare pronto e in mix zone ha tirato fuori il cellulare con tutti i suoi dati: «Dunque, ve li dico live… non sono uno che guarda tanto i numeri, perché puoi anche fare 2000 watt ma poi puoi non vincere. Comunque… ieri ho fatto 1760 di picco, non un granché ma avevamo 230 km sulle gambe, oggi 1850. Non le mie migliori performance, eppure ho vinto».
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